:: Recensione di Testa alta, due piedi di Franco Esposito (Absolutely Free, 2012)

Ora che siamo nel vivo del periodo di calcio quale occasione migliore per segnalare questo libro che ruota intorno a quel fenomeno che riempie le prime pagine dei giornali sportivi durante il periodo estivo.
Una panoramica sui bei tempi che furono che come tutte le cose che sono state e non sono più, lascia un velo di malinconia e un alone di romanticismo su quella che è stata (e sarà, anche se in forma diversa) fonte di divertimento e di sogni di mezza estate per milioni di tifosi e punto di partenza di girandole e sperperii  miliardari e di affari sfavillanti: il calciomercato.
Il tutto raccontato da un giornalista, Franco Esposito, inviato speciale del Mattino e del Corriere dello Sport – Stadio, il quale insieme ad altri colleghi, sempre a caccia di scoop e notizie rilevanti da dare in pasto ai lettori ansiosi, descrive un centrifugato di esperienze, di affari, di episodi, di aneddoti, di personaggi, di emozioni che permettono al lettore di immergersi in quella atmosfera tipica degli anni cinquanta e dei decenni successivi, dove, come sottolinea il sottotitolo del libro, non vi erano ancora quelle figure che successivamente prenderanno in mano i fili del gioco per governarlo con destrezza, ossia i procuratori sportivi e gli affari invece si concretizzavano direttamente tra i presidenti e i calciatori: un esempio per tutti il presidente sampdoriano Mantovani capace di invitare il glorioso brasiliano Cerezo a ripresentarsi a un appuntamento  in altra data senza essere accompagnato dal suo agente.
E così in maniera gradevole, scorrono e si alternano le storie, a volte magari sconosciute, di trasferimenti dell’ultima ora, di contratti nascosti in luoghi impensabili e anche di beffe, di fregature, o di bugie organizzate ad arte per depistare avversari e a volte, anche gli pseudo-amici giornalisti.
Si potranno così rievocare a mente fredda momenti ed episodi che all’epoca vennero vissuti magari in maniera differente e che ora potranno essere rielaborati in un contesto ben differente con più consapevolezza degli accadimenti e senza la foga del momento, basti pensare alla telenovela infinita fra Barcellona e Napoli per Diego Armando Maradona.

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