:: Recensione e intervista Prima dell’alba e subito dopo di Rosalia Messina a cura di Diego Di Dio

“Prima dell’alba e subito dopo” di Rosalia Messina
(recensione di Diego Di Dio)

Questa antologia di Rosalia Messina, pubblicata inizialmente dalla Giulio Perrone Editore Divisione Lab, e ora riproposta ai lettori in forma di e-book (YouCanPrint), prende il titolo da una frase del terzo racconto, “10520”: «Sai com’è andata? Sono stata, una decina di giorni fa, nelle prime ore silenziose del mattino che amo tanto, prima dell’alba e subito dopo, colpita da un lampo numerico».
Ma partiamo dall’inizio.
Prima dell’alba e subito dopo è l’esordio monografico della Messina, giurista e scrittrice siciliana. La raccolta è divisa in quattro capitoli tematici: crescere, amori dispari, solitudini e la memoria.
Il primo di questi, composto da quattro brevi racconti, è un’analisi puntuale e a volte disincantata della crescita. Fisica, morale, spirituale, sociale. La crescita, in tutte le sue forme. Una diventare grandi, o addirittura un invecchiare, che può passare per i piccoli dissidi famigliari de “Il cane di porcellana”, per il dramma della violenza domestica che esplode nel sottile e ben strutturato “Lottatore pugile sollevatore pesi”, oppure nella drammaticità ponderata di una figlia che scrive una lettera al padre defunto (“10520”) o magari nello scorrere inevitabile della demenza senile del racconto “Parole”.
Nella seconda parte, “Amori dispari”, Rosalia Messina osserva, a volte disincantata, a volte speranzosa, il susseguirsi beffardo e imprevedibile dell’amore, quando l’amore non è pari ma è, appunto, dispari: tradimenti, fughe d’amore, rassegnazioni alla schiavitù domestica, passioni e illusioni che accompagnano la senilità. C’è tutto questo, in “Amori dispari”, capitolo tematico che, in qualche senso, si riallaccia al precedente “Crescere” come suo ideale prosieguo. Per poi raggiungere il climax della raccolta nel terzo grappolo di novelle, “Solitudini”.
Qui la Messina dà il suo meglio: sembra che il suo stile, e la sua padronanza lessicale, siano cresciute all’interno della raccolta, e abbiano raggiunto l’apice in “Solitudini”. Ogni racconto di questo terzo capitolo è un piccolo gioiello di nostalgia, sogni infranti, solitudini. Su tutti, spiccano il tema della pazzia e dei viaggi nel tempo (sì, viaggi nel tempo, ma non in senso fantascientifico, bensì psicologico) de “La casa di Anna Frank” e la tristezza pregnante, dimessa e lucida de “L’età di mezzo”.
La raccolta si conclude con “La memoria”, susseguirsi nostalgico e originale si storie di provincia. Su tutti, stavolta, è il monologo silenzioso e poetico di “Mi sei tornata in mente all’improvviso”, che riassume il concetto chiave del capitolo tematico: il ricordo, le occasioni perse, le occasioni prese al volo, gli amori finiti e quelli mai cominciati. In una parola, l’aver vissuto.

Dal momento che, come tutti sappiamo, la sezione Lab della Giulio Perrone Editore ha chiuso i battenti, è ora possibile acquistare la bella antologia della Messina, in versione ebook, al prezzo di 3,90 euro, sulle seguenti piattaforme:
www.ebokizzati.com, www.ultimabooks.it, http://www.bookrepublic.it

INTERVISTA A ROSALIA MESSINA
(a cura di Diego Di Dio)
Ciao Rosalia, parlaci un po’ di te in generale. Chi è Rosalia Messina?
Rosalia Messina è una persona che ama poco raccontarsi, preferisce raccontare storie. Scrive anche per mestiere, purtroppo in “giuridichese”, una varietà di italiano che spesso fa venire a chi l’adopera la voglia di tornare a scrivere in quella bella lingua che è l’italiano “vero”. Mi scuso se di me riesco a dire poco, ma è uno dei miei tratti caratteristici. Mi apro volentieri nei rapporti personali, in pubblico – come nel caso di un’intervista in rete – mi sembra di non avere cose particolarmente interessanti da dire di me stessa.
D’accordo, come preferisci. Allora passiamo all’opera di cui vogliamo parlare. E partiamo dal titolo: “Prima dell’alba e subito dopo”. Io so che è una citazione di uno dei racconti, ma perché hai scelto proprio quella?
Un accenno alle ore che precedono l’alba si trova in realtà in due racconti. Sono le ore della giornata che preferisco. Prima che il caos invada le strade, prima che i rumori finiscano per soverchiare qualsiasi voce interiore mi dedico – se non sono costretta a mettermi a lavorare – alla scrittura. Sono ore di energie intatte, recuperate col sonno, di riflessione, di preparazione alle battaglie quotidiane. Per tutte queste ragioni le amo e mi è piaciuto farne il titolo della raccolta.
Bene, prima di procedere a andare nel particolare, ho sentito che la tua raccolta ha vinto qualche premio. Ci dici quali, per favore?
Primo posto al premio “Città di Mesagne” 2010, terza classificata ai premi “Le Musa – Pisa” 2010 e al premio “Franz Kafka italia” 2010.
 Be’, complimenti. E ora veniamo alla peculiarità della tua raccolta: sono diciotto racconti, e sono divisi in quattro “capitoli tematici”. Spiegaci quali sono e perché.
Mentre scrivevo i racconti, nell’arco di alcuni anni, non mi ponevo il problema di organizzarli in una raccolta. Poi mi sono accorta che c’erano alcune tematiche ricorrenti: la difficoltà di diventare adulti («e non è senza un prezzo salato diventare grandi», cito Guccini), e da qui la sezione “Crescere” Poi la tematica degli “Amori dispari”, sbilanciati per una ragione o per l’altra, forieri di infelicità; le storie di solitudine (“Solitudini”), e infine il recupero del passato, dei ricordi, che fanno male o salvano la vita (“La memoria”).
Bene. Sarebbe impossibile concentrarsi su tutti i racconti, sono 18. però una parola specifica su qualcuno la voglio dire e, in modo particolare, su quello che mi ha incuriosito di più: “La casa di Anna Frank”. Ci spiegi cos’è la casa di Anna Frank?
Ho visitato qualche anno fa il rifugio della famiglia Frank ad Amsterdam. Ho provato la sensazione descritta nel racconto, di esserci già stata. Questo racconto è un po’ come le coperte patchwork, fatto con frammenti di sogni, di sensazioni, di vite altrui. La sofferenza di chi sopravvive a un incidente in cui un genitore perde la vita l’ho letta negli occhi di un amico di gioventù (ma non gli è andata male come al protagonista del racconto). L’incubo del respiratore è mio. Un giorno tutte queste cose hanno preso forma di storia e ne è venuto fuori “La casa di Anna Frank”. Molta invenzione intorno a un nucleo di cose viste, vissute, ascoltate.

Molto esaustiva, grazie. E ora veniamo a una nota stilistica: la tua scrittura è bella, poetica, ricercata, ma non ampollosa. Originale, anche. Dicci: lavori molto di labor limae? Hai un editor di fiducia o fai tutto da sola? E infine, hai seguito qualche corso di scrittura, o oppure il tuo è talento mescolato a un affinamento da autodidatta?
Ho frequentato un corso di scrittura prima di pubblicare, e continuo a frequentarlo. Per i racconti della raccolta ho fruito dell’editing amichevole del docente del laboratorio di scrittura creativa di cui parlo, Luigi La Rosa, non su tutti i racconti, solo su alcuni: poche dritte ma azzeccate. Mi ha consigliato di cambiare un titolo, mi ha dato suggerimenti stilistici.
Per le cose successive ho contato e conto sull’aiuto di alcuni editor amichevoli, alcuni che scrivono pure e altri che nemmeno ci pensano; preziosi gli apporti di entrambi i gruppi. Di recente mi sono rivolta anche a editor professionali, con grandi vantaggi.
Faccio numerose revisioni, lasciando trascorrere qualche tempo fra l’una e l’altra; ogni rilettura mi fa correggere, eliminare o aggiungere qualcosa. Finché non mi ritengo soddisfatta e chiudo i lavori.
Bene. E adesso dicci dove i nostri lettori possono acquistare la tua antologia.
Ho mandato la raccolta, così com’è adesso, alla casa editrice Perrone, che indiceva periodicamente concorsi vincendo i quali si veniva pubblicati. Gratuitamente, sottolineo, e senza obbligo contrattuale di acquistare copie. Vinsi, e ricordo ancora l’emozione quando, alla serata della premiazione – sapevo di essere finalista, ma nient’altro – fu letto il mio nome come vincitrice del concorso.
Qualche mese dopo la raccolta fu pubblicata da Perrone, col marchio PerroneLAB. Mi dispiace dire che il marchio LAB non esiste più. A luglio di quest’anno il magazzino è stato azzerato e non saranno stampate più copie di questo libro e degli altri pubblicati con lo stesso marchio.
Giulio Perrone e io abbiamo sottoscritto un contratto mediante il quale ci siamo sciolti dagli obblighi nascenti dal contratto editoriale precedente. E così, potendo disporre liberamente dell’opera, ho cercato di pubblicarlo come e-book, cosa che alla fine ho fatto, grazie alla preziosa collaborazione di Giovanni Venturi che ha realizzato l’epub, con Youcanprint.
Quindi, per rispondere alla tua domanda: qualche copia residua del libro probabilmente di trova ancora a Catania e a Palermo.
L’e-book si trova su molti store, per trovarli basta digitare su Google il mio nome e la parola ebook. In ogni caso, questi sono i link:
www.ebookizzati.com/Autore-ebook-12714-Rosalia-Messina.html

www.ultimabooks.it/prima-dell-alba-e-subito-dopo
www.bookrepublic.it/books/authors/Rosalia%
20Messina/
www.webster.it/libreria-ebook/autore/rosalia-messina-p_1.htm
eBookizzati.com – eBook Rosalia Messina
www.ebookizzati.com
Bene. Grazie, Rosalia. Vuoi salutare i nostri lettori con una citazione del tuo libro, “Prima dell’alba e subito dopo”?
Grazie a te.
Scelgo l’incipit di un racconto della sezione dedicata alla memoria, si intitola “Bilanci”:
«A volte la sua vita, ripensandola, mettendola mentalmente in ordine, le sembrava si potesse rappresentare come una linea curva dalle tante giravolte. Altre volte se la raffigurava – sorridendo fra sé – come un vagone di metropolitana, su cui le persone salgono, restano un po’, consumano un più o meno breve momento di vita, e dal quale, prima o poi, scendono. Qualcuno lascia una scia di profumo, qualcuno un odore sgradevole. Di taluno rimane un ricordo sbiadito, e di altri neppure quello.”
Aggiungerei anche un passaggio del racconto “L’età di mezzo”: «Quando ancora la vita non mi si era prosciugata dentro comprai un cuscino con due immagini in bianco e nero di Marilyn Monroe sulle due facce. In una ride, il busto proteso in avanti, la testa gettata indietro. Nell’altra guarda pensosa di lato, verso il basso, la bocca socchiusa. Essere morta a trentasei anni le ha risparmiato l’oscenità della vecchiaia, il senso di inutilità, la consapevolezza che il mondo ti ha lasciato indietro, che sta andando troppo veloce e che tu non lo capisci più. C’è un’età di mezzo in cui ti sforzi di mantenere il ritmo, e se sei bravo o fortunato ci riesci per un po’; infine gli ultimi fuochi si spengono, ed esserci ancora non significa più niente.»
Grazie Rosalia. Alla prossima.

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Una Risposta to “:: Recensione e intervista Prima dell’alba e subito dopo di Rosalia Messina a cura di Diego Di Dio”

  1. Intervista a Rosalia Messina Says:

    […] a leggere l’intervista su Liberi di scrivere. Ultimi lavori – 19 novembre 2011 – Aggiungi un […]

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