:: Il giardino segreto, Banana Yoshimoto (Feltrinelli, 2016)

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Il mondo (o i mondi) di Banana Yoshimoto sono universi rarefatti e segreti, impalpabili e porosi come la carta di riso, fragili per certi versi, o per lo meno è fragile il microcosmo di sensazioni, percezioni, suggestioni che evocano, nel quale si entra in punta di piedi, con la sensazione che le pareti possano disintegrasi all’improvviso, come bolle di sapone. C’è una purezza, un amore per la natura, tipicamente giapponese, un lindore, un ordine, dove fosse anche un granello di polvere messo nel posto sbagliato potrebbe disturbare l’armonia del tutto. Se amate questo tipo di letteratura, in cui la perfezione e semplicità formale si fonde con una certa profondità spirituale, Banana Yoshimoto è sicuramente l’autrice che fa per voi, ma se non amate questo gioco di equilibri, forse è meglio che vi asteniate dalla lettura.
Esteriormente le sue storie non hanno trame complesse o strutturate, gli avvenimenti realmente importanti, sono importanti per l’economia dei personaggi (quasi unicamente per loro), un abbandono, una delusione sentimentale, una scoperta, una presa di coscienza, un portafortuna ricevuto in dono, insomma difficilmente assimilabili a punti di svolta reali, o mutamenti radicali.Tutto è accennato, velato, niente fratture drammatiche, anche il dolore, la sofferenza del vivere hanno un che di estetizzante, anche la sofferenza insomma si trasforma in bellezza e Banana Yoshimoto narra questo avvicendarsi di stati d’animo, di riflessioni sul vivere, di progressi duramente conquistati con la stessa lievità e delicatezza di un piccolo corso d’acqua tranquillo che placido confluisce in un fiume.
Una scrittura molto femminile, cadenzata da periodi brevi e parole preziose, e se i moti dell’anima sono caratterizzati da una certa lentezza, un senso di arricchimento accompagna comunque la lettura, come se davvero la crescita dei personaggi si accompagnasse a una crescita anche del lettore. Insomma una lettura spiritualmente positiva, di arricchimento interiore, ma che necessita di pazienza.
Il giardino segreto è il terzo volume della quadrilogia Il Regno, sono già usciti Andromeda Heights e Il dolore, le ombre, la magia e si aspetta il volume conclusivo. Forse un errore leggere questo romanzo slegato dagli altri, si perde parte dei riferimenti, ma tuttavia accostarsi alla Yoshimoto mi pareva doveroso, e ho commesso questo azzardo. E’ il suo primo libro che leggo (perlomeno interamente, di Kitchen avevo letto solo alcune sue parti), e sebbene non rientra nel mio genere abituale di letture, ho trovato l’esperienza positiva.
La letteratura giapponese (anche moderna) mi ha da sempre affascinato, rientrando in un ambito di sensibilità e cultura così diversa dalla nostra, così lontana. Il personaggio di Shizukuishi, voce narrante del romanzo, si ricollega se vogliamo a un vasto gruppo di eroine romantiche di tanta letteratura sia occidentale che orientale, che filtrano la vita attraverso i sentimenti e il suo amore per Shin’chirō, se vogliamo, acquisita quella valenza solenne di percorso di crescita e lotta contro una più generica solitudine forse più metafisica che reale.
E se il punto di svolta, o per lo meno il twist principale, lo raggiungiamo alla visita del giardino di Takahashi, già avevamo capito che qualcosa non andava, che la precarietà del vivere e dell’amore (per lo meno di quell’amore) stavano avendo il sopravvento. La tristezza e la malinconia di questa scoperta, (che forse tanto scoperta non è, per lo meno non è inattesa) si intrecciano con la forza del personaggio, che non perde fiducia nei sentimenti, stemperati nell’ amicizia o nell’affetto per la nonna, maga delle erbe. Non ci resta dunque che aspettare l’ultimo e conclusivo capitolo, e se possibile recuperare i due precedenti. Traduzione dal giapponese di Gala Maria Follaco. Buona lettura.

Banana Yoshimoto (Tokyo, 1964) ha conquistato un grandissimo numero di lettori in Italia a partire da Kitchen, pubblicato da Feltrinelli nel 1991, e si è presentata come un autentico caso letterario. Dei suoi altri libri, tutti pubblicati da Feltrinelli, ricordiamo: N.P. (1992), Sonno profondo (1994), Tsugumi (1994), Lucertola (1995), Amrita (1997), Sly (1998), L’ultima amante di Hachiko (1999), Honeymoon (2000), H/H (2001), La piccola ombra (2002), Presagio triste (2003), Arcobaleno (2003), Il corpo sa tutto (2004), L’abito di piume (2005), Ricordi di un vicolo cieco (2006), Il coperchio del mare (2007), Chie-Chan e io (2008), Delfini (2010), Un viaggio chiamato vita (2010), High & Dry: Primo amore (2011), Moshi moshi (2012), A proposito di lei (2013),  Andromeda Heights. Il Regno 1 (2014), Il dolore, le ombre, la magia. Il Regno 2 (2014), Il lago (2015), Il giardino segreto. Il Regno 3 (2016) oltre ad alcuni racconti nella collana digitale Zoom (Moonlight Shadow, 2012, Ricordi di un vicolo cieco, 2012, La luce che c’è dentro le persone, 2011). Banana Yoshimoto ha vinto il premio Scanno nel 1993, il premio Maschera d’Argento nel 1999 e il premio Capri nel 2011.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Chiara dell’ Ufficio stampa Feltrinelli.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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