:: Quando leggere diventa gustoso: i #bookbreakfast di Petunia Ollister – Intervista a cura di Viviana Filippini

Il Bambino magico. Petunia Ollister

© Petunia Ollister #bookbreakfast

Una mattina, navigando nel caotico e iper-affollato mondo di FaceBook, mi sono imbattuta in una foto dove compariva un libro (La versione di Barney di Mordecay Richler) in compagnia di una sfogliatina alle mele e di una tazza con del cappuccino. La cosa che mi ha colpito dello scatto fotografico è stata la perfetta corrispondenza cromatica tra la copertina del romanzo e il piattino con bevanda e spuntino messi lì a fianco. Poi, l’occhio si è spostato sulla foto del profilo: Petunia Ollister. Da quel giorno non ho mai smesso di seguire i suoi #bookbreakfast, un ottimo momento di relax per condividere nuove letture e colazioni. Per scoprirne di più ne parliamo con Petunia Ollister.

V: Chi è Petunia Ollister e cosa fa?

P: Petunia Ollister nasce dalle menti brillanti di un paio di amici, che anni fa hanno inventato questo personaggio. Ormai ha soppiantato la mia persona anagrafica, tanto che molto spesso mi capita di presentarmi con il mio vero nome e osservando la reazione sconfortata aggiungo timidamente Petunia suscitando il sollievo generale.

V: Come e quando è nato il progetto fotografico delle #bookbreakfast? Perché proprio la colazione?

P: Una mattina nel gennaio del 2014 mi sono resa conto che la copertina del libro che stavo sfogliando, Daily Dishonesty della graphic designer Lauren Hom, era dello stesso colore della tazza dalla quale stavo bevendo il mio caffè. L’istinto di fotografarli dalla cima di una scala, perfettamente a piombo, è stato immediato. Ho cominciato a condividere le mie letture a colazione su Instagram accompagnate da una tazza di caffè lungo, qualcosa – di solito dolce – da mangiare. Un’ossessione per i colori delle tazze e dei piatti, che richiamano rigorosamente i toni delle copertine e la maniacalità per le disposizioni simmetriche completano il quadro. Riassumendo in modo sufficientemente autoironico la mia mania per gli accostamenti cromatici, il rigore millimetrico e simmetrico e l’ossessione per lo scatto perfettamente perpendicolare da un’altezza fissa, è nato questo format diventato un apputamento fisso sul mio profilo Intagram per più di settemila appassionati di lettura.

V: Finalità del progetto e quanta visibilità hai riscontrato da quando hai iniziato?

P: Il progetto è nato in modo del tutto involontario, ma fin da subito ha avuto parecchio successo e mi sono resa conto, grazie ai commenti su Instagram, Facebook e Twitter – su cui ricondivido sempre gli scatti -, che era un modo leggero e semplice per avvicinare ai libri anche persone che non entrano mai in una libreria o tanto meno in una biblioteca. Il libro è un vettore di storie, forse reso un po’ troppo sacro da un certo radicalismo chic, il calarlo in un contesto molto quotidiano e divertente è un modo per dissacrare l’oggetto e rendere quotidiano e divertente il gesto di leggere.

V: In base a cosa scegli la colazione, l’agenda, la penna per gli appunti e la tovaglietta da abbinare a libro?

P: Quel che regola tutto sono lo stile e i colori della grafica di copertina. Per anni mi sono occupata di conservazione dei beni culturali – fotografie prima e libri poi – durante i quali ho maturato un certo interesse per le grafiche editoriali. In seconda battuta il tema del libro, grazie al qual scelgo gli altri oggetti ritratti negli scatti.

V: I libri gli scegli tu o sono proposti da editori?

P: La scelta è sempre insindacabilmente mia. Ho contatti con moltissimi uffici stampa che mi propongono nuove uscite, mi mandano schede, copertine e copie staffetta, ma sono sempre io che dopo attenta valutazione decido o meno se quel libro è adatto o meno al mio progetto.

V: Come e dove realizzi i tuoi scatti fotografici? (fai da sola, ti aiuta qualcuno, che mezzi usi e dove posti immagini)

P: Faccio tutto da sola, allestendo il set fotografico sul tavolo della mia cucina e poi salendo su una scala, da cui ad altezza fissa, scatto con il mio smartphone una trentina di scatti a piombo. Procedo poi a un minimo di correzione di colore, contrasti e ombre, per poi postare su Instagram e ripostare su Facebook e Twitter.

V: A colazione, con o senza libri, cosa mangia Petunia Ollister?

P: Mangio quel che vedete nelle mie foto, ossia di tutto. Biscotti, torte, pancake, bagel, yogurt, muesli, brioche, krapfen, panini. Compro tutto la sera prima, la mattina dopo scatto e, una volta scesa dalla scala, mangio, bevendo il mio caffè – conscia che i puristi dell’espresso stanno per inorridire – lungo americano con un po’ di latte freddo.

V: Quale è il libro più bello che hai letto, o al quale tieni di più, e quale colazione gli abbineresti e perché?

P: Non ho un libro preferito, o meglio ne ho tanti, ma forse il mio preferito ancora non l’ho letto o, più probabilmente, ancora non è stato scritto.
La mia colazione ideale è comunque salata, magari della sardenara – una pizza rossa, con capperi, olive e acciughe, tipica del ponente ligureoppure un club sandwich. Quindi spero che il mio libro venga pubblicato con una grafica di copertina adeguata.

V: Hai mai pensato di raccogliere tutte le foto dei #bookbreakfast in un libro?

P: Molti amici continuano a dirmi che dovrei farlo e io inizio a pensarci sul serio. Certo dovrei prima trovare un editore interessato a confezionare un libro piccolo e quadrato. Sto pensando di realizzare il merchandising dei #bookbreakfast, sempre su suggerimento di chi mi segue sui social. Vedremo.

V: Petunia legge libri cartacei o ebook?

P: Io leggo prettamente su carta. Preferisco il gesto, vedere la progressione delle pagine che diminuiscono. Sono abitudinaria e pigra, ma ultimamente mi sposto moltissimo e quindi ho ripreso in mano il mio eReader, esattamente come ho sempre fatto per i libri troppo voluminosi per venire in giro con me.

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