:: Recensione di Saggio sulla lucidità di José Saramago (Feltrinelli, 2011) a cura di Michela Bortoletto

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Pochi giorni fa ho avuto il piacere di parlarvi di Cecità di José Saramago. Vi ricordate? Un giorno gli abitanti di un’intera nazione si ritrovano improvvisamente colpiti da una cecità totale e bianca e devono cominciare a fare i conti con essa.
Questa volta Saramago ci immerge in un’altra situazione dell’assurdo: nello stesso Paese colpito anni fa dalla cecità, più dell’ottanta per cento della popolazione, questa volta però solo della capitale, ha votato scheda bianca alle elezioni governative.
Che c’è di male, vi chiederete. Nulla. Votare scheda bianca è un diritto di tutti, così come votare per la Sinistra, la Destra o il Centro. I cittadini della capitale hanno esercitato il loro diritto di voto nel modo a loro più congeniale. Probabilmente stufi dei soliti rappresentanti politici, hanno deciso di votare bianco. Capita a ogni elezione che ci siano delle schede bianche no? Tutto normale, o quasi. Già perché se la  presenza di schede bianche durante una votazione è ammessa, quello che qui ora non quadra è l’altissima percentuale di esse. Più dell’ottanta per cento. La quasi totalità della popolazione della capitale. Nel resto del Paese tutto è andato liscio come  al solito. Perché nella capitale invece no? Per quale motivo una fetta così grande di abitanti ha scelto di votare scheda bianca? Soprattutto, cosa deve fare il governo ora? Prendere atto della situazione, è ovvio. E poi?
Il governo deve così fare  i conti con una nuova epidemia di biancume. Così diversa dalla precedente ma dagli effetti non meno catastrofici. Il Primo Ministro ancora in carica, circondato dagli altri ministri e dal Presidente della Repubblica, deve assolutamente agire, fare qualcosa. E se indire altre elezioni, mettere la città sotto assedio, lasciare la Capitale a sé stessa, ed infine, far scoppiare una bomba in stazione non basta a far cambiare idea ai capitolini, allora rimane solo un’unica soluzione da tentare: trovare un capro espiatorio. Far ricadere la colpa di tutto, della votazione bianca, dell’instabilità politica creatasi su qualcuno.
Provvidenziale arriva al Governo una lettera di denuncia: all’epoca della cecità una donna è stata l’unica a mantenere inalterata la sua vista. Mentre tutti vedevano bianco, lei ha continuato a vedere il mondo, e grazie a lei un gruppo di sette persone è riuscito a sopravvivere. Inoltre, durante un episodio di immensa violenza, ha assassinato un uomo. La scelta ricade su di lei. È la colpevole perfetta: non ha perso la vista e si è macchiata di omicidio. Perché non darle anche la colpa di questa situazione? La macchina dell’infamia  e della diffamazione comincia a girare. Perché per tutta questa situazione  ci deve essere un solo colpevole, e questo colpevole non può essere il governo. Ci sarà qualcuno che aprirà nuovamente gli occhi e guarderà la situazione con sguardo obiettivo? Oppure una furia cieca colpirà nuovamente la città come anni addietro? La donna che non ha perso la vista si salverà anche stavolta?
Con Saggio sulla lucidità Saramago è riuscito nuovamente a descrivere e analizzare una situazione assurda e a renderla perfettamente credibile. Attraverso le pagine di questo libro l’autore ci conduce all’interno dei meccanismi di governo dove troviamo ministri che non hanno la minima idea di cosa fare ma hanno un’unica certezza: vogliono mantenere il potere. E se il governo barcolla nell’incertezza, gli abitanti della città sembrano gli unici ad aver mantenuto una sorta di lucidità nonostante i tentativi dei potenti di far cambiare loro idea.
E se alle prossime, imminenti elezioni succedesse anche da noi?

Source: acquisto del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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2 Risposte to “:: Recensione di Saggio sulla lucidità di José Saramago (Feltrinelli, 2011) a cura di Michela Bortoletto”

  1. Iannozzi Giuseppe Says:

    Saramago è sempre il migliore. Nessuno come lui sa rendere credibile l’incredibile.

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