:: Negli occhi dell’assassino, Belinda Bauer, (Marsilio, 2014)

indexEsce domani, 26 febbraio, Negli occhi dell’assassino (Darkside, 2011), il nuovo romanzo, edito in Italia, di Belinda Bauer. Sempre per Marsilio, sempre tradotto da Fabio Zucchella, come il precedente Blacklands del 2011, che se non l’avete ancora letto vi consiglio di recuperare. La Bauer, dopo aver raccolto premi tra cui il Gold Dagger Award e consensi sulla stampa britannica e internazionale, (“Una scrittura straordinaria, un finale stupefacente. Uno dei thriller più emozionanti che potrete leggere quest’anno” chiosa il Sunday Times), ritorna in Italia, con un romanzo a mio avviso ancora più bello del precedente. La Bauer scrive thriller psicologici di ambientazione tipicamente inglese: brughiere innevate, villaggi di campagna dove tutti si conoscono, cottage caratteristici con i centrini di pizzo. Tuttavia oltre al peso dato alla componente psicologica, aggiunge una venatura noir abbastanza insolita, che emerge per contrasto, in ambientazioni così rassicuranti e colme di bellezze naturali.
Questa volta siamo nel villaggio di Shipcott, uno dei tanti che costellano l’Exmoor nell’Inghilterra sud occidentale. Jonas Holly, il bobby della zona, un ragazzone alto un metro e novanta, con lo sguardo ancora limpido di un bambino, benvoluto, amico di tutti sta vivendo un periodo abbastanza difficile della sua vita. Ha rinunciato alla sua aspirazione di lavorare per l’antiterrorismo e si è ritirato nel piccolo villaggio circondato dalla brughiera per accudire l’amata moglie Lucy, segnata da una malattia terribile e invalidante come la sclerosi multipla.
Mentre la moglie pian piano lotta con il suo decadimento fisico perdendo pian piano l’uso delle gambe, delle mani, ed ogni seppur minima incombenza quotidiana diventa una sfida insostenibile, Jonas si accorge che difenderla e proteggerla è la sua unica ragione di vita, e quando di trova faccia a faccia con un delitto, il primo delitto della sua carriera, qualcosa scatta in lui e lo spinge a voler diventare un vero poliziotto, quello che gli altri si aspettano che lui sia. Ma non sarà così facile.
Subito il caso della morte dell’anziana Margaret Priddy, soffocata nel suo cottage da uno sconosciuto, viene infatti preso in carico dall’ispettore capo John Marvel e dalla sua task force arrivata dalla città. A Jonas, considerato da Marvel come un emerito cretino, (arriva a toccare il naso del cadavere inquinando la scena del crimine) vengono affidate mansioni assurde, come sostare davanti alla porta del cottage in attesa che l’assassino torni sulla scena del delitto.
Alla scarsa considerazione di Marvel si aggiungono i messaggi anonimi che riceve che l’accusano di essere un pessimo poliziotto. Chi sarà a mandarglieli? Chi lo tiene d’occhio sempre al corrente di cosa sta facendo? Altre morti funesteranno il tranquillo villaggio, e quando Jonas sarà certo che la prossima vittima potrebbe essere proprio sua moglie capisce che non ha scelta, deve scoprire il colpevole, a costo di fare i conti con fatti avvenuti nel lontano passato.
Se in Blacklands avevamo un ragazzino trascurato alle prese con un serial killer, in Negli occhi dell’assassino, troviamo un protagonista di circa trent’anni, un poliziotto di campagna, segnato da drammi familiari e personali, che lo portano a indagare sui delitti di un assassino, spietato e quasi invisibile. In un villaggio, dove tutti si conoscono, dove può nascondersi? Come fa a non lasciare tracce, se non un bottone che Jonas trova sul davanzale della finestra della casa di  Margaret Priddy? Poi sono morti avvenute nel suo territorio, nella zona di cui lui è responsabile, Jonas è il rappresentante della legge, il custode, che guarda con diffidenza i poliziotti arrivati da fuori, anch’ essi animati da dinamiche complesse e non così coesi come ci si aspetterebbe.
La scrittura della Bauer è fluida, scorrevole, strutturata in una sorta di conto alla rovescia che terminerà con il capitolo finale, risolutivo. Unisce a particolari di vita quotidiana,  ossessivi quelli di Peter Priddy, che cerca nella sua cucina una sottomarca dei biscotti Jaffa (biscotti rotondi tipicamente inglesi con uno strato di marmellata di arance ricoperto di cioccolato), sospettando che se li siano mangiati tutti le infermiere della madre, descrizioni di ambienti, scenari paesaggistici, e un’ attenta analisi dei caratteri dei personaggi.
Brividi non mancano, la suspense neppure, la Bauer gioca con il lettore, tesse la sua trama, fino al finale in cui consoceremo le ragioni di queste morti, conosceremo quello che è scattato nella mente malata dell’assassino come in ogni thriller che si rispetti, e solo allora la componente noir prenderà il sopravvento.

Belinda Bauer vive nel Galles. Ha lavorato come giornalista e sceneggiatrice per cinema e TV. Negli occhi dell’assassino è il suo secondo romanzo, dopo Blacklands, venduto in 28 paesi, vincitore del Gold Dagger Awards, selezionato come Exceptional Debut da «Publishers Weekly» e «Bookseller», tra i 10 titoli imperdibili per TV Book Club.

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