:: Scrivere è un mestiere pericoloso, Alice Basso (Garzanti, 2016) a cura di Elena Romanello

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Torna con una nuova avventura, tra giallo e gustose riflessioni sulla vita e la scrittura, Vani, la ghost writer protagonista de L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome e già entrata nel cuore dei suoi lettori e lettrice per il suo humour e per il suo non essere perfetta, ma molto empatica con le persone al posto del quale deve scrivere, al punto di svelare le loro anime e i loro segreti più nascosti.
Vani continua ovviamente a fare il suo lavoro di dare voce e scrittura a persone famose ma senza capacità nella gestione della parola scritta, nel suo mondo fatto di libri, musica e vestiti dark, che la rendono tanto simpatica alla sua giovanissima vicina di casa simpatizzante del movimento gotico in cui Vani si rivede giovanissima. Un lavoro non disprezzabile, quello di ghostwriter, visto che per riuscire a scrivere le storie di altri come fossero scritte dal diretto interessato o interessata, Vani deve entrare nella loro mente e capire come pensano e cosa hanno dentro da raccontare, quasi come una detective. Stavolta a Vani viene affidato il compito di scrivere le memorie tra piatti e vita vissuta di un’anziana cuoca, in servizio da anni presso una famiglia di imprenditori torinesi, visto che i libri di cucina vanno per la maggiore oggi.
Peccato che Vani sia negata per l’arte di fare da mangiare e si trovi affiancata per questo da una food blogger a dir poco insopportabile: per fortuna in suo aiuto corre il commissario Berganza, che l’ha eletta collaboratrice della polizia, ama la letteratura come lei, ma nel frattempo l’ha costretta a seguire un corso di arti marziali che Vani detesta quasi quanto la cucina.
A questo va aggiunto il ritorno in scena di Riccardo, ex di Vani, ma soprattutto la sconvolgente rivelazione della cuoca, che tra una ricetta e l’altra, si accusa di un delitto avvenuto prima nella famiglia. Per Vani è di nuovo tempo di indagare, scoprendo altarini e segreti, oltre che la verità su un fatto commesso anni prima, e rischiando anche non poco.
Tra giallo e commedia, si leggono con piacere queste nuove avventure di una ghostwriter acuta, a tratti pasticciona ma capace di sondare animi e sentimenti, in una Torino tra vie e collina abbastanza inedita sia per chi ci abita sia per chi l’ha scoperta come città turistica ma anche per chi, non torinese, ne è rimasto conquistato e ci è venuto a vivere, come l’autrice.
Alice Basso mescola bene gli elementi gialli con quelli di costume, raccontando tanto dell’Italia di oggi, tra mode culinarie e personaggi famosi usciti dal nulla e senza arte né parte, a differenza di Vani, che ha molto talento ma che è costretta a nascondere. Senz’altro le sue avventure non sono finite, anche perché il lavoro di ghostwriter offre possibilità infinite di incontri e di analisi. Una storia che si legge d’un fiato, in cui si ritrova molto dell’oggi e anche dell’ieri, con il richiamo alle dinastie di ricchi torinesi che forse qualche segreto che una cuoca potrebbe svelare ce l’hanno.

Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora in una casa editrice. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni e canta in una band di rock acustico per cui scrive anche i testi delle canzoni. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Source: libro inviato dall’ editore al recensore, ringraziamo Francesca dell’Ufficio Stampa Garzanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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