:: Ci proteggerà la neve, Ruta Sepetys (Garzanti, 2016)

unnamed

Clicca sulla cover per l’acquisto

La guerra è una catastrofe. Spezza famiglie in cocci irreparabili. Ma non è detto che coloro che se ne sono andati siano persi.

Ci sono pieghe della storia destinate a rimanere oscure. Episodi, vite vissute che non verranno mai ricordate, che non compariranno nei libri di storia, o nei discorsi di conferenze e dibattiti, perché nessuno si è preso la briga di narrarli, di tramandarli. E’ inevitabile, molto andrà perduto, quello che resta è solo un’ infinitesima percentuale di memoria condivisa.
Poi ci sono fatti nascosti nel passato che non vedrebbero la luce, che non giungerebbero all’opinione pubblica, se non per un concatenarsi di eventi, a volte fortuiti, a volte sorprendenti. Testimoni ancora in vita che decidono di narrare eventi di 70 anni prima, una ricercatrice, con il dono di saper scrivere, con la voglia e il coraggio di passare anni a viaggiare, scartabellare documenti, biglietti, leggere interviste, consultare biblioteche, e soprattutto lettori desiderosi di conoscere una storia per certi versi dimenticata.
Ruta Sepetys, già autrice di Avevano spento anche la luna (2011), ci riporta durante la Seconda Guerra Mondiale e nel suo nuovo romanzo, Ci proteggerà la neve, (Salt to the Sea, 2016) fa luce su uno di quegli episodi che senza di lei sarebbero stati destinati all’oblio. Ci narra infondo una storia di famiglia, al massimo conosciuta dai suoi stretti familiari, sussurrata in qualche incontro conviviale, destinata ad essere conosciuta solo dai pochi discendenti di coloro che la vissero. Una storia tragica, di dolore, di guerra, ma anche di coraggio, di eroismo, di speranza. Insomma una storia capace di coinvolgere e interessare anche coloro che non fanno parte del suo cerchio familiare, per il suo respiro universale, per il suo essere testimonianza e in un certo senso monito per le generazioni future.
Molto di quello che leggerete in questo libro probabilmente vi sorprenderà, arrivando a intaccare anche molte vostre convinzioni profonde. Alcuni fatti sono davvero incredibili, addirittura inverosimili, ma tuttavia la vita è incredibilmente più strana di qualsiasi cosa la mente umana possa inventare.
Cuore del romanzo è un episodio dimenticato che lascio le parole dell’autrice descrivere:

durante la Seconda Guerra Mondiale una nave nota col nome di Wilhelm Gustloff salpò durante una cupa bufera di neve, con a bordo più di diecimila sfollati, tra cui cinquemila bambini e adolescenti. La nave partì ma non arrivò mai alla sua destinazione stabilita. Scomparve. Cosa successe alla Wilhelm Gustloff e ai diecimila passeggeri che trasportava?

Tra quei bambini profughi dispersi per l’Europa ci fu il padre dell’autrice e una sua cugina trovò un passaggio sulla Wilhelm Gustloff. Da questo nucleo reale si è dipanata la storia di Joana, Florian, Emilia e Alfred. La storia di un gruppo di profughi (quanto oggi questa parola suona drammaticamente reale) in fuga dalla Prussia invasa dall’ Armata Rossa di Stalin. Per la maggior parte civili tedeschi, ma anche lituani come il padre dell’autrice, polacchi, lettoni, prussiani. Tutti in fuga verso il mar Baltico in attesa di una nave che li porterà (forse) in salvo.
La Sepetys ci narra le loro storie, drammatizzando certo, ma condensando esistenze reali, fatti vissuti. Così conosciamo una ragazza lettone all’ottavo mese di gravidanza, una infermiera lituana che ha lasciato il suo paese, Florian, un tedesco che nasconde un segreto che può renderlo ricco, ma anche portarlo alla morte. E ancora un anziano calzolaio, che sa quale scarpa ognuno dovrebbe portare per arrivare alla meta. Un bambino che ha perso la mamma e che ha adottato il calzolaio come nonne ed Eva una donna grande e grossa che trascina con un cavallo un carro che porta tutte le sue ricchezze.
Questo gruppo eterogeneo si trascinerà in mezzo alle insidie e ai pericoli tutto per arrivare al porto dove li attende la nave della salvezza. Non anticipo altro, starà al lettore arrivare a questo punto e proseguire seguendo il destino della Wilhelm Gustloff e dei suoi passeggeri, per lo meno di coloro che riuscirono a salire a bordo.
Ci proteggerà la neve, l’avete capito è un romanzo che non farà fatica a commuovervi, e a farvi sentire come reali le vite dei personaggi. Il suo realismo infatti, grazie all’attenta ricostruzione storica dell’autrice, è senz’altro la parte più efficace e sorprendente, soprattutto perché racchiude molte riflessioni sulla brutalità della guerra, che inevitabilmente rende peggiori alcuni e altri eroici soprattutto quando è in gioco la vita e la sopravvivenza.
La sorte dei civili nelle zone di guerra sono passati 70 anni ma non è cambiata di molto. I profughi fuggono in cerca di salvezza e son pochi quelli che riescono a trovarla.
L’edizione italiana è pubblicata da Garzanti e tradotta da Roberta Scarabelli.

Ruta Sepetys è nata negli Stati Uniti da una famiglia di rifugiati lituani la cui storia ha ispirato il suo primo romanzo, il bestseller Avevano spento anche la luna (2011). Sono seguiti i romanzi Una stanza piena di sogni (2013) e Ci proteggerà la neve (2016), tutti editi da Garzanti. Vive nel Tennessee con la sua famiglia.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Bianca dell’ Ufficio Stampa Garzanti.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: