:: L’ultimo bicchiere di Klingsor, Torgny Lindgren, (Iperborea 2016) a cura di Viviana Filippini

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Klingsor. Quando ho letto il nome nel titolo del libro L’ultimo bicchiere di Klingsor di Torgny Lindgren edito da Iperborea, ho cominciato ad avere un chiodo fisso in testa, perché mi ricordava qualcosa. A forza di scavare nella memoria mi sono ricordata che Klingsor è anche il protagonista del romanzo autobiografico di Herman Hesse (L’ultima estate di Klingsor), uscito nel 1920, con protagonista un pittore dalla vita appassionata e, ad un certo punto, in crisi. In realtà, anche il Klingsor di Lindgren è un artista, lui fa il pittore e chi leggerà il libro conoscerà la sua storia seguendo i passi e le ricerche che due critici stanno raccogliendo per farne un libro. La vicenda, ambientata nei paesi nordici, parte dal momento in cui il pittore Klingsor cammina nel bosco e trova su un ceppo di legno, ben saldo e ritto, un vecchio e antico bicchiere – l’ultimo- utilizzato da un suo lontano parente per sbronzarsi a Pentecoste. Quel bicchiere, rimasto intatto dopo un secolo, diventa per Klingsor una sorta di oracolo, dal quale il protagonista prende spunto per una propria riflessione personale – e molto particolare- sul senso della realtà. Klingsor afferma che ogni cosa esistente sulla faccia della terra è materia viva e pulsante, anche quando essa appartiene a quegli oggetti e cose che si ritengono inanimati. Per esprimere quella che per Klingsor è una vera e propria rivelazione, lui inizia a prendere lezioni di pittura per corrispondenza da una certa Fanny. Nella trama narrativa le loro lezioni a distanza diventeranno il mezzo per lo scambio di opinioni pittoriche ed esistenziali, e quando Klingsor comunicherà alla docente la sua sacra verità, lei si dimostrerà molto scettica. Lo additerà come un visionario e come un artista molto vicino agli uomini primitivi che veneravano gli oggetti o si creavano feticci. Klingsor non si farà intimorire da nulla e da nessuno, anzi reagirà con la sua ironia congenita, quell’arma che lo sostiene sempre, senza tradirlo mai, nella sua indagine esistenziale e filosofica. Il pittore non ascolta le critiche e gli attacchi, ma procede nel suo creare e cercare, facendo quadri su quadri, anche se in realtà le tele ritraggono solo oggetti e sempre gli stessi. La ricerca di Klingsor diventa per lui una vera e propria ossessione, e chiodo fisso è pure la indefinibile, ma squisita, zuppa ribollita più volte, che l’uomo usa come pasto dal quale recuperare energia e lo stimolo per continuare a cercare la sua verità. Questo impegno costante non impedirà al pittore di trovare moglie (la stessa Fanny) e di andare oltre la critiche di tutti coloro che non coprendono il suo bisogno di dipingere. Il personaggio creato dallo svedese Lindgren è un uomo originale, fuori dai canoni tradizionali, a tratti potrebbe sembrare folle e un individuo strambo da tenere ai margini della società ma, per Klingsor, protagonista di L’ultimo bicchiere di Klingsor i giudizi altrui sono irrilevanti, per lui dipingere non è solo un semplice mettere colori sulla tela. Per il pittore Klingsor muovere la mano sul quadro è un atto fisico ed emotivo, è un raccontare e sostenere il fatto che per lui non esiste confine tra la vita e la morte, perché la materia – anche se inanimata- è vita e la vita è materia. Traduzione Carmen Giorgetti Cima. Postfazione Lucio Morawetz.

Torgny Lindgren nato nel 1938 nel Västerbotten, nel nord della Svezia, è uno degli autori più originali ed eclettici per temi e scrittura della narrativa scandinava contemporanea. Accademico di Svezia, insignito dei più prestigiosi premi in patria e all’estero, dal Premio del Consiglio Nordico al Prix Fémina, e definito da Le Monde “tra i veramente grandi”, è noto anche in Italia per gli otto titoli già tradotti, tra cui BetsabeaPer amore della verità e La ricetta perfetta.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Francesca dell’ Ufficio Stampa Iperborea.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: L’ultimo bicchiere di Klingsor, Torgny Lindgren, (Iperborea 2016) a cura di Viviana Filippini”

  1. Mary Cressari Says:

    mi sono ricordata che Klingsor è anche il protagonista del romanzo autobiografico di Herman Hesse

    Beh, ben prima di allora (e direi con ben maggiore importanza), Klingsor è il mago nell’epica medievale di Parsifal, e nell’opera di Wagner.

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