:: Un’ intervista con Serena Lavezzi

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Un’altra giovane scrittrice si affida al crowdfunding per vedere pubblicato il suo libro. Si chiama Serena Lavezzi, è piemontese, si è laureata in Storia all’Università degli Studi di Torino, e la piattaforma che ha scelto è Bookabook. Volete saperne di più? Seguiteci, l’abbiamo intervistata.

Benvenuta Serena su Liberi di scrivere e grazie di aver accettato questa intervista. Raccontaci qualcosa di te. Quanti anni hai? Dove sei nata? Che studi hai fatto?

Grazie per l’accoglienza calorosa, sono davvero felice di essere qui per la mia prima intervista. Ti racconto qualcosa, ho quasi trent’anni e sono nata ad Alessandria, mi sono trasferita solo di recente in provincia di Novara. Ho studiato storia all’università, è sempre stata una mia grande passione sin dai tempi del liceo. Forse è anche per questo che nel mio romanzo si fa riferimento a eventi storici e molti dei fatti che narro si ispirano a storie reali.

Come è nato il tuo amore per i libri? Quali sono state le tue prime letture? C’è qualcuno nella tua famiglia o nella scuola che ti ha trasmesso l’amore per i libri?

Sebbene i miei genitori siano sempre stati degli accaniti lettori, credo che l’amore che provo per libri e lettura si sia formato in modo indipendente. E’ nato nella prima adolescenza e da lì non ho mai smesso di leggere. Ho iniziato con la collana Piccoli Brividi, già a quel tempo mi interessavano i gialli e gli horror! Ricordo che alcuni dei primi libri che ho letto erano quelli della saga di Harry Potter e le Cronache dei Vampiri di Anne Rice. Poco dopo ho iniziato ad appassionarmi anche ai saggi storici e ai romanzi classici, li leggevo a scuola durante le interrogazioni dei compagni o nelle ore libere.

Da scrittrice esordiente quali sono le principali difficoltà? Trovi attenzione presso i mass media: blog, giornali, radio, tv?

La difficoltà maggiore, come puoi immaginare, è farsi conoscere. Il proprio lavoro può piacere o meno, i gusti son gusti, ma il vero scoglio è permettere alle persone di fare quella scelta. E’ arduo avere la possibilità di far valutare il proprio lavoro alla stregua degli scrittori più conosciuti. Per il mio romanzo ho trovato un ottimo riscontro dai blog letterari come il tuo, dai siti che si occupano di scrittura e dalle amicizie personali del settore che ho coltivato nel corso degli anni, facendomi conoscere con racconti e articoli online. La strada è tutta in salita, ma non ho paura! Bisogna impegnarsi a fondo per realizzare i propri sogni!

Spiegaci in parole semplici in cosa consiste una campagna di crowdfunding, ancor più con finalità artistiche, ovvero per la pubblicazione di un libro.

In realtà è molto semplice: per il mio romanzo ho organizzato una vera e propria raccolta fondi. I potenziali lettori possono leggere un’anteprima del romanzo gratis e disponibile online in vari formati. Se decidono di contribuire possono farlo comprando una copia.
Se raggiungo i 2000 euro il romanzo diventerà una pubblicazione e verrà distribuito in tutte le librerie, fisiche e online. I sostenitori riceveranno ciò che hanno comprato e gli eventuali doni. Se la campagna fallisce nessun problema, verranno rimborsati tutti i soldi.

Come hai scelto la piattaforma Bookabook?

In realtà sono stati loro a scegliere me! Da un paio di anni scrivo racconti a episodi sul sito The Incipit, gli organizzatori del sito hanno iniziato una collaborazione con Bookabook che cercava autori validi da supportare. Incipit mi ha proposto e la mia storia è piaciuta, così abbiamo iniziato a organizzare la campagna di crowdfounding.

Parlaci del tuo libro Il Cestaio, una storia ambientata in Giappone, durante il periodo della conquista nipponica della Cina negli anni 30.

La storia si svolge in parte nel presente, nel 1992, quando una giovane ragazza coreana raggiunge il vecchio cestaio giapponese nel paesino dove si è rifugiato, ai piedi del monte Zaō. Ha intrapreso un lungo viaggio per trovarlo e vuole delle risposte. L’uomo non è abituato ad avere visite e decide che parlare per la strada non è sicuro. Nasce così una lunga conversazione nella sua piccola casa. Sono le loro storie a rintracciare il passato e la trama torna indietro nel tempo, agli anni ’50 e poi ancora più in là, negli anni’30 in Cina.
I fondamenti della storia fanno riferimento a fatti realmente accaduti, ho aggiunto un capitolo finale proprio sugli avvenimenti dell’avanzata militare giapponese in Cina.
Ho voluto costruire una storia inventata attorno a eventi storici poco conosciuti e ne è uscito fuori Il Cestaio, una storia che parla di esseri umani e delle scelte che ognuno di noi si trova ad affrontare giorno per giorno.

Come è nato il tuo amore per l’Estremo oriente?

Sono stata fortunata, sono cresciuta viaggiando e ho continuato a farlo con la mia famiglia fin da ragazza. Ma non sono mai andata in Oriente, per assurdità. Eppure il Giappone mi ha sempre affascinato, l’ho conosciuto attraverso i romanzi degli scrittori nipponici che ho iniziato a leggere da giovane. Mi hanno fatto amare il loro paese attraverso le parole e me ne sono affezionata, nonostante non l’abbia mai visitato.

Il crowdfundig è un nuovo modo di promuoversi per chi ama scrivere, molto utilizzato all’estero ma ancora poco praticato e conosciuto in Italia. Come te lo spieghi?

Io credo che il motivo sia da ricercare nella socialità e nella condivisione, che ormai è sempre più veicolata dal computer. Non esiste quasi più il concetto di ‘comunità’, di aiutarsi l’un con l’altro con estranei, realtà ben radicate nei piccoli paesi, ma che va perdendosi sempre di più. I mezzi di comunicazione spersonalizzano gran parte dei nostri rapporti interpersonali.
Credo che tentare un progetto che per sopravvivere ha solo bisogno dell’aiuto di altre persone, per lo più sconosciute, sia un bel modo per ritrovare una dimensione umana. E’ uno scambio generoso per entrambe le parti ed è piacevole, credo, esser consapevoli di aver contribuito alla realizzazione di un sogno.

Fino ad oggi è stata un’esperienza positiva? Stai ricevendo buona accoglienza?

E’ un esperienza sicuramente positiva e, cosa ancora più importante, cresce nelle idee e nei fatti di giorno in giorno. L’aiuto di Bookabook è stato importante, sono sempre disponibili e questo per un autore emergente è fondamentale. I lettori sono ricettivi e disposti a mettersi in gioco, questa è la parte migliore! A breve organizzerò degli aperitivi letterari per farmi conoscere e delle vere e proprie presentazioni del libro.

Spiegaci in cambio delle donazioni cosa riceveranno in cambio i partecipanti.

Si può scegliere se contribuire comprando il libro in versione cartacea o ebook, io ho anche aggiunto dei gadgets come segnalibri dipinti a mano con scene che ricordano il romanzo e i suoi personaggi. Se la campagna va a buon fine riceveranno tutto ciò che hanno ordinato, senza spese aggiuntive naturalmente. Altrimenti verranno rimborsati per intero.

Hai già scelto l’editore che si occuperà della pubblicazione del tuo libro?

Se raggiungerò la cifra di 2000 euro tra sei mesi, lo stesso team di Bookabook si trasformerà in una vera e propria casa editrice e pubblicherà la mia storia.

Sei favorevole o contraria all’editoria a pagamento, anche in ambito accademico?

Contraria, perché in questo modo chiunque, anche se non ha talento, può definirsi scrittore. E’ uno spazio in più rubato a chi lo merita davvero.

Sei una scrittrice che legge? Cosa stai leggendo in questo momento?

Sono una vorace lettrice, ancora prima di essere una scrittrice. Leggo circa una quarantina di libri l’anno, spesso anche di più e non mi stanco mai! Ora sto leggendo “Chi perde paga” di Stephen King, uno dei miei scrittori prediletti.

Progetti per il futuro?

Sempre molti! Sto collaborando come storica per una nuova rivista d’informazione online (The Infotainment) ed è un progetto che vorremmo ampliare appena ne avremo la possibilità.
Partecipo a svariati concorsi letterari nazionali e sono costantemente alla ricerca di idee, storie e personaggi nuovi.

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