:: L’amore negato, Giancarlo Vitagliano, (Lettere Animate, 2014)

0Una storia di camorra ambientata a Napoli, una delle tante che spesso, ormai con rassegnazione, leggiamo sui giornali, potrebbe essere stata fonte d’ ispirazione per Giancarlo Vitagliano, cardiologo ospedaliero prestato alla scrittura, nello scrivere L’amore negato, poliziesco classico con commissario, indagine, vita privata dei vari personaggi. Per mestiere l’autore ha davvero ha che fare con la vita e la morte delle persone, e l’umanità necessaria a svolgere la sua professione ufficiale è presente anche in questo romanzo. Sono esseri umani anche i camorristi, verità che se non giustifica i loro crimini, che sempre vanno condannati in una società civile, ci spinge comunque a non perdere la nostra umanità nel valutare le loro azioni. Assunta Noci, la vittima, figlia di don Luigi ‘o Cecato, boss di primo piano dell’omonimo clan criminale, ritrovata cadavere nella sua abitazione, nella sua vasca da bagno, è innanzitutto una donna e tramite il suo diario, che il nostro commissario si ritroverà misteriosamente nelle mani durante l’indagine, impareremo a conoscerla. A capire molte sue scelte, e soprattutto il rifiuto per le attività criminali del padre che la porteranno a commettere forme diverse di crimini, la “camorra bianca” la chiamano, specializzata per esempio in frodi fiscali. Proprio l’altro giorno guardavo alla tv un servizio in cui si spiegava che i boss di oggi non sono più i banditi col ‘coltello tra i denti’ che la mitologia ci narra, ma comunissimi uomini in giacca e cravatta, quasi indistinguibili da altri professionisti, che si interessano di borsa, che investono anche in attività lecite, che insomma si confondono nel tessuto sociale. E pur sempre restano criminali, gente che uccide. Ma i confini tra il bene e il male sembrano farsi più fumosi, più indefinibili. E l’animo noir dell’autore fa capolino e ci parla di persone che a volte non hanno scelta, che sono vittime prima di essere carnefici. Assunta Noci subisce violenze, diventa boss a sua volta quasi per un senso distorto di difesa della famiglia. E il commissario Reinhard, pur combattendo coi suoi demoni personali, deve imparare a conoscerla per risolvere il delitto, mascherato da incidente, di cui è vittima. Per capire le assurde ragioni della sua morte. L’amore negato, per molti versi è simile a molto altri polizieschi, ma se vogliamo alcune componenti si discostano dal genere. Innanzitutto la componente quasi “esistenzialista” che caratterizza i personaggi: il commissario, il vecchio boss, la vittima. Non mancano nel testo poi forme dialettali di stampo verista, che rendono i dialoghi più verosimili, e realistici. L’uso del dialetto in un testo scritto in italiano spesso può essere un azzardo, (anche se ci sono eccezioni come per esempio i testi di Camilleri, che ha fatto del dialetto siciliano un suo punto forte)  risultando poco comprensibile per lettori di altre regioni. In questo caso, a mio giudizio, le forme dialettali sono facilmente comprensibile da tutti. Sono appunto solo accenni, facilmente identificabili nel discorso. Per concludere un dignitoso poliziesco, ben scritto e sicuramente una lettura consigliata.

Giancarlo Vitagliano vive e lavora a Napoli. Dopo aver frequentato il Liceo Classico si è laureato in Medicina ed è cardiologo presso il più grande ospedale del sud. Appassionato di libri, fumetti, cinema, musica e moto, da alcuni anni ha smesso di fantasticare soltanto e ha deciso di scrivere le storie che gli nascono in mente. È sposato e ha due figlie.

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