:: Ross Poldark di Winston Graham, (Sonzogno, 2016) a cura di Elena Romanello

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Cornovaglia, 1783: il nobile Ross Poldark torna a casa dopo aver partecipato alla guerra d’indipendenza americana, e scopre che la tenuta della sua famiglia è in rovina dopo la recente morte di suo padre e la sua amata Elizabeth sta per sposarsi con un altro uomo dopo averlo creduto morto per un equivoco. Il ritorno non è dei migliori, ma Poldark decide di rimettere in sesto la sua casa, Nampara, con la miniera ad essa collegata, di cui intuisce le potenzialità: in questa sua impresa è aiutato da due servi rimasti fedeli, dalla cugina Verity e da Demelza, una ragazzina povera che salva da un pestaggio e prende come serva in casa sua, con la quale nascerà qualcosa nel corso degli anni. Però i problemi non mancheranno, anche con Elizabeth che comunque non l’ha dimenticato e con chi comunque non accetta il suo ritorno e i cambiamenti che vuole fare.
I romanzi storici hanno spesso un difetto: scadono in polpettoni sentimentali inverosimili, tra peripezie improbabili e storie di sesso focoso, con amori tra indomite fanciulle e uomini ultra virili che non devono chiedere perché tutto è loro concesso. Non è questo il caso di Ross Poldark, storia del Settecento scritta nel Novecento, ma erede del grande romanzo inglese, da Fielding a Dickens, racconto di un’epoca e di un ritorno a casa e alla normalità, tema universale di tanti momenti storici, ma anche di una società, di regole di vita, di atmosfere, ambienti, di un momento comunque di transizione verso la modernità.
Winston Graham non lesina colpi di scena e passioni, ma in maniera verosimile e interessante, costruendo un mondo perduto ma che c’era, quello dell’aristocrazia britannica di fine Settecento, divisa tra fasti ormai irraggiungibili e la necessità di dover cambiare la propria vita diventando un ceto lavoratore, già raccontata da Jane Austen ma qui rappresentata in maniera più completa, in tutte le sue sfumature. Un mondo in cui l’autore si districa a meraviglia, creando un personaggio che resta nel cuore, realistico, cresciuto dal ragazzo che era partito entusiasta e incosciente per la guerra, che deve fare i conti con perdite, lutti e un passato che non torna, ma anche con un avvenire che può essere diverso. Tra i personaggi che affiancano Ross Poldark, spicca Demelza, eroina tra Dickens e Charlotte Bronte, volitiva senza essere in anticipo sui tempi, un grande amore a sorpresa per il protagonista, con cui sfiderà le convenzioni dell’epoca.
Ross Poldark è il primo di una serie di libri su questo personaggio, che Sonzogno pubblicherà a ruota, dopo una prima, parziale proposta della saga negli anni Settanta, sull’onda del bello sceneggiato della BBC che era arrivato anche in Italia e che non è stato stranamente più riproposto. Nel 2015 è stato realizzato un remake di questo sceneggiato, sempre dalla BBC, e c’è da sperare quindi che il personaggio di Poldark, affascinante e realistico, goda di una riscoperta anche qui in Italia, visti i suoi meriti.

Winston Graham (1908-2003), nato a Manchester e trasferitosi a diciassette anni a Perranporth in Cornovaglia, è stato un noto e prolifico romanziere inglese, famoso principalmente per la saga Poldark e per il thriller Marnie, portato sul grande schermo da Alfred Hitchcock. Questo è il primo dei dodici romanzi della fortunata serie ambientata tra il 1783 e il 1820, che con 40 edizioni internazionali e milioni di copie vendute rappresenta un vero e proprio classico tra i romanzi storici. La saga ha avuto due adattamenti televisivi di straordinario successo, entrambi prodotti dalla BBC: la prima volta nel 1975, con una serie tv trasmessa anche in Italia; la seconda nel 2015. Questa è la prima traduzione integrale pubblicata in Italia.

Source: libro inviato dall’editore al recensore, ringraziamo Valentina dell’Ufficio Stampa Sonzogno.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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