:: Era la Milano da bere – Morte civile di un manager, Alessandro Bastasi (Fratelli Frilli, 2016)

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Che Milano non sia più la Milano da bere della pubblicità dell’Amaro Ramazzotti, emblema dei craxiani e rampanti anni Ottanta, sembra un dato di fatto, quasi un mantra da ripetere in questi anni di recessione e di crisi economica, che sembrano travolgere tutto e tutti, diffondendo la povertà in strati sociali un tempo immuni. Disoccupazione, licenziamenti, ditte che falliscono, imprenditori che si suicidano, ormai non si contano sui giornali episodi di questo tenore, che a ben vedere non fanno neanche più notizia tanto sono la normalità. E proprio da quel vecchio slogan pubblicitario entrato nell’uso comune  Alessandro Bastasi ha preso spunto per il titolo del suo nuovo noir, Era la Milano da bere – Morte civile di un manager, edito da Fratelli Frilli editore.
Un noir insolitamente duro, cattivo, per certi versi anche sgradevole nel caratterizzare gli aspetti sgradevoli di una società sempre più gretta e in declino. Il materialismo edonista, il carrierismo rampante, l’usare come trofei i beni di lusso di una società vuota e patinata, tutt’apparenza come uno spot pubblicitario di Adrian Lyne, sembrano realtà che continuano ad esistere nei loro aspetti più deleteri, deprivate e svuotate dalla ricchezza e dall’ottimismo che tali cose ancora possedevano negli anni del boom, nell’Italia degli yuppie, modello sociale rubato oltre oceano.
La crisi ha lasciato in piedi solo i fondali di carta pesta della Milano da bere, le ombre di un’ impalcatura ormai arrugginita, come in un’ immensa terra desolata senza speranza di riscatto. E Bastasi in questo scenario mefitico, e per certi versi tragicamente grottesco che è ormai la realtà di tutti i giorni, ambienta la storia tragica e disperata di Massimo Gerosa, ex-manager in carriera, pieno di quei vecchi sogni e valori, anacronistici e ormai inutili. Vive in una Milano che non c’è più Massimo Gerosa e quando un tragico giorno la sua azienda, un colosso dell’informatica, lo mette alla porta, licenziandolo senza motivo apparente, per lui è la fine, l’inizio di una discesa, non solo economica, verso il baratro, perché non si limitano a licenziarlo ma mettendo in circolazioni un video in cui fa uso di cocaina, gli pregiudicano ogni possibilità di trovare lavoro altrove.
Perderà quindi il lavoro, la casa, la famiglia (moglie e figlia), le illusioni di ricchezza e di successo, finirà a dormire nel suo SUV (un tempo status symbol per eccellenza) come un barbone, finirà per diventare tutto ciò che aveva sempre disprezzato, l’ultimo ingranaggio della scala sociale, il fallito per eccellenza. Poi un giorno una specie di ancora di salvataggio gli arriva da chi non se l’aspetta, un’ offerta di lavoro come guardiano notturno nella sede di un movimento di estrema destra. Finalmente un tetto di nuovo sulla testa e un odio condiviso fatto di razzismo e di antisemitismo. Vendicarsi, già vendicarsi sarebbe una buona ragione per vivere ancora se lui fosse un guerriero, ma già fatica a capire come tutto ciò sia potuto succedere, fatica a capire chi possa averlo odiato tanto da architettare la sua morte civile e soprattutto perché Roberto Modigliano, il padrone della sua ex azienda, si sia prestato a questa farsa del licenziamento. Scoprirà tutto Massimo Gerosa, anche le ragioni più inconfessabili, i ricatti, il marcio dietro le reputazioni più irreprensibili, e naturalmente gli servirà a poco.

Alessandro Bastasi è nato a Treviso nel 1949. A 27 anni si è trasferito a Milano, dove attualmente vive e lavora. Con un passato di attore teatrale, a Venezia ha recitato al teatro Ridotto con il mitico Gino Cavalieri, ha continuato in seguito a calcare le scene fino all’ultima partecipazione nell’atto unico Virginia (2010) di Giuseppe Battarino e altri. Nella seconda metà degli anni ’70 ha scritto numerosi articoli di argomento teatrale per riviste del settore (“Sipario”, “La Ribalta”). Tra il 1990 e il 1993 ha vissuto a Mosca. Gli avvenimenti di quegli anni – di passaggio dall’URSS alla nuova Russia – gli hanno dato materia per il suo primo romanzo La fossa comune, pubblicato nel 2008 e ambientato nella capitale russa. In seguito ha dato alle stampe: La gabbia criminale (romanzo, Eclissi Editrice 2010), Città contro (romanzo, Eclissi Editrice 2011), Ologrammi (racconto, MilanoNera Edizioni 2012), La caduta dello status (racconto pubblicato sul quotidiano “Il Manifesto” 2012), Cronaca di un’apocalisse annunciata (racconto, nell’antologia Cronache dalla fine del mondo, Historica Edizioni 2012), La scelta di Lazzaro (romanzo, Meme Publishers editore 2013), Milan by night (racconto, nell’antologia Una notte a Milano, Novecento Editore 2014). Altri racconti sono presenti in vari siti letterari.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo l’ufficio stampa Fratelli Frilli.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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