:: Furto di Natale, Raffaella Ferrari

regali-natale

Il disordine regnava sovrano nel grande salone dai pavimenti di marmo di Carrara. Il maresciallo Saverio Lo Giudice si guardò intorno. Le due poltrone Frau di pelle erano rovesciate, i tendaggi di broccato rosso risultavano malamente strappati, diversi soprammobili giacevano in terra rotti. Un tagliapizza era abbandonato sopra il prezioso tappeto persiano anch’esso ammucchiato in un angolo.
La contessa Bianca Maria De Mastri piagnucolava seduta sul divano bianco. “i miei preziosi quadri, i miei preziosi quadri, tutti scomparsi, rubati… Proprio la notte di Natale…” Ripeteva fra le lacrime come fosse una filastrocca senza senso, una nenia infantile.
Dalle pareti, infatti, pendevano diverse cornici prive di tela. Saverio le esaminò da vicino e si accorse che i dipinti erano stati asportati con  tagli netti. Facile e pulito, pensò. I ladri avevano portato via solo la tela: Probabilmente dopo averla recisa dalla cornice l’avevano arrotolata.  Avevano così potuto accaparrarsi diverse tele occupando poco spazio.
La grande vetrata che dava sulla scogliera a picco sul mare era frantumata. I vetri erano finiti tutti sugli scogli sottostanti.
Il brigadiere Sarrino, braccio destro del maresciallo, si rivolse al suo superiore con tono confidenziale. Collaboravano da anni ormai, nella piccola caserma rosa di Portovenere, e il loro rapporto travalicava quello di lavoro per rasentare quello di una vera amicizia.
“La situazione è chiara” disse  “mentre la contessa era alla messa di Natale i ladri si sono arrampicati su per la scogliera, che avranno raggiunto in barca, poi hanno sfondato il vetro della porta-finestra e sono entrati. Con quel tagliapizza hanno asportato le tele e sono scappati con il loro bottino da dove sono venuti…”
Saverio Lo Giudice guardò di nuovo il salone, dove l’enorme albero di Natale , rimasto clamorosamente intatto, sembrava ammiccare con le sue luci al led intermittenti.
Si voltò verso la contessa.
“I quadri erano assicurati?” Chiese.
“Certamente…”
“Chi altro vive nella villa?”
“Solo i domestici, ma, chiaramente, questa notte erano in libertà”
“Chi era a conoscenza dell’assicurazione sui dipinti?”
” Nessuno naturalmente! Non ho familiari  che risiedano vicino e non metto certo al corrente la servitù dei miei interessi!”
“Bene. Se le cose stanno così la dichiaro in arresto per frode dell’assicurazione…”
“Ma è impazzito?!” Protestò la donna rossa in volto per la rabbia “lo sa chi sono io?”
“Sì. Una bugiarda!”
Bianca Maria si alzò furente e minacciosa
“Spero che sappia quel che dice, maresciallo, e che abbia le prove! Altrimenti i suoi superiori saranno informati della sua sfacciata incompetenza” urlò rabbiosamente, agitando il bastone che portava sempre con sé.
“Certo, contessa. Lei é colpevole. E ora le dimostro anche perché.  Per cominciare i vetri rotti della finestra sono verso l’esterno. Questo significa che il colpo che ha infranto la vetrata è stato sferrato da qualcuno che si trovava in questo salone. In caso contrario, infatti, se chi ha rotto i vetri fosse stato all’esterno, in bilico sulla scogliera, i frammenti sarebbero stati qui, sul pavimento. E perché qualcuno che era già dentro avrebbe dovuto rompere la finestra se non per farci credere a un’effrazione che invece non c’è stata? E poi c’è la faccenda del tagliapizza. Nessun esperto di arte farebbe mai una cosa simile: Tagliare una preziosa tela con un aggeggio del genere equivarrebbe a danneggiarla irrimediabilmente. Invece i tagli sulle tele sono netti, perfetti. E lei come tutti sanno è un’esperta d’arte. Non avrebbe potuto sopportare che i suoi meravigliosi dipinti venissero danneggiati, neanche per riscuotere il premio dell’assicurazione. Però ha voluto lasciare il tagliapizza in bella mostra per convincerci che a rubare i quadri fosse stato qualcuno poco esperto, qualche ladro occasionale. E anche il disordine nella stanza è esagerato per dei ladruncoli che poi hanno portano via solo tele… Non ho dubbi contessa, confessi!”
“Che tu sia maledetto!” Urlò la contessa cerea in volto “non avrai mai una confessione da me!”
“Non ce ne sarà bisogno, mi dia il suo bastone da passeggio…”
“No…”
Il brigadiere, rispondendo ad un’occhiata di Lo Giudice, le strappò il bastone di mano e lo porse al maresciallo che, lesto, svitò il gommino sul fondo. Il bastone era vuoto all’interno e dalla cavità uscirono le quattro tele arrotolate.
Di fronte all’evidenza la contessa Bianca Maria De Mastri emise un grido animalesco e svenne fra le braccia dell’attonito brigadiere Toni Sarrino.

Raffaella Ferrari è nata a La Spezia e i gialli sono la sua passione. Dopo la laurea in Filosofia, ha partecipato a diversi premi letterari ottenendo buoni riconoscimenti. Al suo attivo ha la pubblicazione di diversi romanzi gialli, tutti ambientati nella Provincia della Spezia (da Sarzana, a Cadimare, alle Grazie e Portovenere. Numerose nel tempo anche le collaborazioni con riviste letterarie (fra le quali “Storia e Dossier – Giunti Editore”), web magazine (“Pensalibero.it” e “O Magazine”) e riviste locali (“La Spezia Oggi”, “Gazzetta della Spezia”, “I Ragazzi di Piazza Brin” e “Cadimare… sapori e colori del Golfo”). Ha inoltre condotto una trasmissione televisiva per una rete locale dal titolo “Sanremo Dossier”. Vive e lavora nella sua città natale, con suo marito, sua figlia Manuela e il piccolo persiano Teddy Bear.

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Una Risposta to “:: Furto di Natale, Raffaella Ferrari”

  1. :: “Mandami un racconto” va in vacanza | Liberi di scrivere Says:

    […] Furto di Natale, Raffaella Ferrari – 21 dicembre 2015 […]

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