:: L’artista dei veleni, Jonathan Moore (Newton Compton Editori, 2016) a cura di Elena Romanello

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Il giallo in tutte le sue sfumature, thriller in testa, è un genere che tira e attira sempre, con sempre nuovi autori e storie. Certo, non sempre è facile trovare nuove idee e ideare intrecci originali intorno ad un genere che è vincolato ad alcuni schemi, quali la ricerca di chi ha commesso un determinato crimine, ricerca spesso complessa e tutt’altro che scontata.
Chi nel genere thriller e giallo cerca qualcosa di originale e nuovo troverà senz’altro interessante L’artista dei veleni di Jonathan Moore, storia in cui tutto non è come sembra e dove le carte in tavola vengono stravolte varie volte, nel corso di una doppia indagine, poliziesca e personale.
Caleb Maddox è un tossicologo che studia gli effetti chimici del dolore e che svolge attività di consulenza saltuaria per le forze di polizia: dopo una brusca e violenta rottura con la sua ragazza, si trova in un locale per affogare i dispiaceri nell’alcool, e qui incontra la seducente Emmeline, che poi si dilegua. Caleb vuole ritrovarla ma deve collaborare in parallelo per lavoro ad un’indagine per omicidi seriali. La polizia infatti ripesca dei cadaveri dalla Baia di San Francisco e tra questi c’è anche quello di un uomo scomparso nello stesso locale e nella stessa notte in cui Caleb ha incontrato la misteriosa Emmeline, di cui non sembra esserci traccia.
I risultati delle analisi non rivelano alcun indizio, per cui Caleb inizia a collaborare di nascosto con il medico legale della città, e a analizzare le tracce chimiche sui resti delle vittime, che continuano a salire. Ben presto la caccia all’assassino si intreccia con la ricerca di Emmeline, mentre Caleb inizia a capire che la sua stessa vita può essere in pericolo e che c’è qualcosa che forse gli sfugge e che può essere essenziale.
Non si può rivelare molto di più di un libro che vive di colpi di scena e false piste, con un inizio in sordina ma interessante e un ritmo sempre più avvincente, capace di incollare alle sue pagine un autore scafato come Stephen King, che ha confessato di aver divorato senza staccarsi le ultime cento pagine. Basti dire che da questa storia verrà fuori tutto e il contrario di tutto, in un intreccio che ha tra le sue fonti remoti il capolavoro di Hitchcock La donna che visse due volte, ambientato non a caso sempre a San Francisco, città di frontiera, sospesa tra l’Oceano e una faglia tellurica che prima o poi si riattiverà. Il tema della ricerca del colpevole e della verità, leit motiv della narrativa gialla, qui diventa qualcosa di veramente insolito, tra vari piani di realtà, forse uniti e forse divisi, con al centro un eroe solitario, vicino ai moderni scienziati delle nuove storie thriller ma con echi dei personaggi di Poe e Lovecraft.

Jonathan Moore vive alle Hawaii, dove oltre alla scrittura coltiva anche la passione per l’andare in barca. Il suo lavoro ufficiale è fare l’avvocato, si è diplomato alla Scuola di Legge di New Orleans, e in passato ha lavorato come insegnante d’inglese, consulente in un carcere minorile, assistente di rafting sul Rio Grande e investigatore per un avvocato penalista.

Provenienza: dono dell’editore, si ringrazia l’ufficio stampa.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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