:: I giorni dell’amore e della guerra, di Carla Maria Russo (Piemme edizioni, 2016) a cura di Elena Romanello

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Dopo La bastarda degli Sforza Carla Maria Russo torna a occuparsi di Caterina Sforza, in un secondo e conclusivo volume, I giorni dell’amore e della guerra, che racconta gli anni della maturità e della vecchiaia di quella che è stata una delle figure femminili più interessanti e rappresentative del Rinascimento italiano.
Certo, perché Caterina Sforza non è una cortigiana indomita alle prese con avventure improbabili come andava di moda nel romanzo storico per fortuna qualche anno fa, ma una donna reale, in una situazione di giochi di potere tra Papato e principati, in un’epoca di violenza ma fondamentale per la cultura della nostra penisola.
Il primo romanzo, La bastarda degli Sforza, raccontava in maniera più intimista e personale gli anni dell’infanzia e della giovinezza di Caterina, tra matrimoni imposti e intrighi. Qui la storia diventa più collettiva, Caterina continua a lottare per i suoi figli, per un amore che finalmente trova e contro le mire innanzitutto dei Borgia, in un affresco realistico e appassionante del periodo storico tra Quattro e Cinquecento. Il primo romanzo era quindi il ritratto di un’eroina reale ma talmente interessante da essere romanzesca, il secondo invece traccia la storia di un’epoca, che non fu certo clemente con lei ma che le permise alla lunga di trovare un suo equilibrio almeno per gli ultimi anni della sua vita.
Carla Maria Russo racconta anche questa volta una storia reale al femminile nella Storia italiana, coniugando rigore storico, tutto quello che è raccontato è reale, tra prosa e richiamo a documenti veri, e passione per il romanzesco, in un altro libro da non perdere se si ama il genere, su una figura di cui forse non si parla mai abbastanza.
Anche perché Caterina, vedova tra gli intrighi dei Borgia e di Ludovico il Moro, pronta a trovare l’amore con un umile stalliere Giacomo Feo e a difendere il suo dominio su Imola e Forlì, amica di Leonardo da Vinci, è un personaggio che non si dimentica, vivo e reale a distanza di secoli, per chi magari oggi vive o visita da turista i luoghi della sua vicenda umana.
Alla fine, la si lascia con rimpianto, confidando nel fatto che Carla Maria Russo proporrà presto qualche altra eroina storica degna di lei, magari facendo scoprire un’altra vicenda reale rimasta nascosta.

Carla Maria Russo vive e lavora a Milano, e da anni è appassionata di ricerca storica. Le biblioteche dove effettua questo suo lavoro sono diventate la sua seconda casa. Ha pubblicato presso Piemme vari romanzi storica, come La sposa normanna, storia di Costanza d’Altavilla, Il Cavaliere del Giglio, su quel Farinata degli Uberti cantato da Dante, La regina irriverente, sulla leggendaria Eleonora d’Aquitania, L’amante del doge, ritratto della Venezia settecentesca, Lola nascerà a diciott’anni, un affresco della Milano sotto la Resistenza, e alcuni libri di storia per bambini presso il Battello a Vapore.

Source: dono privato ricevuto dal recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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