:: I bambini non hanno mai colpe, Ismete Selmanaj (Bonfirraro editore, 2016) a cura di Elena Romanello

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L’Albania di oggi è un Paese profondamente complesso, lacerato tra un passato autarchico e un presente di consumismo sfrenato, una modernità voluta e cercata e antiche regole tribali che si ripercuotono nella vita di tutti i giorni, oltre ad essere un crocevia di attività non sempre regolari, che spesso finiscono sui mass media, ma che ormai sono considerate quasi una cosa normale a cui non dedicare più attenzione.
Nel parco di una città albanese viene trovato il cadavere di un uomo, di cui spesso si scopre l’inquietante doppia vita come pedofilo e trafficante di bambini, mentre una delle sue vittime è forse ancora viva ma non si sa dove. Il commissario Andi dovrà fare i conti con ferite mai sopite nella sua e in altre vite, con la corruzione contemporanea e con l’antica regola del kanun, il debito di sangue, a cui non sono estranei Gjegi e Sokol, due uomini che si sono fatti una vita lontana dall’Albania ma con ricordi e vendetta da compiere dal loro passato.
Il thriller è un genere sempreverde e che funziona in qualsiasi luogo lo si metta, soprattutto quando si mette poi al centro un’indagine nell’animo umano e denuncia sociale, come in questo caso. Il libro di Selmanaj Ismete è leggibile e godibile come thriller, con toni molto crudi e realistici, pochi arrivano i nostri e tanto di vissuto in un Paese non lontano dall’Italia ma che non si è in grado di conoscere fino in fondo, perché si è ancora legati a luoghi comuni non risolti da un quarto di secolo ormai di frequentazione.
La pedofilia è un dramma oltre che un crimine che è esploso in Albania dopo la caduta del regime comunista: l’autrice non dà nessun giudizio morale e di merito, racconta una storia inventata ma crudamente verosimile, che sa essere avvincente ma in certi punti è insostenibile. Una storia albanese per caratteristiche, regole di vita locali, richiami alla tradizione, ma che per certi caratteri può essere anche universale.
La Bonfirraro Press ha già proposto l’autrice albanese Selmanaj Ismete e porta avanti da trent’anni un discorso di editoria indipendente e contro le logiche commerciali, proponendo libri come questo che aggiungono nuovi elementi a generi amati come il thriller, presentando un discorso complesso che fa riflettere e non lascia indifferenti. Perché storie come quella narrata nell’abisso in cui cade Andi con il suoi colleghi stanno avvenenendo anche adesso, in questo momento.

Ismete Selmanaj è nata a Durazzo, in Albania, si è laureata nel 1991 si laurea presso l’Università di Tirana in Ingegneria Edile, ma la sua vocazione è sempre scrivere, fin da quando era bambina. Vive sulla sua pelle la crisi politica albanese: nel 1992, infatti, decide di trasferirsi in Italia, risiedendo da allora in provincia di Messina. Con Bonfirraro lo scorso anno ha pubblicato il libro di successo Verginità Rapite che segna il suo esordio in lingua italiana, adottato dalla cattedra di “Cultura e Letteratura Albanese” presso l’Università di Palermo. I bambini non hanno mai colpe è il suo secondo romanzo.

Source: inviato dall’ editore al recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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