:: La notte più buia, Monika Held, (Beat, 2016) a cura di Viviana Filippini

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Heiner e Lena. Una coppia che vive la propria vita alla ricerca della tranquillità. Lena e Heiner sono i protagonisti di La notte più buia di Monika Held, e Heiner ha un’ossessione particolare: un vasetto con dei sassolini. Appena qualcuno gli fa visita, Heiner prende il vasetto, invita l’ospite a mettere le due dita dentro ai sassolini e poi chiede cosa siano. Le tante persone che hanno fatto questo gesto hanno dato diverse risposte, ma la verità, una volta scoperta, è quella che li ha lasciati più sbalorditi. Heiner è un sopravvissuto ad Auschwitz e per lui il passato nel campo di concentramento è divenuto una vera e propria fissazione che non gli da’ tregua, anzi ne è diventata la parte integrante della sua vita e di quella di Lena. Il legame tra il sopravvissuto e la donna è iniziato nel 1964, quando Heiner Rosseck, superstite di Auschwitz si trova a Francoforte, in tribunale per deporre al processo in corso contro i crimini compiuti dai Nazisti. L’uomo che, come emerge in ogni pagina, non ha mai superato del tutto il trauma dell’internamento, è costretto non solo a rivedere i perfidi aguzzini che aveva incontrato nei campi negli anni Quaranta, ma è obbligato a raccontare il passato, proprio per incastrare i colpevoli, per smascherare il ruolo, le responsabilità e le atroci azioni compiute dagli imputati nei campi di prigionia. Rivivere il dramma delle giornate della deportazione scatenano in Heiner un grave stress psicofisico ed emotivo che lo debilita in modo profondo. Proprio in tribunale una giovane donna, Lena, si accorge dello shock che tormenta l’uomo e lo soccorre. Questo gesto di solidarietà scatenerà tra i due una vera e propria amicizia che si trasformerà in storia d’amore. La notte più buia è un viaggio dentro alla vita passata di Heiner, dalla quale emerge quanto le sofferenze vissute nel campo di prigionia siano per lui dei segni incancellabili che hanno condizionato molto anche il suo rapporto con la ex moglie e con la figlia. Heiner ha visto fallire il suo matrimonio ma, nonostante tutto il soffrire, grazie all’incontro con Lena, è riuscito ancora ad innamorarsi. La nuova compagna del protagonista, come noi lettori, diventa testimone della vita di Heiner. Allo stesso modo, come molti altri sopravvissuti, Heiner torna ad Auschwitz dove porta Lena. Qui, nel luogo del dolore e della morte, come altre persone scampate al massacro, il sopravvissuto racconterà il suo dramma descrivendolo in ogni singolo e minimo dettaglio. Il bisogno di Heiner di esprimersi e di far conoscere quel passato è così grande che si ha come l’impressione che lui si senta quasi a proprio agio nel posto dove ha patito così tanto dolore e dove ha lavorato trascrivendo i nomi di centinaia di migliaia di innocenti uccisi dal regime, la cui unica colpa era di essere ebrei. La notte buia è una testimonianza molto intensa sullo sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale ma, allo stesso tempo, la storia della Held diventa un monito per tutte le nuove generazioni a non dimenticare mai il passato, per non compiere, ancora, gli errori che costarono la vita a milioni di innocenti. Traduzione di Riccardo Cravero.

Monika Held è nata nel 1943 ad Amburgo. Per molti anni è stata corrispondente per il magazine Brigitte, scrivendo su Italia, Albania, Buthan, Paraguay, Guatemala e Mongolia. Ha ottenuto numerosi premi per i suoi articoli e per il suo impegno politico, tra cui il German Social Prize, l’ELisabeth-Selbert. Preis, il Reporting Prize e la Polish Medal. Attualmente vive in Germania, a Francoforte sul Meno.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Giulia dell’ufficio stampa BEAT.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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