:: Intervista con Thomas O’Callaghan

ocallaghan-prevSalve Thomas, benvenuto su Liberidiscrivere raccontaci qualcosa di te.

Sono uno scrittore di thriller residente a New York. Scrivo dal 1992. I miei lavori sono stati tradotti e pubblicati in Germania, in Slovacchia, in Indonesia, e nella Repubblica Ceca. Presto usciranno anche in Cina e in Italia. Sono membro sia della Mystery Writers of America che dell’International Thriller Writers Association.

Quale fu il tuo primo libro pubblicato?

Bone thief” pubblicato nel gennaio del 2006.

Che lavori hai fatto in passato?

Ero un assicuratore, ho lavorato per 28 anni per la Allstate Insurance Company prima di potermi dedicare alla mia vera passione: scrivere.

Quando e come iniziasti a scrivere fiction. Quali scrittori contemporanei leggi?

Stranamente mi sembra quasi impossibile leggere romanzi siccome sono sempre impegnato a scriverli. Rischio professionale si potrebbe dire.

Ti immedesimi completamente nel mondo dei tuoi personaggi, non ti fa paura?

In una parola no. Anzi trovo divertente avere una manciata di personaggi in giro per la mia testa. Anche se molti di loro sono psicopatici, siccome scrivo di immaginari omicidi serali.

Cosa pensi della moderna crime fiction?

Leggo e sono affascinato dal vero crimine. Qualche volta è più demenziale della fiction.

Parlaci del tuo debutto “Bone thief”. Quanto tempo ci hai lavorato?

Costantemente per 12 anni. La prima stesura fu completata nel 1994, ma ho impiegato 12 anni a trovare l’editore Kengsinton Publishing che mi ha offerto un contratto.

Una casa editrice italiana ha recentemente acquistato i diritti dei tuoi libri. Ti piace l’Italia?

Amo l’ Italia. In realtà verrò in Italia a visitare Roma nella metà di settembre in vacanza.

Raccontaci qualcosa del tenente John Driscoll della polizia di New York. Ti somiglia?

Sì, mi somiglia nel modo in cui è stato allevato. Un cattolico irlandese con un grande senso di responsabilità e di passione per la vita. Come personaggio di fantasia il tenente NYPD John Driscoll è come ogni uomo la cui vita è modellata dal suo presente e dai fantasmi del suo passato. Suo padre anche lui poliziotto aveva provveduto per i bisogni fisici della sua famiglia, ma non altrettanto bene è riuscito a soddisfare i bisogni emotivi. Trascorre molto del suo tempo in quel luogo che sua madre chiama il giardino della birra, John Sr, sfuggendo i suoi demoni, ma trascurando le anime della sua famiglia. All’età di 8 anni il giovane John ha sofferto per la perdita della madre. Scoraggiata e depressa ha scelto il suicidio e l’abbandono è per lui traumatizzante. Ma egli ha perseverato. Perché ha scelto di diventare un poliziotto rimane un mistero per John Driscoll. Ha forse voluto seguire le orme di suo padre per rimediare ai suoi errori? Come per molti altri misteri nella vita anche questo rimane irrisolto. Ma il “lavoro” come viene comunemente chiamato ha offerto a John l’uniformità un bene così prezioso nella sua vita travagliata. Poi entra nella sua vita Colette. Una panoplia di rapimento per Driscoll. Si innamora di lei e la meraviglia entra nella sua vita. Vera magia. Pura delizia. Assieme creano una casa, danno alla luce una figlia Nicol, a mano amano guardano gioiosamente verso il futuro. Finchè di nuovo la tragedia colpisce Driscoll. In un pomeriggio sereno e luminoso di maggio dopo 15 anni di matrimonio felice a causa di un incidente stradale Driscoll perde la sua cara Nicol e si ritrova la moglie in coma irreversibile. Ma ancora una volta egli persevera.

Raccontaci qualcosa della tua New York: E’ il luogo ideale dove ambientarci un libro?

New York è perfetta in quanto è un insieme complesso di molte realtà, tutte presenti in molti quartieri. Ho vissuto qui tutta la vita e come scrittore trovo gratificante miscelare le varie culture con la mia storia personale.

I tuoi libri sono stati pubblicati e tradotti in molti paesi. E’ eccitante questo?

Molto!!! E’ una grande emozione per me come scrittore avere un pubblico internazionale. Anche se la mia comprensione di una lingua diversa dall’inglese è pari a zero, la vista delle mie parole stampate in un’altra lingua è esilarante, per non dire altro.

Cosa preferisci in un libro, la descrizione dei luoghi, la caratterizzazione dei personaggi, i dialoghi?

Tutto quanto hai detto. Ma forse maggiormente i dialoghi.

Scrivi anche racconti brevi o solo romanzi?

Romanzi. Sebbene mia moglie vorrebbe vedermi scrivere racconti trovo le storie di più lungo respiro più interessanti. E poiché sono sotto contratto con il mio editore attuale e devo scrivere tre romanzi all’anno ogni mio progetto di scrivere racconti deve essere messo nel cassetto.

Cosa stai leggendo in questo momento?

Uno script per un musical a cui una mia collega mi ha chiesto di dare un’ occhiata. Spera di rafforzare la scrittura per poterlo vendere a Broadway. Ho domandato ad un caro amico, un collega scrittore di thriller, che è stato scritturato in un teatro di musical di assistermi nella riscrittura. Spero che sarà un successo.

Ti ispiri ad eventi reali quando crei le tue trame?

Sì, moltissimo. Infondendo la realtà nella finzione le mie storie sono più pertinenti e plausibili.

Raccontami qualcosa sul tuo prossimo romanzo. Avrà ancora per protagonista John Driscoll?

NO ONE WILL HEAR YOU è il terzo di una serie di cinque romanzi. Ha per protagonista Driscoll e il suo team di polizia e perseguiranno un nuovo psycho che ha dichiarato New York il suo personale campo di sterminio. Anche se gli omicidi si stanno svolgendo nel 21° secolo l’assassino utilizza metodi del 1886.

Ti piace far tour promozionali?

In una parola sì.

Che cos’è la verità per te?

La verità è ciò che mi piace esprimere. Sia per il lettore che per me stesso. Un senso di responsabilità di dare tutto me stesso e non deludere.

Quale è la tua routine?

Varia. Ho scoperto di rendere di più scrivendo di notte ma il processo di creazione del romanzo dura tutto il giorno.

Che consigli daresti ai giovani scrittori in cerca di editore?

Scrivere una storia che gli altri vogliano leggere e poi bussare alle porte degli editori finchè ne trovino uno disposto a pubblicarla. Il mio sforzo è durato 12 anni! La tenacia è la chiave.

Hai senso dell’umorismo? Dimmi una barzelletta.

Una madre con un figlio con dei problemi cerca aiuto da uno psichiatra. “Sei troppo turbata e preoccupata per tuo figlio”dice lo strizzacervelli “Le prescrivo dei tranquillanti”. Alla visita successiva lo psichiatra chiede alla madre se i tranquillanti hanno fatto effetto e lei risponde “Si”. “E come sta suo figlio?” le chiede. ” Chi se ne frega” risponde lei.

Che ruolo ha internet nel tuo modo di scrivere?

Enormi risorse di ricerca. Ma proprio enormi. Anche se il mio lavoro è una finzione la metodologia degli omicidi e le scienze forensi devono essere accurati.

Hai un agente letterario?

Si una gemma di agente in Matt Bialer della Sanford J Greenburger Associates in New York.

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