:: Cento passi ancora. Peppino Impastato, i compagni, Felicia, l’inchiesta, Salvo Vitale (Rubbettino, 2014), a cura di Daniela Distefano

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Il suo lavoro più noto è “Nel cuore dei coralli” (Rubbettino 1996), una biografia su Peppino Impastato, alla quale si è ispirata la sceneggiatura del film “I cento passi”(il libro è stato ripubblicato in una nuova edizione del 2008 con il titolo “Peppino impastato. Una vita contro la mafia”); due anni fa è stato pubblicato, sempre dalla casa editrice Rubbettino, un suo diario che ripercorre ventidue anni di lotta.
Parliamo di Salvo Vitale, testimone d’eccezione di un martirio registrato senza concessioni ad uno svenevole stile letterario.
In una forma asciutta e senza fronzoli, viene rivissuto il momento della sofferenza dopo il tragico rinvenimento del corpo di Peppino Impastato. I successivi eventi sono pagine aderenti ad un copione già troppe volte visto in Sicilia: il depistaggio delle indagini, la controinchiesta dei compagni, il processo, la vita di Radio Aut, la lunga notte di Felicia, la sua inestinguibile sete di giustizia.
Ma chi era veramente Peppino Impastato?
Era nato a Cinisi, un piccolo paese vicino Palermo, andò via di casa cacciato dal padre, e forte della sua formazione comunista avviò un’attività politico-culturale contro il silenzio e le infiltrazioni mafiose. Dalla protesta in piazza ai giornaletti volanti, alle improvvisate manifestazioni, il giovane arrivò all’uso politico di una radio libera autofinanziata, Radio Aut: è da qui che partirono i nomi e cognomi innominabili e ignominiosi.
Messo alle spalle al muro, il boss Tano Badalamenti per ritorsione lo fece uccidere. Il 9 maggio 1978 a Cinisi venne ritrovato il cadavere di Peppino: la fine di una vita e l’inizio di quella eterna.
Forse la mafia finirà per affogare da sola, forse è finita quella più eclatante delle stragi spettacolari, forse rinascerà più pervasiva, di certo non potrà mai cancellare il Male che ha attivato in tutto il mondo partendo molto spesso da piccoli paesi siciliani dove il tempo balbetta e le ore incespicano.
Non importa se tutto ancora tace, nonostante i social, le connessioni, la modernità, qui si vive per far morire la speranza. La Sicilia si vuole rialzare, ma è troppo imponente il giogo criminale che la tiene al guinzaglio, e se c’è crisi ovunque, qui non c’è mai stata la coscienza di cives dediti alla collettività.
E’ la civiltà (che manca), bellezza!
Cinisi ha creduto al briciolo del Cielo, poi il Diavolo l’ha fatto sgretolare, ma

<< Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo>>.

Nota: la prefazione è affidata a Marco Tullio Giordana

Salvo Vitale è nato a Cinisi, ha insegnato Filosofia e Storia nei licei sino al 2003, ha organizzato con Peppino Impastato alcune iniziative continuandone l’attività dopo la sua morte. Collabora con << Antimafia Duemila>> e con altri giornali, riviste e blog. Si occupa di educazione alla legalità, di educazione antimafia nelle scuole, cura il sito http://www.peppinoimpastato.com e lavora, come collaboratore esterno, nell’emittente Telejato.

Source: libro inviato dall’Editore al recensore. Ringraziamo Antonio dell’Ufficio Stampa Rubbettino.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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