:: Michele Ciardelli intervista Valter Giraudo.

Parlaci di te e di com’è nata la tua passione per la scrittura. 

Da sempre la scrittura è stata per me il modo più semplice per esprimere i miei pensieri, molto meglio che oralmente.

Sin da ragazzino scrivevo racconti e poesie, disegnavo vignette – o almeno scarabocchiavo vignette –  ma son sempre rimasti nel famoso “cassetto”.

Poi, dopo l’acquisizione del titolo di studio di naturopata  mi è stato proposto di pubblicare con un mio compagno di corso la tesina che avevamo presentato, perché originale. E’ nato così il mio primo libro “Vitamine e Minerali – Riequilibrarsi in modo naturale – Atlantide Edizioni”.  Poco dopo, ho iniziato la collaborazione con un periodico: dovevo curare una rubrica di medicina naturale.

Poiché  sono eclettico, ho iniziato a scrivere anche pezzi di cronaca o opinioni di fatti ed eventi, allargando la mia collaborazione con altri periodici. La cosa mi è sempre piaciuta. Così potevo tranquillamente “dire la mia”!!! Inoltre, mi hanno pubblicato anche delle vignette di satira.

Intanto continuavo a scrivere racconti, senza però mai pubblicare nulla. 

Tu sei prevalentemente un “noirista”, scrivi anche poesie, oltre ad aver scritto un libro sulla omeopatia, come hai già detto: come fai a coniugare nella tua scrittura, molti stili differenti? Nel tuo ultimo lavoro, Parto di sangue, sei riuscito a fare coesistere una intensa storia di violenza domestica, con alcune delle tue poesie e con delle immagini. E’ possibile coniugarle, anche per i tuoi lavori futuri, oppure era solo un esperimento? 

Proprio perché  eclettico, ho bisogno di spaziare per non annoiarmi. Scrivere dev’essere un piacere. Infatti ho in progetto anche un libro che parla di un percorso spirituale e un altro che è una raccolta di fiabe buddiste rielaborate.

Sicuramente il noir è il mio filone preferito. Tutto il resto rimane quindi “svago”.

Parto di Sangue, l’ultimo libro pubblicato, nasce dalla ricerca di un mio nuovo stile. Volevo un Valter nuovo, originale, accattivante. Il connubio tra immagini, poesie e racconto noir è stato un esperimento, che pare abbia riscontrato e stia tutt’ora riscontrando ottimi pareri.

Così  ho deciso che questo sarà il mio nuovo modo di esprimermi: abbracciare l’arte a 360°, unendo più modi di espressione per un singolo argomento. 
 

Come ti organizzi per scrivere la storia che ti viene in mente? Ti scrivi le idee e poi le sviluppi, o hai un metodo tuo personale? 

Diciamo che NON ho un metodo preciso. Perché anche, in questo caso, la routine mi stufa. Pur essendo metodico e preciso, nell’espressione artistica divento esattamente l’opposto: senza regole e schemi rigidi.  Ogni nuovo libro è una nuova scoperta, pur seguendo il mio nuovo stile. 
 

Il tuo approccio alla cultura e alla filosofia buddista influenza in qualche modo la tua scrittura? 

Sicuramente abbracciare totalmente una religione rivoluzionaria come il Buddismo porta ad una rivoluzione umana notevole. La vita in ogni suo aspetto viene vista e vissuta in modo totalmente diverso. E questo modo diverso di cogliere la vita traspare chiaramente nei miei testi. Ad esempio, si parla di karma e non di destino, di consapevolezza, di credere in se stessi e non in un dio esterno, ecc. ecc. Ma non voglio disquisire qui su un argomento religioso. 
 

È stato difficile trovare una casa editrice che credesse in te? E che problemi hai avuto, se ne hai avuti, a trovarne una? 

Come tutti gli esordienti non sponsorizzati, ho constatato che NESSUNO crede in te. Difatti con la casa editrice del mio primo libro “Oscurità Fondamentale” ho sempre dovuto battagliare perché stampava sempre il minimo indispensabile per “paura” di avere giacenze… Ma con “Parto di Sangue” posso dire di aver avuto un ottimo riscontro e ottime proposte. Sono soddisfatto della casa editrice che l’ha pubblicato: “La Riflessione – Davide Zedda Editore” di Cagliari. Oltre che aver pubblicato una tiratura di 2000 copie senza contributo – ho solo acquistato alcune copie – ha mantenuto fede ai suoi impegni e vedo la pubblicità del mio libro apparire ovunque. 

Qual è il tuo scrittore preferito? 

Sono tanti. Troppi. Mi piace leggere di tutto. Dal noir, alla biografia, alla medicina naturale, al Buddismo – ovviamente – e alla poesia. NON leggo libri strappacuore tipo “Collana Harmony”. Ho imparato molto dalla lettura dei libri di Coelho, perché scrive in modo molto semplice e fluente. 
 

Le tue letture influenzano il tuo stile di scrittura? 

Beh… si… leggendo si impara! E’ importantissimo leggere molto e di diversi generi. 
 

Stai lavorando ad altri progetti? Hai in cantiere qualche altro libro? 

I libri in cantiere sono tanti e di vario genere. Ho pure iniziato una bellissima esperienza con un amico scrittore: un libro a quattro mani! 
 

Hai mia frequentato dei corsi di scrittura? 

No, mai. 

Li ritieni utili? 

Penso di sì, basta che non abbiamo prezzi spropositati! Ma leggere molto è sicuramente la base per una buona crescita personale. 

Il tuo libro, Parto di sangue, è una sorta di accusa ad un mondo che spesso viene taciuto, quello della violenza domestica. Com’è nata questa esigenza? Ricordi cos’ha scaturito in te questo desiderio? 

Il tutto è  iniziato dagli articoli per i vari quotidiani: dire la verità, quella “vera”, quella che gli altri non osano. Poi lo studio del Buddismo, la mia ricerca interiore e la collaborazione con “Avvocati senza frontiere” ha rafforzato questa mia convinzione. Come il indicato sul titolo del mio blog, mi definisco “controcorrente consapevolmente”!

Così  ho pensato di mettermi dall’altra parte: cosa prova una donna che subisce violenza. Fino a che punto può arrivare. Volevo che la gente si sensibilizzasse sull’argomento. Per questo il libro, se pur breve, è molto forte.

Mi sono messo a studiare vari trattati di psicologia in merito alle violenze domestiche, ho letto molte testimonianze.

La cosa bella è che per ogni libro leggi, studi e approfondisci una miriade di argomenti nuovi! 

Parlaci del tuo libro.

Beh, vi allego recensione dell’amico e poeta Giovanni Andrea Negretti, in arte GAN, che mi è piaciuta moltissimo! E Vi ringrazio molto per questa bella opportunità! 

Parto di sangue

di

Valter Giraudo 

Recensione  di Giovanni Andrea Negrotti. 

Un volumetto pratico, sobrio nella sua veste editoriale, arricchito da bellissime immagini dell’autore. 

Parto di sangue edizioni LA RIFLESSIONE di Davide Zedda.

Autore VALTER GIRAUDO, genere NOIR. 

Il “VERISMO” epoca letteraria del primo novecento, non è mai scomparso, bensì si è evoluto in quelle forme oggi conosciute come “cronaca nera” o “noir”. Sono quelle opere che descrivono, come questa di Valter Giraudo, una situazione drammatica di vita, scene immaginarie così vive e crude che si animano davanti ai nostri occhi mentre le leggiamo, proprio per la minuziosa descrizione nei minimi particolari.

Più che l’immaginario, in PARTO DI SANGUE, mi colpisce l’immedesimazione che l’autore utilizza per dar corpo al suo racconto, breve ma molto descrittivo.

Un uomo che s’immedesima in una donna non è cosa da poco conto, il personaggio, IRMA, che vive inizialmente l’illusione del grande amore, che presto diventerà il suo grande incubo, il suo inferno terrestre.

L’abilità di Valter Giraudo, sta nel fatto che raramente,  noi uomini, riusciamo ad entrare nel mondo femminile, con le loro caratteristiche, le ansie, le paure, la forza e il coraggio, specie dove le donne sono oggetto di turpi attenzioni e violenze da parte del maschio.

Questa abilità  è però concessa a chi conosce gli strumenti artistici letterari e un elevata sensibilità umana, l’immedesimazione è infatti una forma di retorica usata spesso dagli scrittori e dai poeti, a tal proposito, evinco dall’opera alcune poesie, segno tangibile che la poetica è comunque presente in ogni momento della vita, anche in quelle circostanze altamente emotive come questo racconto, che ha sfumature tenui dove si racconta con nostalgia dell’innamoramento, ricordi di gustosi cibi della gastronomia locale, di malinconici e incantevoli paesaggi di montagna.

Per tale motivo affermo che questo “ noir” è ben condito da immagini e poesia. Il linguaggio, se pur crudo nel raccontare scene strazianti, è scorrevole, pulito, in alcuni passi, forte e determinato in altri.

Questo è un racconto che dimostra la premura dell’autore di denunciare quella violenza che si consuma gratuitamente tra le mura domestiche, che s
i nasconde dietro una bella facciata di perbenismo e civile convivenza, ma che nasconde torbide storie di denigrazione umana, questo al secolo chiamato

 “ Stalking”. Perciò l’autore c’introduce ad una presa di coscienza, iniziando il discorso su come la nostra vita sia un percorso; nascita, invecchiamento, malattia, morte, il fatidico cerchio alla quale molte civiltà antiche hanno creduto e molte odierne credono.

L’autore ci regala anche una nozione di psicologia, di come sia un momento particolare l’evento del parto per una donna e il suo nucleo familiare, di come sia una vera rivoluzione psico-fisica nella donna, questo non per ricordare alle madri quei momenti di sofferenza, ma bensì per rendere chiara l’idea all’uomo di cosa significhi PARTORIRE.

Inizia così il racconto di una donna schiava dei suoi errori di gioventù, di una vita trascorsa tra le mura fatiscenti di una vecchia baita sui monti della Valle Varaita, negli anni ’60. Indigente al punto di commettere furtarelli per procurarsi del cibo, ma cosa più terribile, costretta alla violenza e soprusi di un marito alcoolizato ed egoista, trattata senza nessuna dignità, offesa e degradata, obbligata ad avere un figlio che non vuole, depressa, annientata, spogliata di ogni considerazione. Arriverà al punto di essere una bomba carica di odio che esploderà in una violenta deflagrazione, in un PARTO DI SANGUE, trasformandosi ella stessa, da vittima a carnefice.

Consiglio, perciò, questo racconto di facile lettura, scorrevole, intrigante, avvincente, con colpo di scena finale, ma con un messaggio di riflessione. 

Giovanni Andrea Negrotti   GAN

05-06-2009 

 

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8 Risposte to “:: Michele Ciardelli intervista Valter Giraudo.”

  1. chopy Says:

    L’è proprio bravo ‘sto Ciardelli… (sai! Sono toscano e me ne vanto!!! :-)
    Grazie Giulia. Squisita come sempre…
    Ah… prima di inviartele le ho fatte leggere Luca Crovi che mi ha detto che ho fatto un buon lavoro… Detto da lui è un complimento. :-)

  2. chopy Says:

    L’è proprio bravo ‘sto Ciardelli… (sai! Sono toscano e me ne vanto!!! :-)
    Grazie Giulia. Squisita come sempre…
    Ah… prima di inviartele le ho fatte leggere Luca Crovi che mi ha detto che ho fatto un buon lavoro… Detto da lui è un complimento. :-)

  3. valtergiraudo Says:

    L’è proprio bravo veramente ‘sto Ciardelli!

    Mica sono scemo da scegliermi un compagno di merende scarso!!!

    Un grande "GRAZIE" a Michele e a ttui voi del blog per questa belal e simaptica opportunità.

    ciaooooooooooooo

    Valter

  4. valtergiraudo Says:

    L’è proprio bravo veramente ‘sto Ciardelli!

    Mica sono scemo da scegliermi un compagno di merende scarso!!!

    Un grande "GRAZIE" a Michele e a ttui voi del blog per questa belal e simaptica opportunità.

    ciaooooooooooooo

    Valter

  5. valtergiraudo Says:

    La domanda sorge spontanea: ma chi intervista Michele Ciardelli? E’ un ottimo autore… ne val la pena!!!

  6. liberdiscrivere Says:

    Evvero, adesso gli formuliamo la richiesta formale per l’intervista ;-) ho giusto due o tre domanduzze che mi piacerebbe fargli in mente. Grazie Valter, grazie del tuo tempo e della tua disponibilità Giulia

  7. valtergiraudo Says:

    Cara Giulia,
    grazie a te!

    Ottimo blog, ottima idea dar spazio agli autori.
    Siete solo talmente prolissi che non riesco a starvi dietro…

    ciao

  8. valtergiraudo Says:

    Cara Giulia,
    grazie a te!

    Ottimo blog, ottima idea dar spazio agli autori.
    Siete solo talmente prolissi che non riesco a starvi dietro…

    ciao

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