:: La distanza, Baronciani – Colapesce (Bao Publishing, 2015) a cura di Federica Guglietta

1

Clicca sulla cover per l’acquisto

C’erano una volta (e sopravvivono ancora) quelle relazioni in cui ti vedi una volta al mese, se tutto va bene. Quelle relazioni in cui ci vuole un po’ più di sacrificio e fiducia, di fiducia e sacrificio. Bisogna lanciare in aria i sentimenti, quasi fossero tanti aquiloni lasciati andare sempre più su, in balìa dell’etere. Direzione nord-est o sud ovest non importa. Sarà sempre troppo lontano.
Telefonate, parlare due ore e viverle come se fossero passati appena cinque minuti. Oppure parlare due secondi ed attaccare. Dipende.
Messaggi, tanti, troppi, indispensabili. Chilometrici, come la strada da percorrere per vedersi. Ancora una volta, se in treno o in aereo non ha alcuna importanza. Viaggi programmati per stare insieme, in cui si investono speranze, sogni, ma anche soldi e tempo. Attese che logorano l’anima. Silenzi incresciosi. Lacrime che, la maggior parte delle volte, rispecchiano mancanze.
Questo stato (emotivo e non) si può riassumere in una sola parola: distanza. Quella caratteristica che può unire o rovinare tutto.
Distanza fisica, lontananza reale, un misto di nostalgia, aspettative e piccoli rituali. Quella stessa distanza che diventa un amplificatore di emozioni, in pratica. Una cassa di risonanza in cui centrifugano in loop le parole dette e taciute, le azioni compiute e le mancanze, le incomprensioni e i silenzi.
Il concetto di distanza potrebbe essere espresso così oppure in altri mille modi.
O meglio. O peggio.
Meno male che c’è un graphic novel, uscito lo scorso 26 giugno per Bao Publishing, che mi è capitato tra capo e collo, inaspettatamente, in cui la distanza è come una prima donna, una femme fatale che ammalia e dispera.

2Per chi non l’avesse capito, stiamo parlando de La distanza di Baronciani e Lorenzo “Colapesce” Urciullo. Un libro scritto a quattro mani, un personaggio principale (ma sono anche tanti quelli secondari che fanno capolino nella storia per poi dissolversi, quasi fossero un pensiero, un ricordo evanescente) e un sentimento dominante: l’inadeguatezza.
Sì, perché Nicola, ragazzo siciliano alla soglia dei trent’anni, si sente esattamente così. Senza certezze, senza una base solida su cui costruire il proprio futuro. Ha una storia a distanza con Carla, che vive a Londra, ma è come se lei non lo ascoltasse più. Un amore al telefono, con svolgimenti sempre più rari. Telefonate inesistenti e, per questo, inconcludenti. Lui parla e lei non l’ascolta.
Decide comunque di partire per Londra. Dal nulla, piomba nella sua vita Francesca, ragazza ligure in vacanza al Sud, incontrata per caso nel negozio di dischi del suo amico Piero. Prima di andare a Londra, Nicola aveva in mente di compiere un viaggio nella parte nord orientale dell’isola, per poi fermarsi per un festival, rivedere vecchi amici e, infine, fare tappa all’aeroporto di Palermo Punta Raisi. Francesca si propone di accompagnarlo insieme all’amica Charlotte, che sarebbe arrivata il giorno dopo.
Così partono per un suggestivo viaggio on the road. Aria d’estate. Luoghi sconosciuti ai più che sembrano delle piccole oasi in cui riprendere fiato. Musica, tanta musica. Gli Smiths con la loro “There is a light that never goes out”. Scorci naturalistici, monumenti, silenzi e dialettismi in una Sicilia tutta da vivere quando si è giovani che di arance, limoni, viuzze e salsedine.
Nicola, nichilista, cinico e un po’ logorroico.
3Francesca, cordiale, allegra e un po’ avventata. Charlotte, versione femminile di Nicola in francese, naturalmente, lingua che mischia all’italiano creando parole davvero buffe.
Ancora non lo sanno, ma le loro differenze contribuiranno a guidarli in questo viaggio.
Baronciani disegna le tavole di questo splendido graphic novel a tutta pagina, lasciando che il lettore sia rapito da ciò che osserva e, allo stesso tempo, rimanga spettatore non visto in questo vortice di luoghi, sensazioni, sentimenti e suggestioni. Le figure, coloratissime, danno un senso di vivacità e spensieratezza che smorza un po’ il fil rouge della storia: quell’ansia generazionale che induce a sentirsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, proiettati in un futuro che non c’è con a fianco persone che spariscono.
Tutto questo percorso ascendente di emozioni vi riserverà sicuramente il piacere di una lettura che mira a sfatare molti miti e molti luoghi comuni, con un pizzico di consapevolezza in più e tanto trasporto emozionale.

Alessandro Baronciani, classe 1974, è nato a Pesaro, ma ha lasciato che Milano divenisse la sua seconda casa. Artista poliedrico, è fumettista, illustratore, art director, grafico, cantante e chitarrista nel gruppo punk Altro, ha inoltre dato vita al progetto new wave Tante Anna. Ha collaborato con La Repubblica XL e Rumore Magazine. Nel 2006 pubblica “Una storia a fumetti”, raccolta delle sue prime autoproduzioni, che sarà poi seguita da “Quando tutto diventò blu” e “Le ragazze nello studio di Munari”, tutti e tre editi da Black Velvet. Nel 2013 esce il suo primo lavoro per Bao Publishing, la sua “Raccolta – 1992/2012”. Suo è anche “I quit girls”, libro di illustrazioni tutte dedicate alle ragazze. Le sue tavole trasudano naturalezza ad ogni tratto: è capace di delineare le figure dei suoi personaggi lasciando che siano in armonia con l’ambiente circostante. Fa uso di colori vibranti e pieni, crea realtà assimilabili a quelle di Roy Lichtenstein e della pop art, solo più piene.

Colapesce (pseudonimo di Lorenzo Urciullo), classe 1983, è un cantautore siciliano. Inizia a fare musica fin da giovanissimo: già nel 1998, registra un brano insieme a Roy Paci; successivamente è tra i fondatori degli Albanopower, formazione con cui realizza un tributo all’album “Mellon collie and the infinite sadness” degli Smashing Pumpkins, facendosi notare persino da Billy Corgan, frontman del gruppo statunitense. Sceglie il suo pseudonimo (nome che poi farà da titolo al suo primo EP, estendendosi anche alla formazione che lo accompagna da solista) dalla “Leggenda di Colapesce”, risalente addirittura al XII secolo: Nicola “Cola Pesce” è un ragazzo che viene maledetto dalla madre per le sue continue immersioni, diventando un pesce in tutto e per tutto. Cola si ritrova così a dover trovare rifugio tra le onde, facendosi inghiottire ogni volta da pesci più grandi di lui per poi uscire tramite un taglio nel ventre. Suo album d’esordio è “Un meraviglioso declino” (24 Records, 2012), con cui vince la Targa Tenco e il P.M.I. Lo scorso febbraio è uscito il suo nuovo disco, “Egomostro”. La collaborazione con Baronciani per “La distanza” rappresenta la sua prima esperienza nel mondo di fumetti e graphic novel.

Source: libro del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Annunci

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: