:: Il metodo della fenice, di Antonio Fusco (Giunti, 2016) a cura di Federica Belleri

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Valdenza, novembre piovoso e freddo. Il cadavere di una bellissima ragazza viene ritrovato sotto al ponte di Campanelle. Polpacci e piedi carbonizzati. La testa avvolta in un sacchetto di plastica. Un altro cadavere, questa volta di un giovane, giace nella sua auto, nel lago di Galleti.
Il commissario Tommaso Casabona dorme ormai da giorni negli alloggi della questura. I suoi problemi familiari sembrano irrisolvibili e ha bisogno di stare solo. Malinconia e tristezza fanno parte del suo quotidiano.
Una telefonata anonima dà inizio alla vicenda. A chi appartengono questi due corpi?
Il caso sembra seguire una pista precisa e si conclude abbastanza in fretta. Troppo semplice. Troppo poco tempo. Qualcosa non torna. Casabona non ci sta e affronta l’indagine da un altro punto di vista. Perché esiste spesso un’altra angolazione. Per esempio, entrando in una piccola casa di produzione, si scoprono filmini porno amatoriali, che vedono protagoniste coppie rispettabili ma annoiate, in cerca di piacere travolgente. Oppure, parlando con una dottoressa psicoterapeuta cognitiva, si può osservare una persona in stato quasi catatonico a causa di un evento traumatico, seduta nella propria stanza, all’interno di un reparto psichiatrico. O ancora, si fatica ad entrare in una particolare comunità, all’apparenza votata alle adozioni di ragazzi rimasti soli e in grave disagio. È davvero così o è solo una folta siepe che cela orrori?
La scientifica rileva, analizza e determina. Riconosce responsabilità e coincidenze che hanno dell’assurdo e costringe il commissario a scavare, fino al 1969. L’indagine si complica. Casabona è perplesso, ma non molla. Comincia a risultare scomodo perché si sta facendo notare troppo. Da chi?
Il metodo della fenice. Un percorso investigativo descritto nei particolari e assolutamente comprensibile. Una storia dove la vita vera desidera spiccare il volo. Dove a nessuno spetta la decisione di uccidere, nemmeno per un delirio di immortalità e di potenza. Nessuno rinasce, non come ha fatto la fenice. Sofferenza, avidità, isolamento, paura, plagio, violenza. Tutto si mescola. Casabona troverà il modo di fermarsi al momento giusto, cercando di riprendere in mano la propria vita, cercando forse un nuovo inizio. Affrontando una risoluzione carica di amarezza e sconforto. Ottimo noir. Consigliato. Buona lettura.

Antonio Fusco è nato a Napoli nel 1964, è funzionario nella Polizia di Stato e criminologo forense. Dal 2000 si occupa di indagini di polizia giudiziaria in Toscana. Ogni giorno ha il suo male, suo romanzo di esordio, è stato accolto da un grande successo di pubblico e di critica, ottenendo il Premio Scrittore Toscano (Menzione speciale gialli e noir) e il Premio Garfagnana in Giallo 2014. Nel 2015, sempre per Giunti, è uscito La pietà dell’acqua, seconda indagine del commissario Casabona, inserito come miglior libro giallo dell’anno nella clas­sifica Best 2015 stilata da iTunes. Il metodo della fenice è il terzo capitolo della serie, pubblicato nel 2016.

Source: acquisto in libreria del recensore.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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