:: Intervista a Roberto Santini

roberto-1Nero come il giallo il suo blog. Come vive l’esperienza della scrittura su internet?

Inizialmente volevo “riscrivere” famosi casi di cronaca nera. Ho fatto poi questo e altro. Si è trattato di un’attività molto positiva che mi ha permesso di entrare in contatto con diversi scrittori e con tante persone sconosciute che hanno commentato i miei post.

Il cortometraggio “Sotto il mio giardino” del regista Andrea Lodovichetti ha vinto il “Globo d’oro”, il film è tratto un suo racconto Nero come le formiche, cosa ha provato?

Il film di Lodovichetti ha vinto anche a Cannes lo scorso anno ed è stato premiato in tutto il mondo (anche in India e in Cina). Merito del regista. Io, come di solito gli scrittori di soggetti trasformati in film, sono restato un po’ in ombra (il mio nome scorre nei titoli di coda). Comunque il successo del film è stata lo stesso di una grandissima soddisfazione.

Come si è avvicinato al genere giallo, quali sono i suoi maestri?

Ho cominciato a vincere premi nei concorsi dedicati ai racconti gialli. Mystfest di Cattolica su tutti, dove ho avuto un primo premio, un secondo posto e una menzione speciale. Alla fine ho pensato che la mia strada di scrittore dovesse passare fatalmente dal giallo e ho continuato. Difficile parlare di maestri… Uno che ho molto amato, ma non so dire quanta sia stata la sua influenza è senza dubbio Simenon.

A marzo, per un editore importante, uscirà il suo ultimo romanzo può anticiparci qualcosa?

Si tratta di un giallo storico ambientato durante la seconda guerra mondiale. Un poliziotto molto chiacchierato, si trova davanti a un’indagine che sembra più grande di lui. Ancora non c’è un titolo ufficiale. Fra un ventaglio di cinque o sei titoli si sceglierà con l’editore.

Quali sono le regole d’oro per scrivere un buon giallo?

Sono sempre stato contrario alle regole. So che non tutti la pensano così e forse sbaglio. Io ho sempre cercato di “trasgredire”. Per esempio nel mio primo romanzo ho addirittura fatto apparire quello che poi si rivelerà come l’assassino, a metà libro. Mi è stato detto che si è trattato di un azzardo, ma credo fermamente che le regole prefissate siano una sorta di palla al piede. Fra l’altro nessuno si chiede mai perché non si parla di regole per gli altri generi letterari. Io credo che il giallo più si libererà dalle regole e più rinsalderà le faticosamente conquistate posizioni di letteratura con la L maiuscola.

Quali libri sta leggendo attualmente?

Ho finito da poco il libro di Lugli “L’istinto del lupo” che mi è decisamente piaciuto. Sto rileggendo King che riscopro come un autentico genio.

Le piacciono le detective story americane degli anni Trenta ?

Molto. Trovo che il noir sia nato lì. Frase rischiosa, perché molti potrebbero ricordare la Francia, ma per come lo vivo io, il noir “originale” è quello.

Che consigli darebbe ai giovani scrittori in cerca di editore?

Prima di tutto non scoraggiarsi e non fare l’errore di autopubblicarsi. In Italia e molto difficile riuscire a pubblicare qualcosa, ma se c’è un po’ di talento e una certa grinta, uno ce la può anche fare.

Ha un agente letterario? Pensa che sia fondamentale nella carriera di uno scrittore?

Io ho fatto molti anni da solo. E’ dura perché il rischio di non essere ascoltato c’è, eccome. Poi gli editori sono letteralmente assediati dagli autori e spesso l’insuccesso di uno scrittore non dipende dalla cattiva qualità di quanto propone, ma dall’impossibilità di farsi leggere. Un’agenzia letteraria ti spalleggia e ti dà una mano. C’è un interesse reciproco. Bisogna ponderare bene la scelta e rivolgersi a professionisti seri che abbiano a cuore il tuo lavoro.

Ha amici scrittori? Li frequenta?

Soprattutto quelli della mia città, Firenze.

Quale è il premio letterario che le ha fatto più piacere vincere?

Il “Grangiallo” di Cattolica, ma anche il Premio “Ghostbusters” che ora mi sembra non ci sia più, ma che era molto importante.

Che rapporto ha con i suoi lettori? Scrive principalmente per sé o per gli altri?

Scrivo per gli altri. Decisamente… Ogni tanto qualcuno mi manda una mail, ma soprattutto alle presentazioni dei libri, c’è una “vicinanza” che mi sorprende sempre.

Tra Chandler e Hammett chi preferisce?

Per quanto riguarda le trame non saprei chi scegliere, ma per la scrittura adoro Chandler che trovo scrittore grandissimo, alcune volte addirittura geniale.

Le piacciono i gialli a fumetti tipo Dylan Dog?

Molto. Li trovo diretti, molto ben disegnati e dalla trama spesso avvincente.

Riviste come la celebre “Black Mask” pensa che in Italia avrebbero lettori?

Ho sempre pensato di sì, ma vedo che quasi tutte le riviste hanno chiuso, o lo stanno per fare. Comunque una spiegazione di questo fatto credo sia da ricercare nel costo molto alto e nella pessima distribuzione. A Firenze c’era una sola libreria con uno scaffale per le riviste. Ora ha smesso anche quella…

Cosa proprio non sopporta in un libro tanto da farle decidere di chiuderlo e non pensarci più?

La scrittura che non rispetta i lettori: troppi personaggi, troppi nomi, vicende contorte che si intersecano in modo astruso. Poi è insopportabile lo scrittore che si mette al centro e parla di sé. Un po’ di narcisismo va bene, ma solo un po’.

Flannery O’Connor la conosce? Ha mai letto i suoi racconti?

Si tratta di una grandissima scritttrice. Ho letto i racconti diversi anni fa. Questa domanda mi ha fatto tornare la voglia di rileggerla, cosa che credo farò.

Ha un sogno nel cassetto, un progetto che le sta particolarmente a cuore?

Mi piacerebbe pubblicare tutti insieme i racconti che sono usciti in varie antologie, o che sono rimasti inediti.

Ha mai letto i libri delle inchieste del commissario Sanantonio di Dard?

Si tratta di una mia lacuna. Non ho mai letto Dard, anche se so che si tratta di uno scrittore notevole e per nulla comune.

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Una Risposta to “:: Intervista a Roberto Santini”

  1. chopy Says:

    Quando ho visto la copertina giallo/nera del libro “A luce spenta”, ho ricosciuto la mano della Laurum. Una mia amica giallista pubblica per la Laurum…
    Grazie per gli auguri e… vedo che fai recensioni e interviste! Io amo chiamarle pubblicizzazioni le mie perché recensione è troppo elevata per me come parola…
    Spero che un giorno recensirai anche il mio allora… E che mi intervisterai così per una volta mi sentirò uno scrittore famoso… 🙂
    (il mio libro lo trovi fra i miei post…)
    Un saluto e tante grazie di nuovo.

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