:: Intervista a Dave Zeltserman

Ciao Dave e benvenuto su Liberidiscrivere. Grazie per aver accettato la mia intervista. Racconta ai nostri lettori Italiani qualcosa di te. Chi è Dave Zeltserman?

Sono sposato, vivo nella zona di Boston, e per anni ho lavorato come ingegnere informatico. Ora sto cercando di guadagnarmi da vivere come scrittore.

Perché hai deciso di diventare uno scrittore?

Quando ero più giovane mi interessava la matematica tanto che all’Università ho conseguito una laurea in Matematica e Scienze Informatiche. Tuttavia ho sempre letto molto e durante tutta la mia vita precedente ero sempre impegnato a scrivere dei racconti anche se non mi sarei mai aspettato che sarebbero state pubblicati. Ad un certo punto ho iniziato ad ottenere un certo successo nonché mi sono occupato più seriamente di scrittura, così ora questo è praticamente tutto quello che voglio fare.

Raccontaci qualcosa del tuo esordio. Ho letto che ti sei auto pubblicato un romanzo poliziesco su un detective privato intitolato “In His shadow”. Perché?

“In His Shadow” non era veramente un romanzo poliziesco con protagonista un investigatore privato più che altro era una decostruzione del genere hardboiled, lo definirei un noir psicotico. Lo ho autopubblicato perché nessuno al momento era disposto a pubblicarlo e non era libero di farlo a causa di un accordo che MWA aveva  a suo tempo con iUniverse. Avevo scritto due romanzi allo stesso tempo e ho pensato che potevo ottenere abbastanza consensi con questo per poi vendere i diritti del mio secondo libro “Bad Thoughts”.

Il tuo primo libro poi migliorato e intitolato  “Fast Lane” è stato pubblicato in Italia con il titolo “L’occhio privato di Denver” per Meridiano Zero. Dicci qualcosa al riguardo. Odi così tanto i lieto fine?

Ti racconto cosa è realmente successo. Luca Conti scoprì “In His Shadow”  e gli piacque abbastanza da convincere la casa editrice Meridiano Zero a pubblicarlo, così è nato l’accordo di distribuzione con Meridiano Zero che detiene i diritti italiani di “In His Shadow”. In seguito un fan di “In His Shadow” Allan Guthrie ha fondato negli Stati Uniti una piccola casa editrice che si chiama Point Blank Press e mi ha chiesto se poteva pubblicare il libro. Gli ho detto che per a me andava bene e così fu reintitolato Fast Lane. Ora dipende dai punti di vista “Fast Lane” può avere o non avere un lieto fine, ma mentre alcuni dei miei libri e dei miei racconti hanno un finale molto noir altri hanno un lieto fine o per lo meno un finale ottimista e molti dei miei racconti pubblicati hanno anche un lato spensierato.

Progetti con Fanucci Editore? Una edizione italiana per “Pariah”?

Fanucci ha acquistato i diritti Italiani per “Small Crimes” che è stato pubblicato l’anno scorso da Serpent’s Tail ed è prevista la pubblicazione per gennaio 2010. La Radio lo ha definito uno dei migliori crime e mystery del 2008.

Raccontaci qualcosa su “Pariah”. E’ un libro sulla mafia?

Anche “Pariah” è stato pubblicato da Serpent’s Tail, ed è il secondo di quelli che io chiamo trilogia noir “dell’uomo uscito di prigione”. “Small Crimes” è stato il primo e “Killer” che sarà pubblicato l’anno prossimo, sarà il terzo. Tutti e tre i romanzi iniziano con un uomo pericoloso che viene rilasciato dalla prigione e poi seguono il viaggio noir che essi intraprendono.   In “Pariah” l’uomo ad essere scarcerato è Kyle Nevin, un pezzo grosso della mafia a sud di Boston, ed è fuori sia per desiderio di vendetta che per riabilitarsi. Il libro è fortemente influenzato dalla storia di Whitey Bulger e della Mafia a sud di Boston. E’ un libro molto esplosivo e sovversivo. Circa due terzi del libro prende una piega dura  di estrema sinistra in aree che sorprenderanno il lettore.

Johnnie Lane è un anti Marlowe?

Johnny Lane che è l’investigatore privato protagonista di In His Shadow/Fast Lane è più un anti-Lew Archer. E’ qualcuno che vuole essere disperatamente Lew Archer ma proprio non ci riesce. Non è una persona molto stabile.

Leggi altri scrittori contemporanei? Quali autori ti hanno influenzato di più?

Leggo molto. Alcuni dei miei scrittori preferiti sono Dashiell  Hammett, James M Cain, Charles Willeford, Mickey Spillane, Dan Marlowe, Rex Stout, Ross Macdonald, e Jonathan Latimer solo per citarne alcuni, ma ho letto anche scrittori più contemporanei, e il mio favorito tra gli scrittori di gialli è Derek Raymond. Sono anche un grande fan di Donald Wastlake, Lawrence Block, e Elmore Leonard. Per quanto riguarda le mie influenze, Jim Thompson è stato un grande basti vedere come ha infranto le regole con i suoi libri e mi ha insegnato che potevo fare lo stesso, è stato dopo aver letto i suoi “Hell of a woman”, “Pop e “Savane Night” che ho visto come avrei potuto rielaborare il mio primo tentativo di romanzo (In His Shadow) in qualcosa in cui ho trovato la mia voce e che avrebbe funzionato. Ad un certo livello sono probabilmente influenzato da tutti i grandi scrittori che ho letto, ho imparato da ciascuno di essi.

Qualche progetto di film tratto dai tuoi libri?

Costantin Film e Impact Picture che sono i ragazzi che hanno fatto i film di Resident Evil, stanno attualmente sviluppando in un film un mio libro di prossima pubblicazione, “Outsourced”, con lo stesso titolo.

Sei uno scrittore statunitense. Ti piacciono i libri crime europei?

Sì, Derek Raymond, e la sua serie di romanzi sono tra i miei preferiti. Ho anche amato “Ragionevoli dubbi” di Gianrico Carofiglio, che è stato uno dei miei libri preferiti quando uscì nel 2007. Sono anche un gran fan di “Crimini” una raccolta di racconti brevi polizieschi italiani tradotti in inglese.

Scrivi anche racconti o solo romanzi?

Entrambi. Ho pubblicato molti racconti brevi, e cinque romanzi con “Pariah” e “Bad Karma” che saranno pubblicati in ottobre e con altri quattro la cui pubblicazione è programmata entro un anno e mezzo.

Cosa stai leggendo in questo momento?

Ho appena riletto Red Harvest, The Curse Dain, e tutti i racconti brevi Continental Op.

Raccontaci qualcosa della tua Boston.

Vi racconterò di due Boston diverse, quella che esisteva quando ero ragazzo e quella di oggi. La Boston nei primi e tardi anni 70 era più dura e più violenta di quanto lo sia oggi, ma aveva anche negozi di libri usati e grandi cinema. Oggi Boston è una città completamente diversa. Un sacco di denaro è stato investito in questi ultimi vent’anni per rivitalizzarla. Un quartiere in cui c’erano i topless bar ora è pieno di ristoranti di lusso. L’area del canale a Sud di Boston che era occupata da nightclub molto squallidi  è ora piena di grattaceli e di costosissime proprietà lungomare. Così mentre di oggi è un area molto più ricca con ristoranti alla moda non ha più i negozi di libri usati e i grandi teatri dove davano vecchi film come in passato. Ma ha mantenuto un certo fascino nel North End come in alcuni luoghi storici.

Qual è il migliore consiglio che hai ricevuto sulla scrittura e sull’attività editoriale?

Okay, ma questo vale per gli scrittori americani, solo perché non so com’è per gli scrittori europei. Questo consiglio è stato dato in un episodio recente di “Californication” ma è anche qualcosa che si sente spesso tra gli scrittori che sono stati in attività per un po’. Se non c’è alcun modo per smettere di scrivere, scrivete. Questo è un mestiere duro,  dove devi accettare tanti rifiuti, tanta casualità e devi avere tanta pazienza. Le probabilità di sfondare sono molto poche. Ora se la scrittura è per voi una ragione di vita come lo è per me continuate pure a scrivere. Ma se tu puoi smettere ti risparmierai un sacco di angosce e frustrazioni.

Hai un agente letterario?

Si

Ti piace Ross Macdonald? Ti ha influenzato?

Ho letto tutti i libri di Ross Macdonald quando ero al liceo. Ho amato tanto questi libri, ha svelato tutti i peccati nascosti della middle class americana. Mi ha sicuramente influenzato durante la stesura di Fast Lane, ma probabilmente non in tutti gli altri miei libri. Anni dopo aver scritto Fast Lane ho letto l’ultimo romanzo di Lew Archer di Ross Macdonald a cui stava lavorando prima della sua morte, e le analogie con Fast Lane sono state sorprendenti.

Cos’è per te la libertà?

Penso che dovrei essere un filosofo per poter rispondere a questa domanda e purtroppo mi intendo solo di matematica e scienze informatiche.

Cosa stai scrivendo in questo momento?

Ho appena finito un romanzo di cui sono molto entusiasta. E’ un qualcosa di completamente diverso per me una rivisitazione della storia di Frankenstein dal punto di vista del mostro. In questo libro il mostro è un personaggio eroico ma tragico e Victor Frankenstein è un personaggio depravato sotto l’influenza del marchese De Sade. Ho trascorso un sacco di tempo ricercando materiale sulla storia europea del tardo 18°secolo e sono molto contento del modo in cui è riuscito il libro. Il mio agente è in fase di vendita e io sono ottimista, speriamo,  anche se New York sta comprando molto poco di questi tempi.

Qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?

Ripeto come sopra. Se volete scrivere dovete armarvi di pazienza e persistenza. Di molta di entrambe.

Ti piace Cornell Woolrich? Ti ha influenzato?

Ho da poco letto il mio primo Woolrich una ristampa recente di Fright. La scrittura è a volte un po’ troppo sopra le righe per i mei  gusti ma il libro mi è piaciuto anche se ho avuto più volte la tentazione di smettere di leggerlo. E’ molto scuro e tetro.

Hai scritto molti libri nella tua carriera. Quale preferisci?

Senza dubbio “Pariah”è il miglior crime che ho scritto. Molto scuro, molto esplosivo, molto sovversivo. E penso sia diverso da tutti gli altri romanzi crime che ho visto. Ho ricevuto una nota piacevole l’altro giorno da un editore tedesco che è rimasto veramente preso da questo libro e quello che mi è piaciuto molto che non ha trovato il libro over the top ma proprio sul bordo ed era quello che volevo fare.

I tuoi libri sono scuri, amari, violenti. Hai senso dell’umorismo? Raccontami una barzelletta.

Il Washington Post ha detto a proposito di Small Crimes: “La trama di Small Crimes è un qualcosa di assoluta bellezza, eccessivo ma ingegnosamente contorto, e intriso di un rivestimento lucido di umorismo nero.” Anche se io non scrivo romanzi comici penso che molti critici e lettori hanno trovato i mie libri pieni di umorismo nero. Ti faccio un esempio di umorismo infantile tratto da Fast Lane che il mio editore mi aveva chiesto di togliere ma che io ostinatamente ho insistito perché restasse. Johnny Lane spara ad un uomo, e mentre sta morendo  l’uomo lo implora di chiamare un medico. Lane gli dice: “Okey, tu sei un dottore”. Non è divertente?

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6 Risposte to “:: Intervista a Dave Zeltserman”

  1. utente anonimo Says:

    Grande! Ho fatto bene a metterlo nella lista dei desideri!

    Andrea

  2. valtergiraudo Says:

    Complimenti vivissimi!  Ottimo percoso, che infonde a tutti noi speranza!

    ciao

  3. utente anonimo Says:

    Il "Luca Crosi" di cui parla Dave è in realtà il sottoscritto, Luca Conti:-) 

  4. liberdiscrivere Says:

    Cazzarola Luca very sorry errore mio il povero Dave non centra niente correggo subito..

  5. :: Segnalazione di La trilogia nera di Dave Zeltserman « Liberi di scrivere Says:

    […] Dopo una serie di ritardi ho  il piacere di annunciare finalmente ai lettori di Liberi di Scrivere l’uscita della trilogia di  Dave Zeltserman per TimeCrime dal 21 giugno in libreria. Così annuncia la casa editrice: Una trilogia di hardboiled brutali e irriverenti per tre scalcagnati, indimenticabili antieroi: Zeltserman si è guadagnato, di diritto, un posto d’onore nel sanguinoso Pantheon del crime. Non vedo l’ora di leggere questo piccolo gioiellino e recensirlo per voi! Ne vedremo delle belle. Tre romanzi a soli 12 Euro. Per chi volesse l’abbiamo anche intervistato qualche tempo fa’. […]

  6. kostenlos rezepte Says:

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