:: L’ indizio di Helen Callaghan, (Corbaccio, 2016) a cura di Micol Borzatta

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Margot Lewis è un’isegnante del liceo di Cambridge e cura anche una rubrica sul giornale intitolata Cara Amy dove risponde alle richieste di aiuto e di consigli da parte della popolazione.
Nella via privata però non va tutto bene, infatti sta divorziando dal marito che l’ha tradita seguendo il profumo dei soldi e vuole portarle via tutto.
La vita di Margot però viene davvero sconvolta quando, in contemporanea con la sparizione di Katie Browne una sua ex allieva, trova tra le lettere per la rubrica quella di Bethan Avery, una bambina rapita che chiede aiuto per essere liberata dal suo rapitore.
Margot corre subito dalla polizia, ma nessuno le crede né dà peso alla lettera, perché Bethan Avery è una bambina che è stata rapita 17 anni prima e di cui non si è mai ritrovato il corpo.
Margot però non si dà per vinta, secondo lei la sparizione e la lettera sono collegate, e quando finalmente viene contattata da un esperto di Cold Case si butta anima e corpo a cercare indizi per riuscire a trovare Bethan e quindi anche Katie, ma le scoperte che farà saranno talmente sconvolgenti da cambiarla per sempre.
Fin da subito si entra nel vivo della storia vivendo in prima persona, nel prologo, la scomparsa di Katie. Questa parte viene raccontata con la voce narrante della bambina stessa, della quale non si saprà nulla di come sia fatta, ma invece si conoscerà tutto quello che riguarda il rapporto con la madre, con il patrigno, il disagio domestico e la voglia di stare con il padre naturale.
Dopo questa breve parentesi si entra nella vita di un’altra voce narrante: Margot. Anche qui si sa poco dell’aspetto fisico della protagonista, ma il lettore entra subito in contatto con i suoi pensieri e con il suo carattere, creando già nel primo capitolo un legame empatico davvero forte.
Andando avanti con la lettura, grazie al trucco della scrittrice, sempre più usato nei thriller, di alternare i capitoli tra vittima e ricercatore, il lettore si trova a vivere alternate le sensazioni di paura e di terrore di Katie e la tenacia, la caparbietà e l’insistenza di Margot che, nonostante tutti le diano contro definendola anche pazza, non vuole smettere di cercare la bambina.
Le descrizioni delle situazioni vissute dalle protagoniste sono molto vivide e ricche di particolari, a volte anche molto cruente, come ad esempio la descrizione della ferita di coltello di Margot, ma il lettore è talmente coinvolto e partecipe dei fatti che anche i più deboli di stomaco riescono a continuare la lettura facilmente e senza impressionarsi troppo.
La trama è molto complessa e gli argomenti trattati molto particolari, quasi da prendere con le pinze come si suol dire. Infatti oltre a narrare del rapimento di una bambina, l’autrice parla del problema che possono avere le persona a reinserirsi in società dopo un periodo di ricovero in strutture psichiatriche.
Margot infatti è stata ricoverata due volte in gioventù per depressione, ma tutt’ora la gente che la circonda, pur essendo guarita da molti anni, usa la sua passata malattia come scusante per allontanarla e non aiutarla, e men che meno crederle, se racconta qualcosa che vada al di fuori della loro routine quotidiana, così da no farsi coinvolgere in nulla che sia fuori dagli schemi, non capendo che facendo così non aiutano la persona in questione a non dar peso alle idee che possono sembrare strane, ma la portano a dubitare di se stessa, a riprovare quel senso di insicurezza e malessere che possono farla ricadere nuovamente in uno stato depressivo e confusionale.
Tutto questo il lettore lo vive attraverso i pensieri frammentati di Margot che diventano sempre più confusionari e contradditori. Il tutto ovviamente raccontato sempre in prima persona, dando quasi l’impressione che i pensieri siano del lettore stesso.
Un romanzo adrenalinico adatto per una lettura anche sotto all’ombrellone dove può essere iniziato e gustato fino alla fine senza interruzioni.

Helen Callaghan vive a Cambridge insieme a Aleister, il suo criceto e a una montagna di libri. Autrice di racconti, è rappresentata dalla prestigiosa agenzia Green and Heaton che ha autori come Sarah Waters e Katherine Webb. «L’indizio» è il suo primo romanzo.

Source: ebook inviato al recensore dall’ editore, ringraziamo Valentina dell’Ufficio Stampa Corbaccio.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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Una Risposta to “:: L’ indizio di Helen Callaghan, (Corbaccio, 2016) a cura di Micol Borzatta”

  1. Micol Borzatta Says:

    L’ha ribloggato su Quattro chiacchiere in compagniae ha commentato:
    Recensione pubblicata sul blog Liberi di Scrivere con cui collaboro

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