:: Ave, Blog, morituri te salutant

dinosauro-con-i-tacchi-e-gli-occhiali-001Riflettevo (non c’è niente di meglio da fare nelle noiose domeniche pomeriggio). Vi ricordate la storia che lega dinosauri e blog? Evan Williams, cofondatore di Twitter e CEO di Medium, l’anno scorso al Summit i2 a San Francisco se ne uscì con una bizzarra profezia che gettò il web nel caos (durò poco, come sempre, il tempo di metabolizzare le notizie ormai è velocissimo). Vi rimando a questo articolo per rinfrescarvi la memoria. Blog e siti web? Scompariranno entro tre anni. In sintesi comunque si può dire che il futuro del web risieda nel social blogging, non più isole solitarie dove il blogger è il re ma tante o poche (queste sì elefantiache) strutture comunitarie sempre più evolute.

Che Williams tirasse acqua al suo mulino è indubbio, ma è anche vero che queste strutture già esistono. Il mio blog per esempio risiede e prospera sulla piattaforma WordPress, che in un non lontano futuro potrebbe diventare una versione ancora più estesa e libertaria di Medium. Chi può dirlo?

Recentemente un amico, un blogger di quelli bravi, ha chiuso il suo blog ed è passato a Medium, seguendo il consiglio di Paul Boutin [consiglio che già dava nel lontano (anni luce ormai) 2008]. Non certo per sete di guadagno. Su Medium gli ospiti non guadagnano niente. Evan Williams al contrario presumo di sì. Ma naturalmente non è questo il punto. Il punto è che personalmente sono legata all’idea, non priva di un anarchico soif de vivre, che il mio blog (anche se collettivo, sono o non sono proiettata nel futuro :)) sia la mia casa, il mio spazio dove esprimermi, non condizionato da logiche di mercato, brand e via discorrendo.

Ma non viviamo nel migliore dei mondi possibili quindi anche noi idealisti senza speranza dobbiamo mettere d’accordo il pranzo con la cena, per cui è indubbio che una struttura che nel lungo periodo non diventa autosufficiente e produttiva è destinata a estinguersi. Io nel mio piccolo sto lottando perché ciò non avvenga, ma molto spesso ho la sensazione di combattere contro i mulini a vento, novella Don Chisciotte.

Dunque è anche possibile che Evan Williams non abbia sparato cavolate a caso (apprezzate il mio bon ton) anche se molto di quello che dice va preso con le pinze ed è molto probabile che tra (ormai) due anni, saremo ancora tutti qui, ognuno trincerato nelle sue posizioni. A caldo molti infatti alzarono gli scudi e si opposero al bieco capitalismo di chi voleva strutture centralizzate per fare il bello e cattivo tempo (e guadagnare vagonate di soldi, ben di più della semplice sussistenza). Ora anche lì se c’è una comunità di pensiero è anche giusto che anche i guadagni vadano condivisi. O siamo punto da capo, si cade sempre nel solito bieco monopolismo.

Ecco a questo pensavo, e dato che domani è lunedì ma nello stesso tempo è il 25 aprile, avrete tutto il tempo di dire la vostra se vi va. Mi piacerebbe molto aprire un dibattito. Cosa pensate voi lettori per me è importante. Vi aspetto.

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6 Risposte to “:: Ave, Blog, morituri te salutant”

  1. Davide Mana Says:

    Faccio il primo 🙂
    Io credo che blog e social media debbano essere valutati sulla base delle caratteristiche specifiche: ci sono cose che su Twitter non potrò mai fare, ma che sono quasi la funzione naturale di un blog – e viceversa.
    Uno studio recente dell’Università di Londra ha dimostrato, dati alla mano, che non solo cambiano le funzionalità dei diversi social network, ma che, culturalmente, popolazioni diverse usano in maniera diversa i social, a fini differenti e con dinamiche diverse.
    Quindi, con buonapace di Mr Williams, credo che prevedere il corso dell’evoluzione sia – in ambito tecnologico così come in ambito biologico – un esercizio divertente ma sostanzialmente inutile.
    Non credo che i blog scompariranno – ma forse dovranno cambiare per sopravvivere. Non c’è nulla di male in questo.

    • liberidiscrivere Says:

      Sì, sono perfettamente d’accordo. L’evoluzione dei blog è inevitabile, anche se forse non nella direzione auspicata da Williams. Se dobbiamo fare i visionari, vedo tante comunità autonome e indipendenti anche se collegate. Il centralismo a tutti i costi un po’ mi spaventa e mi porta alla mente solo regimi autoritari, che siano politici o economici. Per molti i blog sono una conquista, di libertà innanzitutto, non ci rinunceranno così allegramente.

  2. Davide Mana Says:

    Il blog è uno strumento più lento e più flessibile di un account Facebook o Twitter – per certi versi.
    Di sicuro dovrà cambiare il modo in cui i contenuti vengono proposti, e probabilmente molti blog che hanno aperto “perch* sì” chiuderanno davanti ad un calo delle visite. Ma per fare certi discorsi, e farli in un certo modo, su certi argomenti, il blog resterà la piattaforma più adatta, e molti blog sopravviveranno.
    Poi, certo, l’Italia fa caso a parte, sempre e comunque, ma questo significa anche che potremo osservare i cambiamenti nel resto del mondo e prepararci per quando il momento arriverà anche da noi.

    • liberidiscrivere Says:

      Sì, io apprezzo il sistema “blog” molto di più di quello social, troppo veloce e dispersivo. Le notizie muoino in un’ ora, e poi si pensa ad altro in un’ overdose di accumulo. Hanno studiato che produce endorfine, e nell’euforia sperano che la gente compri. Noi blog siamo molto più “umani”, in questo. Ed è il bello del gioco. Certo le regole cambieranno e magari si migliorerà. Ricordo Splinder che era una vera “comunità”, e la rimpiango ancora.

  3. mario Says:

    Fin quando i social blog saranno alla mercé degli algoritmi di selezione, quella non sarà un’alternativa valida. Prevedo invece la nascita di un social che questa selezione la farà in maniera guidata da parte degli utenti, o l’evoluzione degli attuali verso questa modalità. Sui social se non piaci agli algoritmi, semplicemente non esisti, neanche per i tuoi “amici”.

    • liberidiscrivere Says:

      Sono perfettamente d’accordo e se hai notato i social tendono a diventare servizi a pagamento, se sponsorizzi il tuo post hai possibilità che lo si legga, se no ciccia. Io per esempio ho pochissime visite dai social come Facebook o Twitter, il grosso delle visite mi arriva dai motori di ricerca, e per quanto riguarda Google il mio blog è piuttosto ben considerato. Non che io non faccia molto per postare contenuti sempre nuovi, non cloni etc… Senza Google, temo sarei invisibile o frequentata solo dai miei 4 amici.

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