:: Intervista a Daniel Levin

Salve Mr Levin. Grazie per aver accettato la mia intervista e benvenuto su Liberidiscrivere. Ci racconti qualcosa di lei. Chi è Daniel Levin? Punti di forza e di debolezza.

Piacere mio essere qui. Chi è Daniel Levin? Questa è una domanda molto filosofica! I miei punti di forza beh vediamo sono affascinato dal mondo intorno a me. La sua storia. Le sue incongruenze. Il mondo antico prende vita in I sette fuochi del Tempio. La parte che mi è piaciuta più scrivere riguarda l’autentico spionaggio antico.

Ci racconti qualcosa del suo background, i suoi studi, la sua infanzia.

Ho studiato le civiltà romana e greca all’università, poi sono andato alla Harvard Law School. Per quanto riguarda gli studi classici, tutto quello che ho scritto nel romanzo del mondo antico è reale. Ad esempio, all’inizio del mio romanzo, i carabinieri trovano l’ antico cadavere perfettamente conservato di una donna all’interno di una colonna antica. Nel mondo antico romano, alcuni cadaveri sono stati realmente immersi nel miele, ambra, e in altri oli. Da studente di materie classiche, ho cercato di far si che tutti i dettagli fossero autentici. Da studente in giurisprudenza, ho fatto in modo che tutte le leggi internazionali nel romanzo fossero reali.

Quando ha capito che avrebbe voluto essere uno scrittore?

Mentre ero alla Law School. Amavo le storie dietro i casi.

Perché ha deciso di scrivere I sette fuochi del tempio?

Mentre lavoravo come avvocato in un caso a Gerusalemme, ho potuto vedere il revisionismo storico in atto. Una fondazione islamica segreta stava rimuovendo 20.000 tonnellate di macerie illegalmente scavate dal Monte del Tempio. Ho cominciato a chiedermi: e se una parte di questo intrigo è avvenuta provocando conseguenze nel mondo attuale? Nella ricerca di altri siti scavati illegalmente in tutto il mondo, ho trovato che la maggior parte degli scavi clandestini sono stati fatti per motivi politici da persone che cercano di controllare il passato, al fine di controllare il futuro. Poi ho cominciato a chiedermi: e se qualcuno volesse controllare, non il futuro, ma il passato? Da li ha avuto inizio la storia.

Quanto è durato il processo di scrittura di I sette fuochi del tempio?

Si potrebbe dire che ho iniziato le ricerche per I sette fuochi del tempio mentre mi stavo laureando in lettere classiche presso l’Università del Michigan. Il livello di spionaggio a Roma e in Grecia mi ha sempre affascinato. Continuavo a vedere  cose come una strana traduzione dal latino, un segno misterioso a margine, o qualche notazione inspiegabile. Quelle cose iniziarono a far volare la mia immaginazione e la storia continuava a cambiare, diventando sempre più credibile.

A quali altre opere si è ispirato durante la scrittura di questo romanzo?

Sono un appassionato lettore e senza dubbio sono stato ispirato dalle opere di altri scrittori contemporanei. I miei preferiti sono probabilmente Scott Turow, Tom Clancy, Ian Flemming, e John Le Carre. Sono stato ispirato anche dalle mie ricerche, naturalmente, che richiedevano spesso di studiare testi e manoscritti antichi, o di studiare una certa struttura narrativa utilizzata da un altro grande autore.

Può dirci qualcosa sulla trama di questo libro senza rivelare il finale?

Certo. Dal labirinto sotto il Colosseo fino al tunnel sotto la Gerusalemme biblica, un giovane avvocato americano deve fermare un gigantesco complotto teso a riscrivere il passato. Le sue scoperte rivelano non solo una operazione di intelligence antica per proteggere un artefatto nascosto per 2000 anni, ma anche una spietata trama moderna per distruggere ogni traccia della presenza ebraica e cristiana nel Monte del Tempio.

Può dirci un po’ di più sul  suo protagonista, Jonathan Marcus?

Marcus non è boyscout quando lo conosciamo per la prima volta. E’ un ex studente di dottorato che è diventato un avvocato molto richiesto tra i meno-che-scrupolosi commercianti di antichità. E’ pratico, mette la sua immensa conoscenza del mondo antico per un uso molto proficuo per difendere questi commercianti di antichità. Ho sempre trovato la tensione morale nel commercio di antichità molto affascinante. Noi vediamo questi antichi reperti in musei, scintillanti nelle loro vetrine, ma alcuni sono inzuppati nel sangue del commercio. Essere scagliato nel mezzo di tutto questo, come avvocato, mi sembrava un buon punto di partenza per presentare un personaggio avvincente. In altre parole: sì, sta usando il suo talento per difendere questi commercianti, ma d’altra parte, si può dire c’è anche ha una vera passione per il mondo antico. Scopriamo anche perché fu costretto ad abbandonare il suo lavoro di dottorato presso l’American Academy a Rome qualche anno prima: per la sua ricerca si era spinto troppo lontano. Aveva  osato troppo, ed ora è restio a farlo di nuovo.

I sette fuochi del tempio diventerà un film?

Ci sono produttori che attualmente stanno esaminando il progetto!

Mi piacerebbe parlare del suo processo di scrittura. Vuole descriverci una sua tipica giornata di lavoro?

Mi considero prima di tutto uno scrittore. Vado in ufficio ogni giorno – ho un ufficio, molto importante – e mi siedo a lavorare, e lavoro di filato fino a sera. Scrivo di solito al mattino, preferisco, interrompo nel pomeriggio, e riprendo la scrittura di nuovo alla sera, fino a quando vado a casa. Faccio ricerche, leggo e di nuovo leggo quando vado a casa, e posso passare il tempo con la mia famiglia.

Chi sono i suoi autori viventi preferiti?

Questa è una domanda interessante, perché penso che sia molto importante conoscere i propri contemporanei. I miei autori preferiti sono John Le Carre, Scott Turow, e Harlan Coben.

Cosa sta leggendo in questo momento?

Proprio ora, sto leggendo Il falsario Spell di Edward Dolnick, e la serie di James Bond di Ian Fleming.

Le piacciono i tour per la promozione letteraria? Racconti ai nostri lettori italiani qualcosa di divertente su questi incontri.

Mi piace incontrare i miei lettori perché ognuno ha appreso qualcosa di diverso dal libro. Molti mi chiedono quali parti del libro sono verità e quali parti sono fiction. Ho avuto diversi colloqui intensi con i lettori sul revisionismo storico e sul commercio illegale di antichità, la religione e la storia antica e ho avuto modo di stimolare il dibattito che circonda ognuno di questi argomenti. Mi piace perchè i  miei lettori sono intelligenti, sono persone con reali preoccupazioni e precise opinioni sulla nostra storia umana. Quindi sì, mi piacciono i  tour promozionali, perché mi permettono di interagire con persone interessanti.

Ha una base di fan molto intensa. Qual è il suo rapporto con i suoi lettori? Come possono i lettori mettersi in contatto con lei?

Cerco di rispondere ad ogni persona che mi contatta. Forse non accadrà subito, ma se mi contatti, il 99,9 per cento delle volte, otterrai una risposta. Se non succede, probabilmente è perchè la tua e-mail non mi è arrivata, quindi prova di nuovo. Potete contattarmi tramite il mio sito web o scrivermi tramite il mio editore.

Infine, l’inevitabile domanda:  a cosa sta lavorando ora?

A grande richiesta, sto lavorando su un follow-up di I sette fuochi del tempio. Jonathan Marcus non potrà avere un attimo di respiro. Sarà  ancora una volta impegnato a correre rischiando la vita in località esotiche!

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