:: La strada del nord, Anila Wilms (Keller editore, 2016) a cura di Viviana Filippini

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La strada del nord è il primo romanzo della scrittrice albanese Anila Wilms e, non a caso, l’autrice lo ambienta proprio nella sua terra di nascita, creando un intreccio narrativo nel quale il lettore potrà ritrovare diversi generi letterari che vanno dallo storico al giallo dal sapore di intrigo internazionale. La vicenda è ambientata nella Tirana degli anni Venti, per la precisione nel 1923, quando il vecchio impero si è dissolto alla fine della Prima guerra mondiale, lasciando spazio alla formazione di un nuovo stato albanese. Questo cambiamento provoca nelle genti del posto, in particolar modo nella popolazione della montagna che vive seguendo la legge del Kanun, una sete di vendetta nei confronti del governo appena nato, pronto a tutto pur di radicarsi nella polverosa città di Tirana. In questo luogo arriva Julius Grant, ambasciatore americano, al suo primo incarico davvero importante. Grant è orgoglioso del lavoro da svolgere, perché la sua missione è quella di verificare la presenza, più o meno concreta, di giacimenti di oro nero (petrolio) in Albania. Una realtà quasi certa attorno alla quale già ci sarebbe l’interessamento di vari attori economici e geografici come le compagnie petrolifere di inizio Novecento, l’Italia e il Regno Unito. La situazione si complica in un giorno del 1924, quando un ingegnere forestale tedesco arriva a Tirana con due corpi senza vita, appartenenti a due giovani americani assassinati su un ponte. Questo fatto, oltre a mettere in subbuglio l’ambasciatore Grant, in realtà scombussola parecchio la già instabile situazione politico-sociale dell’Albania. Tutti parlano dell’omicidio, i politici, i giornalisti e la gente comune si scatenano in domande e nella ricerca di risposte per capire chi abbia ucciso i due giovani e perché. Delitto politico o tragica causalità del destino si alterneranno in una narrazione dinamica nella quale gli intrallazzi e gli interessi economici e politici dimostrano di andare ben oltre il valore umano delle persone. La Wilms per scrivere questa storia ha preso spunto da un fatto realmente accaduto in Albania nel 1924 e questo le ha permesso di delineare a noi lettori un mondo travolto dal caos completo. Un piccolo microcosmo all’interno del quale il brutale assassinio di questi giovani stranieri si rivela essere un fatto che non fa altro che peggiorare la già precaria condizione del neonato stato albanese. Le dinamiche narrative interne al libro della Wilms sono interessanti perché dalla ricerca del colpevole, si passa alle questioni sociali e a quelle politiche. Un movimento che pian piano delinea i differenti eventi e questioni politiche che travolsero il nascente Stato. Ne sono un esempio gli schieramenti politici che vedevano opporsi, da una parte, il vescovo Doroteus, dall’altra, il giovane Fauf Henry, pronto a fare qualsiasi cosa pur di ottenere il dominio sull’Albania. La strada verso il nord della Wilms è un po’ romanzo giallo perché c’è un omicidio da risolvere, ma allo stesso tempo, il libro è un affresco storico che porta noi lettori allo scoperta della vita politica, sociale di un mondo (l’Albania) sottoposto, in quell’epoca del Novecento, a modernizzazione forse un po’ troppo forzata e inaspettata per un popolo molto legato ai valori tradizionali. Traduzione dal tedesco Franco Filice.

Anila Wilms è nata nel 1971 a Tirana, in Albania, dove ha studiato Storia e Filologia. Nel 1994 si è trasferita a Berlino.

Source: libro inviato al recensore dall’ editore, ringraziamo l’Ufficio Stampa Keller Editore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

 

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