:: Figli della stessa rabbia, un noir di rivolta, Matteo Di Giulio (AgenziaX, 2016)

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Figli della stessa rabbia di Matteo Di Giulio è un noir particolare, che sì si può certamente accostare ai noir di denuncia, con chiari intenti sociali, politici o anche solo se vogliamo di amplificazione della realtà, ma tuttavia per certi versi possiede anche caratteristiche sue proprie, tra cui un sano gusto per la sperimentazione, che lo differenzia da un filone mai del tutto esaurito, mai del tutto abbandonato. E’ un noir di rivolta (come dice il sottotitolo in copertina) dunque, un noir che denuncia una società priva di quegli anticorpi che le permetterebbero di essere sana, costruttiva, giusta, e nello stesso tempo propone un modello, forse un po’ anarchico ma efficace, dove la giustizia personale si sovrappone a quella che dovrebbe garantire uno Stato, minato dall’interno e forse incapace di curare le proprie derive. E’ un tema abusato, quello del singolo che si fa giustizia da solo, ma Di Giulio non si fa intrappolare dagli stereotipi, non ci presenta ovvero una rivisitazione aggiornata e corretta de Il Giustiziere della notte, non c’è esaltazione della violenza, forzature o scollamenti da un contesto metropolitano credibile e soprattutto verosimile. E’ un romanzo con una forte componente rivoluzionaria questo sì, una certa propensione per una poetica underground non di facciata, una paradossale frattura con il sistema, minato da una violenza strisciante che tende a giustificare se stesso, anche quando dovrebbe invece isolare e perseguire con più efficacia chi utilizza un potere anche minimo, o una divisa come in questo caso, per compiere veri e propri crimini, sopraffare e farla franca. Gli accenni alla cronaca sono numerosi, ma la storia si discosta da casi reali, per parlarci delle molteplici variabili del possibile. Emigrazione, disoccupazione, povertà, precarietà, centri sociali, manifestazioni, case popolari, rifiuto dello straniero, un nonno antifascista, tutto si dispiega sotto i nostri occhi con naturalezza, senza eccedere o santificare la figura del loser, ma conferendogli una sorta di dignità e di positività. Il nemico non sono le forze dell’ordine come istituzione, ma sono coloro che all’interno di questo sistema rinnegano la loro missione di proteggere e servire, tradendo in ultimo la loro umanità (purtroppo le guerre sporche tra polizia e antagonisti, con infiltrati e strumentalizzazioni varie sono all’ordine del giorno). E in questo scenario i nomi di Cucchi e Aldrovandi o l’accenno ai fatti del G8 non paiono fuori luogo, o peggio capziosi, ma contestualizzano una piaga sociale troppo spesso sottovalutata. E ben venga un noir a parlarne. Capitoli brevi, taglienti, poco adatti a una lettura superficiale e non partecipata, inserimento nel tessuto narrativo di testi di canzoni, (i cui titoli trovate in verticale a margine delle pagine o alla fine in una sorta di playlist), un idealismo ancora autentico, forte di valori autentici, personali, dolorosi, trasmessi nell’immediatezza da una scrittura essenziale, e a tratti dura, fanno di questo noir un’ opera originale e nel complesso interessante. Da leggere.

Matteo Di Giulio, scrittore, saggista e traduttore, vive a Milano, dove è nato nel 1976.
Critico cinematografico, ha collaborato con festival e riviste. È stato vicedirettore dell’Asian Film Festival di Roma. Nel 2008 ha curato il saggio Non è tempo di eroi. Il cinema di Johnnie To. Suoi articoli sono stati tradotti in inglese e cinese.
Ha pubblicato i romanzi La Milano d’acqua e sabbia (2009), finalista al Premio Belgioioso Giallo, e Quello che brucia non ritorna (2010). Suoi racconti sono apparsi su diverse antologie e su “Velvet – la Repubblica”.
Per Agenzia X ha curato la collana noir “Inchiostro rosso”. Ha fondato il portale Cuéntame, dedicato alla narrativa spagnola.
Il suo ultimo romanzo è I delitti delle sette virtù, finalista al Premio Carlo Oliva: un thriller storico uscito a settembre 2013 per Sperling & Kupfer e ristampato per le edicole da Fabbri nel 2015.

Source: inviato dall’autore, ringraziamo l’uffcio stampa Agenzia X.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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