:: La via oscura, Ma Jian (Feltrinelli, 2015) a cura di Andrea D’Angelo

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Ricordo che da bambino mi spiegarono che scientificamente, o per meglio dire, secondo una certa visione scientifica, lo scopo della vita sarebbe la riproduzione, in altre parola la conservazione della specie stessa.
In questo senso, se l’uomo è visto nel suo essere anch’esso animale, condividerebbe con tutte le altre specie lo stesso unico scopo. Per chi invece vede l’uomo diverso dalle altre specie l’esistenza dell’essere umano sarebbe votata ad altro, un qualcos’altro di indefinito, che quasi si definisce nel divenire stesso.
Quale sarà allora poi veramente il quid che identifica l’importanza per l’uomo di avere figli e quanti se ne vuole? La vicenda di Meili e Kongzi ne La via oscura (Feltrinelli 2015) di Ma Jian mi è sembrata articolarsi su questa domanda. Lo spirito bambino che li guarda da fuori non sembra voler sapere altro.
Il contesto è la ben nota politica del controllo delle nascite nella Repubblica Popolare Cinese. Su questo sfondo si scontrano i bisogni materiali di un Paese dal pugno duro, che propaganda la necessità di essere di meno per essere tutti più ricchi e quelli dell’uomo in quanto uomo, oltre tutte le sue specificazioni e desideri del singolo. È un’entità singola e plurale allo stesso tempo, che a volte si avvale degli ideale della tradizione confuciana e a volte solo delle idee di un presunto buon senso, che a volte predilige il bisogno di un figlio maschio e a volte di un figlio, che anche se figlia, realizzi il sogno di un appagamento presente e futuro. La via oscura è però anche la storia di un viaggio, pieno di riferimenti simbolici tra antico e moderno, che finisce spesso per trasfigurare inferni d’inquinamento in paradisi artificiali.
Sul finire della politica del figlio unico Ma Jian si interroga, attraverso questo viaggio, sul senso materiale e astratto dei bisogni umani, lasciandosi dietro di sé più domande che risposte.

Ma Jian è nato in Cina, a Qingdao, nel 1953. Ha lavorato come riparatore di orologi, pittore di poster di propaganda e fotoreporter per una rivista diretta dallo stato. A trent’anni, abbandona il lavoro e viaggia per tre anni attraverso la Cina, un viaggio poi descritto nel suo libro Polvere Rossa (Neri Pozza, 2002). Nel 1987 pubblica la raccolta di racconti sul Tibet Tira fuori la lingua (Feltrinelli, 2008), libro che gli costa la condanna pubblica del governo cinese, il bando delle sue opere e lo spinge all’esilio a Hong Kong. Dopo la restituzione dell’isola alla Repubblica Popolare Cinese, si trasferisce in Europa, prima in Germania e poi a Londra dove vive tuttora. Malgrado le sue opere non possano essere pubblicate in Cina, Ma Jian ci torna regolarmente. Per Feltrinelli sono usciti: Spaghetti cinesi (2006), Tira fuori la lingua (2008), Pechino in coma (2009) e La via oscura (2015).

Source: ebook inviato dall’editore, ringraziamo Chiara dell’ Ufficio stampa Feltrinelli.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: La via oscura, Ma Jian (Feltrinelli, 2015) a cura di Andrea D’Angelo”

  1. Liberi di Scrivere | penelope a pretesto Says:

    […] :: La via oscura, Ma Jian (Feltrinelli, 2015) a cura di Andrea D’Angelo […]

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