:: Il futuro sarà di tutta l’umanità. Voci dal carcere, Antonella Speciale e Emanuele Verrocchi (Dissensi, 2015)

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Non sempre si finisce in carcere per avere davvero commesso un crimine, molti ci vanno da innocenti. Ma innocente o colpevole, chi subisce la privazione della libertà cambia, non è, e mai sarà, più lo stesso. Riflettevo su questo leggendo Il futuro sarà di tutta l’umanità. Voci dal carcere scritto da Antonella Speciale e Emanuele Verrocchi ed edito da Dissensi. E questo sottile libretto di poco più di 100 pagine, formato piccolo, invita a riflettere, sulla pena di morte (nel mondo), sul fatto che in Italia non ci sia una legge che regolamenta il reato di tortura, che il sovraffollamento delle carceri impedisce il minimo rispetto dei diritti umani, che ci potrebbero essere forme alternative alla detenzione, forse più efficaci, forse più umane. Insomma questo libro scritto da una volontaria e da un rappresentante sindacale, ci spinge a pensare a cose che di solito preferiamo ignorare, perché sono temi che ci riguardano tutti, perché tutti un giorno potremmo essere accusati ingiustamente di qualche crimine, e finire in carcere. E perché i diritti umani dovrebbero essere un tema di tutti, anche quando si tratta di colpevoli. Il dibattito è senz’altro delicato, ed è difficile che leggendo questo libro si cambino le proprie radicate convinzioni, ma è una lettura che consiglio, un testo che merita attenzione. Ci pone in un punto di vista differente, ci permette di vedere le cose con gli occhi dei volontari che tutti i giorni hanno a che fare con i detenuti, che siano adolescenti, che siano terroristi o mafiosi, o semplici “delinquenti” comuni, (avremo anche modo di leggere le loro testimonianze, vedere le cose dai loro punti di vista). Per quanto possa sembrare paradossale un crimine ha in sé la sua pena, lo stato ha il dovere di tutelare la collettività e la stessa Costituzione lo prescrive, più che punire il compito della giustizia, del diritto, del sistema penale è quello di riabilitare il condannato, dandogli gli strumenti per ridiventare un cittadino attivo, che lavora, che paga le tasse, che non è un pericolo, o una minaccia, per la collettività. E tutto ciò è affidato ai volontari, alle cooperative sociali, agli stessi direttori di strutture detentive, alle guardie carcerarie. Suicidi, violenze, solitudine, separazione dai propri cari, sono pene accessorie, superiori al semplice isolamento e alla privazione della libertà ovvero all’impossibilità di delinquere ancora. La strada sarà lunga, solo l’anno scorso hanno abolito gli ospedali psichiatrici giudiziari, (se vogliamo l’inferno nell’inferno), e forse arriverà il giorno in cui sarà abolito il carcere ostativo, fine pena mai, o il carcere stesso. Si dovranno trovare delle alternative, sarà necessario trovarle. E nel suo piccolo anche questo libro avrà contribuito a questo.

Antonella Speciale, vive in Sicilia e da anni si occupa di Laboratori di scrittura autobiografica e creativa negli Istituti penali per minori e adulti. Laureata in Lingue e letterature straniere, ha pubblicato opere di poesia e narrativa, articoli inerenti alla questione carceraria, ed ha partecipato ai seminari del Progetto Memoria di Sensibili alle foglie sugli anni ’69- 89 (lotta armata, nascita del 41 bis, tortura ecc.). Destini Dentro, 2013, edito da Sensibili alle foglie, è la sua ultima opera di narrativa.

Emanuele Verrocchi, vive a Sulmona, in Abruzzo; sindacalista della CGIL, da novembre 2012 è Segretario Generale della Fillea Cgil della Provincia dell’Aquila. Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, si occupa, per il sindacato, anche di immigrazione e di politiche per la legalità.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Costanza dell’Ufficio Stampa Dissensi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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