:: Recensione di Eredità. Una storia della mia famiglia tra l’Impero e Fascismo, Lilli Gruber, (Rizzoli, 2012) a cura di Viviana Filippini

Caspita sembrerebbe un romanzo d’avventura visto attraverso gli occhi femminili, ma a dire il vero quella raccontata da Lilli Gruber in Eredità. Una storia della mia famiglia tra l’Impero e Fascismo, edito da Rizzoli, è pura verità.  Alla nota giornalista conduttrice di Otto e mezzo lo stimolo per questo nuovo libro è arrivato dal diario della bisnonna Rosa e da quel novembre del 1918 che cambiò per sempre la vita della sua bisavola e del suo pacifico focolare socio-domestico. Cosa accadde? Venne redatto il Trattato di pace che stabiliva la fine dell’Impero Austroungarico e sanciva il passaggio del Sudtirolo all’Italia. Un evento che magari per molte persone non avrà importanza, ma che sicuramente cambiò per sempre la vita delle popolazioni altoatesine. Il libro della Gruber è una ricostruzione accurata delle vicende riguardanti la propria famiglia di origine a cavallo tra l’Ottocento e i primi 40 anni del Novecento. Eredità è un voce del presente – quella della Gruber- che guida il lettore indietro nel tempo alla scoperta delle voci di un tempo – in questo caso rappresentate dagli scritti di Rosa – e del suo passato famigliare e storico, attraverso le parole messe su carta e i gesti  compiute dai membri della famiglia Tiefenthaler-Rizzolli. Il tutto è un piacevole pellegrinaggio tra il presente e il passato nel quale si alternano le varie personalità che caratterizzano l’albero genealogico della Gruber. Tante piccole foglie diverse e simili tra loro, tutte accomunate dalla grande intraprendenza e voglia di libertà che influenzerà sempre ognuna delle scelte da loro compiute. Ci sono due voci che aleggiano in modo costante durante la narrazione – quella di Rosa e della bisnipote Lilli- e che ci portano alla conoscenza di una casata e della società dove essa visse. Poi, durante il periodo del regime fascista emerge la giovane e irrequieta Hella, la coraggiosa figlia minore di Rosa e Jakob, che travolta dalla passione per l’ideologia di Hitler ne subirà le conseguenze, affrontando  con coraggio la condanna al confino in uno sperduto paesino del Sud Italia. Eredità di Lilli – all’anagrafe Dietlinde – Gruber è un libro ben scritto, molto accurato nella ricerca storico- dinastica, che intrattiene con il lettore una piacevole relazione letteraria.  Chi leggerà l’ultimo lavoro della donna e giornalista Gruber imparerà attraverso il dono del ricordo, l’importanza dei legami affettivi e delle vicende esistenziali che hanno contraddistinto la vita focolare domestico Tiefenthaler-Rizzolli tra l’Impero e l’avvento del Nazionalsocialismo. Non solo, perché Eredità ci guida alla scoperta delle vicende di un intera collettività di frontiera – quella altoatesina molto più legata alla cultura tedesca-  dalla fine della prima guerra mondiale, passando per l’ imposta italianizzazione di questi territori, arrivando a quella speranza di un cambiamento, individuata da qualcuno nel regime nazista. Arrivati alla fine di Eredità. Una storia della mia famiglia tra l’Impero e Fascismo ci si accorge di aver scoperto una tessera in più dell’esistenza di Lilli Gruber e del suo mondo personale e poi, grazie alla figura di Rosa, c’è la presa di coscienza dei tormenti di una donna e di una comunità radicata nella terra di confine e la conoscenza di una parte della storia d’Italia, purtroppo, non a tutti nota.

Lilli Gruber,nata a Bolzano, è giornalista e scrittrice. È stata prima donna a presentare un telegiornale in prima serata e dal 1988 ha seguito come inviata per la RAI tutti i principali avvenimenti internazionali. Dal 2004 al 2008 è stata parlamentare europea. Dal settembre del 2008 conduce la trasmissione di approfondimento Otto e mezzo su La7.  Gli ultimi bestseller pubblicati con Rizzoli sono Chador (2005), America anno zero (2006), Figlie dell’Islam (2007), Streghe (2008), tutti disponibili anche in Bur, e Ritorno a Berlino (2009).

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7 Risposte to “:: Recensione di Eredità. Una storia della mia famiglia tra l’Impero e Fascismo, Lilli Gruber, (Rizzoli, 2012) a cura di Viviana Filippini”

  1. Enrico Pandiani Says:

    Chissà come mai, a un certo punto della loro vita, questi personaggi celebri trovano tutti un diario della nonna.

  2. liberdiscrivere Says:

    Ma sai ti confesso, hai ragione, anche io ho un diario, niente po po di meno che del mio bisnonno, assieme a diverse lettere che scrisse dalla Cina tra il 1900 e il 1905 e amico di questo losco individuo, http://www.fotomuseo.it/mostre/archivio/2005/messerotti.asp. ma purtoppo non essendo famosa mi sa che resteranno segreti di famiglia 🙂

    • Enrico Pandiani Says:

      Be’, gli avi di una persona che passa tutti i giorni in televisione pare siano molto più interessanti di quelli dei comuni mortali. Ma così va il mondo. Dei Boxer, invece, ricordo una serie di raccapriccianti fotografie, di vari ammazzamenti, che un mio compagno aveva portato a scuola al liceo. Le aveva trovate in soffitta. Siamo tutti andati a vomitare al cesso.

      • :liberdiscrivere Says:

        Le foto che ho io sono piuttosto tranquille: paesaggi, scene di mercato, madri con bambini, artigiani al lavoro. Alcune ritraggono le macerie di alcuni orfanatrofi date alle fiamme dai Boxers, ma si vedono solo pietre; alcune testimoniano le esecuzioni dei cinesi, ma solo nel momento prima. Si vede che le più macabre non sono state conservate.

  3. Viviana Says:

    A dire il vero credo che bene o male tutti abbiano qualche reperto degli avi…basta cogliere il momento giusto e portarlo alla luce. dai Liberidiscrivere prova a scriverlo e presentarlo che magari è la volta buona…

  4. Viviana Says:

    Enrico effettivamente hai ragione, ma ci sono anche libri di autori comuni che narrano le proprie vicende in forma diaristica o narrativa è vero che se sei già persona affermata questo aiuta parecchio…

  5. Luisa Fortuny Busulini Says:

    Frau Gruber,
    auch ich moechte gerne wissen ob Sie diesen Buch auch auf Deutsch und Englisch geschrieben haben. .Vielen Dank fuer Ihre
    Muehe und Ihre hoeflliche Antwort!
    .Ritengo che la Sua fatica sia molto apprezzata da tutti coloro che vogliono conoscere la storia Europea con le sue gioie e dolori,,, e poterla trasmettere ai Posteri!
    Luisa in namen von Ihre moegliche Verwandschaften
    in Cape Town!

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