:: Blogathon “Harry Potter and the Cursed Child Parts I & II”: Harry Potter e la Pietra Filosofale

Prima di lasciarci per questa breve pausa estiva ecco il nostro ultimo post dedicato a una bellissima iniziativa in onore del maghetto più famoso della letteratura per ragazzi: Harry Potter, chi se no? Il blog Over The hills and far away ha infatti lanciato una blogathon, una maratona di blog, in occasione dell’uscita oggi 31 luglio, di Harry Potter and the Cursed Child Parts I & II. Per conoscere tutti gli altri blog partecipanti e i relativi argomenti trattati vi invito a visitare il post di lancio.

HarryPotterELaPietraFilosofaleNella mia tappa mi occuperò di recensire il primo libro della serie, Harry Potter e la Pietra Filosofale, e cercherò di farlo in un modo un po’ speciale, per lo meno diverso dal solito. Recensioni del libro in rete ce ne sono centinaia, per cui più che parlarvi della trama, delle incoerenze che hanno notato alcuni recensori e lettori, del modo in cui noi grandi ci siamo quasi appropriati della serie, togliendola quasi agli originari destinatari, i ragazzi, cercherò di esprimervi le mie riflessioni durante la lettura. Riflessioni di un adulto che legge un libro per l’infanzia, un adulto quanto mai babbano, privo di quella magia che ancora possiedono i ragazzi. E non è forse la fantasia ancora incorrotta della loro età la vera magia, che la Rowling ha proiettato in questi libri, ironici, divertenti, leggeri, poetici. La fantasia, l’amicizia, il potere dell’amore, la capacità di vincere il male con il bene, cose a cui molto spesso gli adulti hanno smesso di credere, condannandosi a esistenze grigie e deprimenti.
Spazzando via anni e anni di polemiche sul fatto che sia un libro diseducativo o meno, che sembrano comunque non aver scalfito il successo mondiale di questi libri, mi concentrerei su alcune riflessioni dedicate ai genitori che si interrogano se fare o no leggere questi libri ai loro figli, nell’età più vulnerabile della crescita. Avendo letto solo il primo volume e non essendo una potteriana storica, forse le mie osservazioni potranno parere alquanto parziali, ma mi sforzerò che almeno siano obiettive e senza pregiudizi. Harry Potter e la Pietra Filosofale è essenzialmente un fantasy, proiezione di un mondo in cui la magia, gli incantesimi, la stregoneria esistono. Sono parte fondante della realtà. Si studia per poterla applicare in scuole come Hogwarts e sebbene ci voglia predisposizione, ciò non toglie che i poteri si acquistino con lo studio e il duro lavoro, e si debba scegliere se usarli per il bene o per il male. Insomma il piccolo Harry cresce facendo delle scelte, operando delle precise prese di posizione, sebbene la tentazione del male sia sempre presente, anche solo quando escogita lo scherzo allo zoo al cugino Dudley.
Il lavoro psicologico della Rowling nel descrivere la psiche infantile è realistico e accurato, la sua visione materna del processo di crescita dei ragazzi presente, si vede che è una madre che osserva, ascolta i ragazzi e sa immedesimarsi nel loro mondo. Stare al gioco, consapevoli che la magia non esiste (risibili le accuse di fondamentalismo magico), ma è bello immaginare un mondo alternativo dove con una bacchetta magica si possa cambiare la realtà (molto spesso fatta di violenza e sopraffazione), fa parte dello stesso processo educativo che la Rowling mette in atto. Se la magia è appunto la fantasia, la Rowling sembra portarci in un mondo capace di meraviglia, di mistero, di straordinario. Aiutarli a distinguere poi la realtà dalla fantasia, spetterà ai genitori, agli insegnanti, agli educatori, non investiamo la Rowling di un peso che non le compete.
Harry Potter e la Pietra Filosofale fu pubblicato per la prima volta nel giugno del 1997 dalla casa editrice londinese Bloomsbury. Dopo un percorso piuttosto travagliato fatto di rifiuti. Sono ormai passati quasi vent’anni e i ragazzi di allora sono adulti. Nuove generazioni si accostano al libro e sembra con lo stesso medesimo interesse. Leggere questo libro ai propri figli è una cosa che viene fatta molto spesso, molte mie amiche con figli me ne accennano, e sembra che non annoi e non stanchi ancora dopo tutti questi anni. Siamo difronte a un testo ormai diventato un classico della letteratura per ragazzi, un libro che appunto nasconde strati adatti anche a interessare gli adulti. Rimandi filosofici, letterari, politici, educativi. Insomma ben più complesso di quanto lo stile apparentemente semplice con cui è scritto faccia pensare. Cosa abbastanza inconsueta, e forse il segreto del grande successo che ha conservato negli anni.
L’uscita di Harry Potter and the Cursed Child Parts I & II, proprio oggi in concomitanza con la nostra Blogathon, sembra confermarlo. Questo libro poi neanche scritto dalla Rowling, ma tratto da un suo soggetto, è stato il libro più prenotato di sempre. Un altro record dei tanti che la serie ha raggiunto. Buona lettura!

Joanne Rowling (Bristol, 31 luglio 1965) è una scrittrice britannica. La sua fama è legata alla serie di romanzi di Harry Potter, che ha scritto firmandosi con lo pseudonimo di J. K. Rowling (in cui “K” sta per Kathleen, nome della nonna). I suoi libri della saga potteriana hanno riscontrato un successo internazionale e hanno vinto numerosi premi; da essi è stata inoltre tratta una fortunata serie di film.

Source: acquisto personale.

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11 Risposte to “:: Blogathon “Harry Potter and the Cursed Child Parts I & II”: Harry Potter e la Pietra Filosofale”

  1. Clarissa Neri Says:

    Ho davvero apprezzato le tue considerazioni, e mi è piaciuto vedere una recensione diversa dalle solite, e in cui si analizzano aspetti che, solitamente, non vengono presi in considerazione.
    Bel lavoro! 🙂

    • Shanmei Says:

      Grazie Clarissa, sì ci sono tante, davvero tante recensioni di questo libro in giro per il web, ho cercato di dargli un taglio un po’ diverso e interessante. Almeno ci ho provato. Sono contenta che tu abbia apprezzato 🙂

  2. Sara Fabian Says:

    Che bello, non sapevo era in corso un altro blogathon, bllo bello bello! :3

  3. Valentina Bellettini Says:

    Davvero una bella recensione; mi sono piaciute le tue considerazioni. Anch’io sono una babbana della serie per quanto riguarda i libri, e con questo post (assieme a un altro che ho letto poco fa legato al Blogathon) mi sta venendo una voglia matta di cominciare… anche perché voglio leggere quello di prossima uscita! 😀
    PS: partecipo al Blogathon con il tema dei gadget, se ti va di passare sai dove trovarmi!

    • Shanmei Says:

      Grazie, Valentina. Sì, anche io non avevo mai letto niente della serie, non so la magia, le scope volanti, etc… mi sembravano argomenti un po’ così, ma invece lo stile dell’ autrice è incredibile, è divertente. E tramite il divertimento trasmette valori ai ragazzi, che chiedere di più! Ho letto il tuo post, mi informerò su dove trovare il braccialetto! 🙂

  4. The Ink Spell Says:

    Quanto ho amato questo libro. E’ stato il mio primo libro “grosso”, ero in quinta elementare!

    • Shanmei Says:

      Grazie Jessica, sì è anche stato il mio primo Potter, anche se sono più grandina di te allora, comq la magia credo sia la stessa, un attimo libro per far nascere nei ragazzi l’amore per la lettura.

  5. Leryn Says:

    Davvero un Post molto interessante, complimenti!
    Non capisco come certe persone possano considerare la saga infantile o noiosa. I libri della Rowling racchiudono una serie infinita d’insegnanti e sono adatti a tutte le età.
    I ragazzini troveranno una storia divertente ed emozionante, gli adulti motivi di riflessione. E’ senza dubbio una delle saghe migliori che sono state mai scritte.
    Un salutone e buone vacanze!
    Leryn

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