:: Recensione di La donna in gabbia di Jussi Adler -Olsen

La donna in gabbia edito da Marsilio con traduzione di Maria Valeria D’Avino è il primo romanzo di una serie crime-thriller di uno scrittore danese che vanta singolari record, innanzitutto è il giallista danese più venduto in assoluto capace per intenderci di avere al suo attivo ben 5 milioni di copie vendute, una distribuzione in 30 paesi, e i diritti cinematografici e televisivi acquistati da Network Movie, ZDF Enterprises, ZDF e Nordisk Film, che i più attenti non potranno non ricordare come gli stessi produttori dei film tratti dalla Millennium Trilogy di Stieg Larsson.
Come se non bastasse Jussi Adler-Olsen, questo è il nome dell’autore, ha anche vinto nel 2010 con Flaskepost fra P(Message in a Bottle) il Glass Key Award, il premio per la letteratura gialla più prestigioso della Scandinavia.
Con un tale pedigree un po’ di curiosità viene e sembra che il segreto di cotanto successo sia la vena comica, pensiamo solo che ha esordito con due libri su Groucho Marx, che è riuscito a iniettare nei suoi thriller in cui la suspense e la tensione giocano un ruolo fondamentale.
In La donna in gabbia facciamo la conoscenza con Carl Mørck detective problematico della sezione omicidi della polizia di Copenaghen con un passato familiare e professionale difficile promosso con tanto di ufficio stipato nel seminterrato quasi per toglierselo dai piedi, capo della sezione Q, una nuova sezione presso la Direzione anticrimine della polizia con l’obbiettivo di scavare su casi irrisolti di speciale interesse per la comunità.
Primo caso della sezione Q, che Mørck si trova a trattare con il suo assistente Assad, è la scomparsa nel nulla senza lasciare tracce nel 2002 di Merete Lynggaard, giovane e attraente parlamentare di cui non se ne seppe più nulla mentre era a bordo di un traghetto della Scandlines.
A capitoli alternati saltando dal 2007 al 2002 il romanzo ci porta a conoscere più da vicino Merete e Mørck e il mistero legato alla sua scomparsa. Riuscirà Mørck dopo tutti quegli anni a trovare Merete, se è ancora viva, e a fare luce su quell’intricata vicenda che sembra scaturire da un antico dramma famigliare irrisolto dalle conseguenze imprevedibili? Questo è l’interrogativo che ci accompagnerà nella lettura e terrà viva la suspence per 460 pagine.
E’ un libro godibile, ho sorriso con un po’ di amarezza in diversi punti che hanno reso la lettura scorrevole e mai piatta. Mørck non è tutto quel campione di simpatia ma si impara ad amarlo lo stesso con i suoi difetti, le sue debolezza, la sua astiosità verso un destino che l’ ha portato a sopravvivere quando uno della sua squadra ha perso la vita in un lago di sangue e l’altro è rimasto paralizzato per sempre e tutte le volte che lo va a trovare gli chiede di aiutarlo a morire.
Un po’ di cinismo, un po’ di ironia avvelenata, un po’ di disprezzo per i giochetti dei superiori tutti tesi a scucire finanziamenti più che a lottare veramente per la verità e la giustizia, rendono Mørck un tipo scomodo, complicato, astioso, e nello stesso tempo profondamente umano e variegato.
Dal punto di vita investigativo La donna in gabbia è un romanzo sicuramente interessante, l’indagine scivola verso l’inevitabile conclusione con piglio deciso, il folle responsabile del rapimento di Merete strappa un po’ di compassione anche se la sua vendetta è più che sadica decisamente disumana.
Assad poi – l’assistente di Mørck – è sicuramente un personaggio riuscito, più che una spalla un vero comprimario. Una curiosità che mi piacerebbe soddisfare è sapere se il titolo italiano è la trascrizione letterale del titolo danese, chissà magari un giorno avrò occasione di chiederlo a Maria Valeria D’Avino.

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2 Risposte to “:: Recensione di La donna in gabbia di Jussi Adler -Olsen”

  1. utente anonimo Says:

    grazie della bella recensione. posso soddisfare subito la tua curiosità: sì! la donna in gabbia si chiama pressappoco così anche in danese: kvinden i buret , letteralmente la donna nella gabbia. posso anche anticiparti che avrò il piacere di tradurre altre avventure di carl Mørk e del suo aiutante, e che i due sarenno presto affiancati da altri collaboratori, altrettanto originali…
    maria valeria 

  2. liberdiscrivere Says:

    grazie maria valeria,
    era solo una mia piccola curiosità 😉
    giulia

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