:: Recensione di L’ultimo giorno di Glenn Cooper (Nord, 2012) a cura di Viviana Filippini

Non c’è nessuna lunga serie di date, non ci sono antichi segreti trascritti da scrivani con i capelli rossi, non  ci sono le primitive pitture rupestri del Perigord e nemmeno i lemuri che nel corso dei secoli si tramando i loro saperi per imporsi sul mondo. L’ultimo giorno, il nuovo romanzo di Glenn Cooper interamente ambientato nel presente,  è uno specchio su un mondo in crisi, dove l’umanità è del tutto disorientata riguardo al domani e nel quale si manifestano decessi improvvisi  fomentati dalla messa in atto concreta di un messaggio diffuso su scala mondiale da un certo Alex Weller. Chi è Alex Weller? Weller è sì un pozzo di sapienza, ma allo stesso tempo incarna la figura dello “scienziato pazzo” con un tragico passato alle spalle, capace di scatenare in lui la ricerca ossessiva del liquido cerebrospinale e di droghe sintetiche simili ad esso. Weller compie questo avventato e brutale percorso di analisi spinto da un trauma infantile che lo ha segnato per sempre: nel 1988 a Londra durante il ritorno da un partita di calcio, l’auto sulla quale il piccolo Alex viaggiava con il fratello e i genitori fu coinvolta in uno spaventoso incidente, del quale lui ricorda una strana luce, anzi un fiume luminoso, che lo separava dal padre in piedi sull’altra sponda e pronto ad accoglierlo a braccia  aperte. Poi, il risveglio improvviso tra le lamiere contorte del mezzo, la scoperta della morte dei genitori e il bisogno mai sopito di riviere l’esperienza di premorte. Nell’oggi dove il medico vive si sviluppano una serie di omicidi di uomini e donne sempre più giovani, tutti accomunati dalla presenza di un forellino in testa. Le morti sono il segno concreto della presenza di un serial killer a Boston e il detective Cyrus O’Malley comincia una serrata indagine che lo porterà a sommare tutti i suoi sospetti attorno alla inquietante figura di Alex Weller. Una intuizione che travolgerà O’Malley e la sua famiglia, sconvolgendone il già fragile equilibrio, mentre nel resto dell’America e del mondo prenderanno il sopravvento una strana droga chiamata “bliss” e una scia infinita di suicidi. L’ultimo giorno è un thriller ad alta tensione, nel quale Cooper  inserisce diverse  riflessioni su quello che caratterizza la nostra società contemporanea afflitta da un decadenza tale da destabilizzare l’economia e le relazioni sociali. L’atto e l’appello di Alex Weller sono un gesto di ampiezza mondiale, con il quale si rivolge a tutti smuovendo le masse, indistintamente dalla cultura, dalla religione e dalla politica. Lui desidera diventare un punto di riferimento universale, un modello da emulare e per questa ragione utilizza ogni possibile canale di comunicazione per diffondere il suo pensiero estremo nel globo terreste. Cooper non si limita a raccontare un’indagine poliziesca, ma fa luce sull’esistenza di gruppi e sette orientate alla scelta di esperienze estreme, come traguardo di vita  e ci sono fatti di cronaca storica a documentare queste realtà. Non solo.  Lo scrittore americano ci porta dentro alle pieghe più nascoste dell’animo umano, permettendoci la percezione dei pensieri emotivi che passano nella testa della piccola Tara affetta da una malattia incurabile; allo stesso tempo entriamo nell’animo addolorato di suo padre – Cyrus O’Malley- conscio del rapido decorrere del male della figlia e minato da un chiodo fisso che lo spinge a dare la caccia a Weller. Per non parlare poi della massima urgenza di Alex Weller a rivivere l’esperienza traumatica dell’infanzia, a tal punto incombente da indurlo a  compiere azioni violente per ottenere ciò che desidera, imponendo agli altri la sua sperimentazione come prova necessaria per trovare – secondo la sua contorta visione – la pace esistenziale assoluta. Glenn Cooper ne L’ultimo giorno riesce a creare la suspense e la giusta tensione che spingono noi lettori a leggere pagina dopo pagina per sapere come andrà a finire, ma non basta, perché allo stesso tempo ci pone sotto il naso una delle questioni che assillano l’uomo fin dalle origini: esiste qualcosa dopo la morte?  Il tutto attraverso un intreccio caratterizzato dalla convivenza di credenze millenarie della  fede con i nuovi ritrovati scientifici. Il risultato è un romanzo ben costruito e coinvolgente grazie alla bravura e competenza in materia di Cooper che, oltre ad essere un romanziere di fama mondiale, è un esperto di biotecnologie, con una laurea in archeologia, un dottorato in medicina e con una particolare fascinazione per la psicologia e la filosofia. Tutti ingredienti miscelati tra loro con una tale perfezione da rendere L’ultimo giorno un libro ricco di emozioni, di inaspettati colpi di scena e di riflessioni sull’agire del genere umano.

Glenn Cooper è nato a New York e rappresenta uno straordinario caso di self-mademan. Dopo essersi laureato con il massimo dei voti in Archeologia ad Harvard, Cooper ha scelto di conseguire un dottorato in Medicina. È stato presidente e amministratore delegato di una delle più importanti industrie di biotecnologia del Massachussett, ma a dimostrazione della sua versatilità, è diventato poi sceneggiatore e produttore cinematografico. Si è imposto come autore di bestseller internazionali con la Biblioteca dei Morti, il Libro delle Anime, la Mappa del destino e il Marchio del diavolo.

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