:: Taccuino di una sbronza, Paolo Roversi, (Morellini, 2014) a cura di Irma Loredana Galgano

taccuinoBukowski è uno di quegli autori che andrebbero letti comunque, indipendentemente dal motivo per cui si acquista o si prende in prestito un libro e dalle ambizioni personali del lettore, se desidera o meno diventare anch’egli uno scrittore. Lo merita perché la sua scrittura è sincera, irriverente, spietata come solo la verità e la realtà sanno esserlo.
Taccuino di una sbronza è un testo centrato quasi interamente sulla figura di Bukowski, redivivo grazie al transfert di Carlo Boschi che in lui si immedesima al punto da credersi, o fingere di farlo, il vero Buk. È una paradossale commedia dei tempi moderni dove, in confronto a certi eventi contemporanei, la follia del Boschi finisce col diventare una perla di positività contrapposta all’avidità della società in cui viviamo.
Il libro di Roversi edito da Morellini Editore è una rivisitazione della versione pubblicata nel 2008 da Kowalski. Leggendolo traspare l’ammirazione che l’autore prova nei riguardi dello scrittore e anche il suo stile sembra piegarsi alla circostanza, ricalcando le linee guida della scrittura bukowskiana. A tratti sembra che il personaggio Boschi – Bukowski sia in realtà l’alter ego dello scrittore – Romeo, che condivide quasi in pieno le vedute del suo amico che pensa di essere diventato il suo idolo, con la differenza però che, al contrario di loro, Romeo non riesce a liberarsi dal giogo delle briglie e finisce col diventare ciò da cui Boschi e Bukowski sono fuggiti.
Roversi non manca di lanciare condivisibili stoccate al popolo italiano e ai suoi governanti, alla comoda credulità dei primi e alla bieca avidità dei secondi. Ne esce uno spaccato amaro della società meneghina che funge da oblò affacciato sull’intero mare nostrum che costeggia in lungo e in largo un Paese diretto sempre più alla deriva. Osservare il tutto attraverso il filtro Carlo Boschi – Charles Bukowski rende al lettore un po’ di quel buonumore positivo che serve per razionalizzare gli eventi, soppesare le reali aspettative e prospettive, nonché la forza dell’irriverenza necessaria per tracciare un ampio colpo di spugna indispensabile per compiere la grande virata di cui il nostro Paese ha bisogno.
Taccuino di una sbronza di Paolo Roversi è un libro che va letto, esattamente come lo scrittore da cui trae ispirazione, con lo spirito di un esploratore, di un argonauta e perché no anche di un sognatore e dopo averlo fatto si potrà fingere di non aver ben capito ma non si potrà più far finta di non sapere.

Paolo Roversi: È uno scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano. Definito dalla critica lo Scerbanenco post-moderno nonché il golden boy del giallo italiano. Affianca alla sua produzione di noir metropolitani libri, saggi e raccolte che narrano dello scrittore Charles Bukowski di cui è appassionato studioso. Nel 2007 gli è stato conferito il Premio Camaiore di Letteratura Gialla. I suoi libri sono tradotti in Spagna, Germania, Francia e Stati Uniti. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival; ideatore del Milano in bionda giallo e noir festival; direttore e fondatore di MilanoNera web press, mag e casa editrice digitale; direttore della collana Calibro9 di Novecento Editore.

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