:: L’abbazia dei cento inganni, Marcello Simoni, (Newton Compton, 2016) a cura di Elena Romanello

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Torna Marcello Simoni, con il terzo capitolo della Codice Millenario Saga, imperdibile per chi ha letto i primi due e da leggere rigorosamente dopo. Con queste premesse, non resta che imergersi in questo nuovo capitolo di un thriller storico tutto italiano ma che sta piacendo moltissimo anche all’estero.
A Ferrara, durante l’inverno del 1349, all’indomani della peste nera che ha decimato la popolazione europea e che influenzerà per secoli l’immaginario da Boccaccio in poi, un cacciatore su commissione assiste ad una processione di persone incappucciate e con un animale che evoca l’Apocalissi nelle foreste che ha il potere di terrorizzarlo, e non è l’unico. Il tutto sembra una serie di presagi di fine del mondo, ma potrebbe anche essere un astuto complotto per terrorizzare e destabilizzare i poteri costituiti e per rimpiazzare appunto chi è al governo della città sul delta del Po.
In mezzo a questi eventi si trova il cavaliere Maynard de Rocheblanche, già eroe dei due precedenti capitoli, che cerca di fare luce su questi con l’aiuto dell’Inquisizione, cercando di nascondere i suoi di segreti, che interessano non poco al potere ecclesiastico, visto che è l’unico custode di un mistero che può far traballare il cristianesimo, la reliquia del Lapis exili. L’unica che può aiutarlo è la sorella monaca Eudeline, che si troverà di fronte ad un’importante scelta di cambiamento della sua vita. Ma i rischi per entrambi saranno molto forti, mentre ci sarà anche un ultimo incontro con qualcuno che in passato ha già pesantemente influenzato le loro vite…
Anche questa volta Marcello Simoni non delude, presentando un romanzo appassionante, godibilissimo sia dal punto di vista storico che da quello del giallo. I fatti e le ambientazioni storiche di un Medio Evo vivo e affascinante, lontano da noi ma con non poche pulsioni ancora contemporanee, sono restituite con uno sfondo storico fedele e con la costruzione di un intreccio romanzesco non forzato, che non stride, verosimile e appassionante.
Come giallo medievale, L’abbazia dei cento inganni funziona altrettanto bene, non dimenticando il modello di Umberto Eco e interpretandolo in un momento in cui il potere religioso e il potere politico cominciano a volersi spartire un mondo in cambiamento. Un mondo in cui l’autore conduce per mano, rendendo vivi città, vie, fatti, personaggi anche reali, tra inganni, mistificazioni e ricerca della verità. Tutti discorsi attuali, e forse è anche per questo che le storie tra avventura, Storia e giallo di Marcello Simoni piacciono tanto, perché sono ben ricostruite, ben congegnate, appassionanti e nello stesso tempo i suoi eroi sono molto moderni, mentre cercano la spiegazione dei fatti in quei giorni del Trecento.

Marcello Simoni, originario di Comacchio, classe 1975, è laureato in lettere e ha lavorato come archeologo e bibliotecario. Il suo primo successo è del 2011, con Il mercante di libri maledetti, a cui sono seguiti vari altri racconti e romanzi, come La biblioteca perduta dell’alchimista, Il labirinto ai confini del mondo, L’isola dei monaci senza nome, L’abbazia dei cento peccati, L’abbazia dei cento delitti, I sotterranei della cattedrale. Tutti successi, tradotti anche all’estero.

Source: libro inviato dall’ editore, ringraziamo Simona e Antonella dell’Ufficio Stampa Newton Compton.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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