:: VersOriente – La Cina sono io, Xialou Guo, (Metropoli d’Asia, 2014) a cura di Viviana Filippini

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Cosa può accadere ad una traduttrice impegnata a trasporre dal cinese all’inglese un misterioso diario manoscritto? Per scoprirlo dovete addentrarvi nelle pagine de La Cina sono io, della scrittrice Xialou Gou, pubblicato in Italia da Metropoli d’Aisa. Iona vive a Londra, dove lavora per una casa editrice che le affida la traduzione di una serie di lettere e di un diario scritti in cinese. La ragazza, che ha una vita sociale un po’ caotica e complicata, si immergerà a tal punto nel lavoro affidatole, da entrare in contatto con una storia che, ideogramma dopo ideogramma, la cambierà per sempre. Quella che emerge dai testi è l’esistenza di un certo Jian, un giovane artista punk finito in prigione per le sue azioni ritenute sovversive dal governo cinese. Jian, una volta scarcerato finirà, prima in un centro per immigrati in Inghilterra, poi in Svizzera. Accanto ai suoi scritti, quasi indecifrabili, Iona traduce anche lettere dalla calligrafia equilibrata e ordinata, che non appartengono per niente al tormentato punk. Le altre lettere sono quelle della giovane Mu, la fidanzata di Jian, un’aspirante poetessa. Le epistole che Iona traduce le permetteranno di scoprire come tra Jian e Mu ci siano il desiderio di esprimersi in libertà e un profondo legame che va ben oltre l’amicizia. Il loro è vero amore, un sentimento purtroppo messo in crisi da una serie di drammatici fatti –tra i quali il massacro di Piazza Tienanmen- che li porteranno sì ad allontanarsi, ma anche a cercarsi sempre. Iona legge e traduce il materiale ricevuto riuscendo a capire dove il punk potrebbe trovarsi e la sofferenza che ha caratterizzato la vita di Jian. Il giovane è figlio di un importante uomo del partito cinese, che non ha esitato a lasciare il piccolo Jian e la madre per costruirsi un’altra famiglia. Il protagonista ha con il genitore un rapporto conflittuale e i dissidi tra i due emergono netti e taglienti nei loro pochi incontri. Jian decide di usare la musica e la scrittura per far sentire la sua voce e comunicare ai giovani cinesi la necessità di un cambiamento che porti ad una nuova Cina, più libera e democratica. Una Cina fatta di persone e non di organi amministrativi sempre pronti a limitare la libertà umana. Iona rimarrà colpita da ogni singola parola tradotta e farà tutto il possibile per far ritrovare Jian e Mu e per rendere pubblica la loro vicenda. Il libro d Xialou Guo è costruito come un diario che si svela agli occhi del lettore grazie al sapiente e accurato lavoro di traduzione di Iona, e anche a quello della traduttrice reale Gaia Amaducci. Allo stesso tempo il romanzo è un documento di un’importante storia d’amore tra giovani che vivono in una società sempre pronta a controllarli e a reprimere ogni anelito di libera espressione. A comunicare il profondo disagio e il tormento di non riuscire a fare abbastanza per il proprio paese c’è la musica di Jian e quel manifesto scritto di suo pugno che da lui passerà Mu, per arrivare a Iona e, da lei, a noi lettori. Il romanzo ha un intreccio solido, ben costruito, che racconta con lucidità e attenzione la Cina degli ultimi anni, mostrandola come una società che, da un lato, non accetta chi la pensa in modo diverso dal sistema (Jian) e, dall’altro, non ammette nemmeno le critiche (ad un certo punto l’editore inglese di Iona sarà “invitato” dal governo cinese e non azzardarsi a pubblicare i diari di Jian). La Cina sono io di Xiaolu Gou racconta sì le vicende umane di due giovani innamorati, ma allo stesso tempo restituisce a noi lettori un quadro storico della Cina contemporanea, dove la libertà non è per tutti.

Xiaolu Guo. Nata in un villaggio della Cina meridionale nel 1973, Xiaolu Guo è scrittrice e regista. È autrice di romanzi, poesie e saggi, in cinese e inglese, che sono stati tradotti in diverse lingue. Il suo libro più famoso, Piccolo dizionario cinese-inglese per innamorati, ispirato a Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes, è stato pubblicato in Italia nel 2007 (Rizzoli). Nel 2013 è stata inserita nel “Granta’s Best of Young British Novelists” (con un estratto di La Cina sono io, pubblicato quest’anno dalla Random House), che in passato ha promosso autori del calibro di Martin Amis, Kazuo Ishiguro, Ian McEwan, Zadie Smith. Come regista e sceneggiatrice ha realizzato vari documentari e film, tra cui Once Upon a Time Proletarian, presentato al festival di Venezia, e She, a Chinese, vincitore del Pardo d’Oro al festival di Locarno nel 2009. Dal 2002 vive a Londra.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Riccardo dell’Ufficio Stampa Metropoli d’Asia..

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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