::La paura del desiderio, Claire Messud (Bollati Boringhieri, 2016) a cura di Elena Romanello

des

Clicca sulla cover per l’acquisto

La voce narrante di questa storia, di cui non viene rivelato né il nome né se è uomo o donna, svolge la professione di ricercatore universitario e si trova a dover passare un periodo a Londra, per approfondire il tema della morte nella narrativa ottocentesca, ma anche per superare una storia d’amore finita. Nella capitale britannica, caldissima durante un’estate insolita, trova una sistemazione in quello che si rivela un non eccezionale quartiere periferico, e si trova come vicine di casa una madre anziana, mai in scena ma con una presenza incombente, e la sua figlia non più giovanissima, obesa, che si guadagna da vivere facendo la badante e sostiene di far morire prematuramente i suoi pazienti.
Durante i mesi passati nella casa di Londra, si crea uno strano rapporto di affinità e repulsione tra il narratore (o narratrice) e la vicina di casa, che spesso gli piomba in casa per parlare del suo lavoro, di sua madre, dei conigli di cui il o la protagonista sente solo l’odore, oltre che un’atmosfera di suspense che solo molto dopo verrà risolta con la verità su cosa poi è accaduto.
C’è un vecchio detto, trito e ritrito, che dice che nella botte piccola c’è il buon vino. Ecco, di fronte a questo romanzo di poco meno di centocinquanta pagine, più una novella lunga che un romanzo vero e proprio, viene voglia di citarlo, perché tutto è comunque ben dosato, in un thriller non thriller che parla di solitudine, di vite al margine, di rassegnazione e anche di seconde possibilità.
Tutti argomenti attuali, qui declinati in una città come Londra che per molti vuol dire ben altro che malinconia, desolazione, calura e alienazione, ma che qui viene descritta con pochi tratti vividi in un quartiere fuori dai giri turistici, Killburn, dove spesso si trova a vivere chi passa nella capitale britannica anche solo non lunghi periodi per studio e lavoro. La solitudine, scelta o imposta, è la coprotagonista della vicenda, tra un personaggio come la voce narrante che ha preferito privilegiare la carriera e gli studi lontano da casa e due donne che si sono trovate spinte, da vecchiaia, malattia, indigenza e abitudini di vita, fuori dalla società.
Un libro scritto come un giallo, che si legge in maniera veloce e appassionante, ma capace di far riflettere su tanto del mondo di oggi, sulle vite spesso tra sconosciuti che si vivono e nello stesso tempo sul desiderio alla fine di sapere che fine fanno le persone che incrociano i propri percorsi di vita, sia pure per poco.

Claire Messud, classe 1966, è nata nel Connecticut ed è cresciuta tra Stati Uniti, Australia e Canada. Ha scritto libri come I figli dell’imperatore (2007) scelto come Miglior Libro dell’Anno dal New York Times, dal Los Angeles Times e dal Washington Post, When the World Was Steady e The Hunters, composto da due romanzi brevi, La donna del martedì e La paura del desiderio. Vive a Boston con il marito, il critico letterario James Wood, e due figli.

Source: libro inviato dall’Editore al recensore, ringraziamo Elena dell’ Ufficio stampa Bollati Boringhieri .

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Annunci

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: