:: Chi vincerà il Nobel per la Letteratura 2016?

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Sembra che in quel di Stoccolma, tra i saggi dell’ Accademia di Svezia quest’anno per quanto riguarda la scelta dello scrittore da insignire del Premio Nobel, non sappiano proprio decidersi. Il vincitore era previsto per giovedì 6, ma sembra che dovremo aspettare giovedì 13. Per ora è tutto un si dice per cui prendete con le pinze quanto dirò. Io un mio super candidato ce l’ho, ormai da anni, anche se sono quasi certa che mai vincerà. Se siete curiosi è Don DeLillo, che comunque tra gli americani se la contende con niente di meno che Philip Roth, Cormac McCarthy e Thomas Pynchon.
Ma in queste ore il superfavorito sembra essere Ngũgĩ Wa Thiong’o, autore di romanzi, ma anche di un piccolo saggio che mi capitò di leggere, anche piuttosto agguerrito, Decolonizzare la mente, interessante per molti versi, anche soprattutto per il momento storico in cui stiamo vivendo. La letteratura africana postcoloniale se vogliamo ha una sua Trinità, composta da Wole Soyinka, Chinua Achebe e appunto da Ngũgĩ Wa Thiong’o. Wole Soyinka ha vinto il Nobel nel 1986, Chinua Achebe è venuto a mancare, non resta quindi che Ngũgĩ Wa Thiong’o, e a quanto pare anche a Stoccolma stanno riflettendo in questo senso.
L’ anno scorso ha vinto una donna quindi è saggio e logico pensare che quest’anno toccherà a un uomo.  Anche se Joan Didion non sfigurerebbe, o perché no, Margaret Atwood.
Elena Ferrante, forse la più internazionale tra le scrittrici italiane, (anche se si fa il nome di Dacia Maraini, sempre per l’Italia), sarebbe davvero un altro nome di riferimento e qui il presunto disvelamento della sua identità non si sa bene se gioca contro o a favore.
Tra i gettonatissimi comunque resta Murakami, dopo la Cina con Mo Yan, un tocco d’Oriente. Chissà. Forse è solo troppo giovane, rispetto all’età media degli altri candidati.
Per concludere, dato che DeLillo neanche lo si nomina quest’anno, andiamo a conoscere meglio Ngũgĩ Wa Thiong’o, vi lascio un suo breve profilo bio (giusto per arrivare preparati, mai che vincesse).

Ngũgĩ Wa Thiong’o (Limuru, Kenya, 1938), romanziere, drammaturgo e saggista, è la principale figura letteraria dell’Africa orientale ed è considerato fra i massimi esponenti della letteratura africana. Dopo aver studiato a Kampala (Uganda) e a Leeds in Inghilterra, pubblica il suo primo romanzo Wheep Not, Child (1964; Se ne andranno le nuvole devastatrici, Jaca Book, 1975, 19762), ma è con A Grain of Wheat (1967, Un chicco di grano, Jaca Book, 1978, 19972) che guadagna fama internazionale. Dopo avere insegnato per un decennio all’Università di Nairobi, nel ‘77 pubblica Petals of Blood (Petali di sangue, Jaca Book, 1979), romanzo in cui condensa una dura critica alla società keniota postcoloniale. Vincitore di numerosi premi internazionali, oggi vive e insegna negli Stati Uniti.  

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