:: Le serenate del Ciclone, Romana Petri, (Neri Pozza, 2015) a cura di Elena Romanello

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Dopo aver raccontato storie di personaggi d’invenzione, stavolta Romana Petri si confronta con la reale vicenda di suo padre, Mario Petri, cantante lirico e attore caratterista in tanti film tra spaghetti wester e peplum nella Cinecittà del boom economico.
Un padre eccessivo, bellissimo, attaccabrighe, sbruffone, con delle intransigenze politiche e su alcune persone, e con non poche fragilità, soprattutto quando la carriera cominciò ad andare male e una vita da sogno e da divo diventò presto una dura lotta per la sopravvivenza: una vita che si è dipanata dal 1922 al 1985, e che l’autrice racconta con i toni dell’epica, restituendo il destino di un padre che lei ha comunque amato tantissimo e che ci ha messo decenni prima di ritrovare nelle pagine del libro.
Le serenate del ciclone (ciclone era il soprannome di Mario Petri) è diviso in due parti: nella prima si ricostruisce l’infanzia, adolescenza e giovinezza picaresche del protagonista, tra fascismo, lotta partigiana, scoperta di due passioni, il pugilato e il canto lirico, con toni romanzeschi. Nella seconda parte arriva la figlia, Romana, bambina che cresce in un ambiente ricco e pieno di stimoli, per poi assistere pian piano alla decadenza di un papà che lei non smette di amare, ricambiata, mentre restano esclusi da questo rapporto unico la mamma, che affronta nel corso degli anni vari problemi di salute, e il fratello minore, nato in un momento non più di auto sportive, villa, soldi, ma di ristrettezze.
Un libro che racconta vari decenni di storia italiana, dalla dittatura fascista alla guerra, e soprattutto del boom culturale del dopoguerra, con la Hollywood sul Tevere a Cinecittà in cui tanti attori, spesso imprestati da altre arti, come la musica lirica nel caso di Mario Petri, in quello che fu un momento magico e poi molto rimpianto dopo: senz’altro è interessante per chi ha vissuto quell’epoca, ma anche per chi, più giovane, non ha conosciuto questi momenti, e magari ha sentito solo alcuni nomi, come quello di Sergio Leone, grande amico di Mario Petri e a cui l’autrice dedica alcune delle pagine migliori e più curiose.
La storia di Mario Petri racconta un eroe per sua figlia, senza nascondere però i difetti di un padre a cui l’autrice dedica alla fine alcune frasi lapidarie e strazianti, mostrando l’incapacità di superare per sempre il lutto per la perdita degli affetti più stretti: ma il libro non è comunque patetico, è gustoso, divertente, eccessivo, boccacesco e chiunque sia vissuto in quegli anni, anche da giovanissimo, troverà qualcosa di suo, anche solo la citazione di un programma tv.
Non una storia universale dell’amore filiale e paterno, ma una vicenda personale, eccezionale e unica, universale e particolare: Le serenate del ciclone non vuole essere né esemplare né agiografico, ma raccontare una realtà, una famiglia, un momento, un lutto. E non è poco.

Romana Petri è nata a Roma e vive attualmente tra questa città e Lisbona. Ha ottenuto numerosi premi come il Premio Mondello, il Rapallo Carige, il Grinzane Cavour e il Bottari Lattes. Traduttrice, editrice e critico letterario collabora con Tuttolibri La Stampa, il Venerdì di Repubblica, Corriere della Sera e Il Messaggero. È tradotta in Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo.

Source: libro proposto al gruppo di lettura Neri Pozza.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: Le serenate del Ciclone, Romana Petri, (Neri Pozza, 2015) a cura di Elena Romanello”

  1. athenabruna Says:

    Ho letto, di Romana Petri, Figli dello stesso padre; mi sono interessata a questo romanzo perché gareggiò per lo strega e mi ha delusa molto. Ho odiato tutti i suoi personaggi, che ancora ricordo con fastidio. La tua recensione di questa sorta di biografia, tuttavia, mi ha incuriosita e non escludo che possa riprendere a leggere Romana Petri: magari Mario è molto più simpatico dei suoi personaggi. Buona giornata!

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