:: Cucciolo d’uomo – La promessa di Mila, Matteo Strukul (E/O, 2015)

CULa violenza iperrealista del pulp si unisce alla poetica melanconica dei sentimenti nel nuovo capitolo (conclusivo?) della saga di Mila Zago, Cucciolo d’uomo – La promessa di Mila, del padovano Matteo Strukul. Direte voi: mai connubio fu più stridente. E in effetti è esattamente la prima impressione che si prova avvicinandosi a questo personaggio di bounty killer dagli occhi verdi e dai vistosi (e coreografici) dreadlocks rossi. Un personaggio che sembra nato per il fumetto a cui l’autore, vistosamente innamorato della sua creatura, dona uno spessore che solo la letteratura di impegno civile sa dare, pure con le leggi ferree del pulp: frasi brevi, dialoghi sovrabbondanti, scene d’azione chiassose e sopra le righe. Ma se il pulp noir ha connotazioni americane, Strukul cambia registro e ci inserisce come scenario il suo Veneto e sfumature mitteleuropee, (retaggio della sua cultura e formazione), e ciò che genera è decisamente anomalo e senz’altro unico nel panorama noir italiano, pieno anche di pessimo noir di importazione e imitazione. Può non piacere il genere, ma è indubbio che va apprezzato il coraggio di questo autore di tentare queste contaminazioni su direttive prestabilite e proporre una sua voce. La sua eroina (femminista) scopre l’istinto materno e reagisce naturalmente a modo suo: difendendolo come una belva feroce difende il suo cucciolo da tutti coloro che vogliono fargli del male. Parlavo di impegno sociale, e qui è evidente il ruolo della violenza mai fine a se stessa ma utilizzata come strumento di rottura per stigmatizzare un certo tipo di crimalità globalizzata, la “McMafia”, capace di infiltrarsi negli strati più sani della società e che non ha scrupolo di usare i più deboli, i bambini, per traffici illeciti che vanno dalle adozioni illegali, alla schiavitù sessuale, al trapianto di organi. E Mila in viaggio verso Berlino con il suo prezioso supertestimone deve vedersela anche con nemici interni all’ organizzazione per cui lavora. Chi è la talpa? Chi è il traditore? A un certo punto la violenza sarà troppa pure per Mila? Per esserne sicuri lo chiederemo all’ autore, prossimamente su queste pagine.

Matteo Strukul è stato scoperto da Massimo Carlotto, ha pubblicato per la E/O Edizioni, La ballata di Mila (vincitore del Premio speciale Valpolicella 2011 e semifinalista al Premio Scerbanenco 2011), e Regina nera. La giustizia di Mila. Ha anche scritto la sceneggiatura del fumetto Red Dread (Lateral Publish 2012), basato sulle avventure dell’eroina del suo primo romanzo, Mila Zago, disegnato da Alessandro Vitti e vincitore del Premio Leone di Narnia 2012 come miglior fumetto seriale italiano. Laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo dei contratti, collabora con Il Mattino di Padova, La Nuova di Venezia e Mestre e La Tribuna di Treviso. È inoltre ideatore e fondatore di Sugarpulp, movimento letterario veneto che ha ricevuto la benedizione di Joe R. Lansdale e Victor Gischler, nonché direttore artistico dello Sugarpulp Festival. Dirige Revolver, nuovo marchio editoriale di Edizioni BD dedicato al noir. Vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova e Berlino.

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