:: Il piccolo albergo della felicità, Lucy Dillon (Garzanti, 2016), a cura di Elena Romanello

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Dopo una serie di problemi lavorativi che li hanno costretti a ridimensionare tenore di vita e aspettative, Libby e suo marito si sono trasferiti a Longhampton, nella campagna inglese, per gestire e rinnovare il piccolo albergo ricoperto di edera della suocera, che a questo punto può essere una chanche, forse l’unica, per ricostruirsi un futuro.
I problemi non sono pochi, a cominciare dal dover adeguare e ristrutturare l’albergo per le esigenze del pubblico del XXI secolo, peccato che manchino i soldi e quindi occorre fare i salti mortali per ristrutturare e vivere. Libby non è contenta della sua nuova sistemazione, dove c’è anche Bob, il cane della suocera, sempre tra i piedi: all’inizio la protagonista, non molto avvezza agli animali, ha poca simpatia per lui, ma poi scopre che l’animale ha la dote di far ritrovare il sorriso alle persone, e infatti è impegnato nella pet therapy nell’ospedale locale. Pian piano Libby si affeziona a questo buffo e tenero ospite, ma poi accade qualcosa.
Un giorno, davanti all’albergo, una giovane donna viene investita da un’auto e perde la memoria: non ha con sé documenti, solo un foglio con l’indirizzo del posto, e Libby si sente responsabile, accogliendola come ospite tra ristrutturazioni e squadre di operai che vanno e vengono a seconda dei fondi. Bob corre in soccorso anche della nuova ospite, che pian piano riacquista la memoria, anche se rimangono dei buchi. Un giorno arriva un uomo che si presenta come il fidanzato dell’ospite di Libby, ma a Bob non piace a naso e Libby decide di fidarsi di lui.
Lucy Dillon riprende in mano i suoi cavalli di battaglia, le storie al femminile nella campagna inglese e l’amore per i cani, raccontando una storia in cui non manca un mistero da risolvere (in Inghilterra tra l’altro non è obbligatorio andare in giro con i documenti, per cui cose come queste possono capitare) ma dove si parla soprattutto di nuovi inizi e di nuove cose da scoprire, argomenti che piacciono sempre, oggi più che mai. Un libro lieve ma che parla anche di cose importanti, come i maltrattamenti in famiglia e la crisi economica, dove gli umani sono importanti, ma dove il grande mattatore resta Bob, musetto canino capace di dispensare affetto e gioia e di saper indicare nuovi orizzonti e prospettive di vita.

Lucy Dillon, inglese, divide la sua vita fra Londra e la Wye Valley, dove ama passeggiare con i suoi basset hound Violet e Bonham. Con Garzanti ha pubblicato con successo anche Lezioni di ballo, Il rifugio dei cuori solitari, La libreria degli amori inattesi, Quando nascono i desideri, Piccoli passi di felicità.

Source: libro inviato dall’ editore al recensore, ringraziamo Francesca dell’Ufficio Stampa Garzanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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