:: Un po’ di follia in primavera, Alessia Gazzola (Longanesi, 2016)

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Un verso di Emily Dickinson dà il titolo al nuovo romanzo di Alice Allevi, personaggio nato dalla penna della messinese Alessia Gazzola. Questa è la breve poesia da cui è tratto:

A little Madness in the Spring / Is wholesome even for the King, / But God be with the Clown – / Who ponders this tremendous scene – / This whole Experiment of Green – / As if it were his own!

E’ primavera, una mite primavera romana, e di follia si parla, un soffio si follia nella vita di Alice, che rivoluzionerà tutta la sua vita, e una follia più drammatica e crudele, che vede coinvolto un rinomato e famoso psichiatra, ucciso nel suo studio con una stranissima arma del delitto.
Toccherà ad Alice, e all’umano Calligaris, seguire le tracce del colpevole e risolvere il caso. Intorno a questo delitto, anima gialla del romanzo, la vita di Alice scorre come un fiume tranquillo, con piccole gioie e grandi dolori. La vita sentimentale, la vita familiare, la vita professionale, tutto si intreccia nel narrare la vita di una ragazza di oggi, certo atipica, e forse immersa in un mondo che solo lei vede così luminoso, buffo, e ricco di promesse. Un po’ forse davvero la nostra Alice indossa un paio di occhiali rosa, e lascia che il cuore si prenda spazi che nella vita vera è sempre più difficile conquistarsi.
Ma i romanzi della Gazzola sono così. Romanzi leggeri, spensierati, vaporosi come panna montata, ma non dimentichiamo su cui hanno lavorato editor di tutto rispetto come Fabrizio Cocco, tanto per dire, apparentemente semplici, anche a livello di approfondimento dei caratteri, dei personaggi, sintattico, ma che semplici non sono. Capaci di far entrare un personaggio, Alice Allevi, nell’immaginario di molte giovani ragazze che in un certo senso sono cresciute con i suoi romanzi (mentre Alice è restata sempre la stessa).
Alice Allevi è un personaggio eccessivo, buffo, per certi versi inverosimile, per l’ esagerata caratterizzazione della sua patologica imbranataggine e immaturità. Ma il tutto viene fatto con leggerezza, umorismo, non diventa oggetto di fenomeni di bullismo, (nella realtà probabilmente lo sarebbe) ma anzi a modo suo, i suoi limiti non le fanno perdere punti, nella vita come nella carriera. E’ un medico, si specializza in Medicina legale, si appresta a prendere un dottorato, ha due uomini, a modo loro perfetti, che si contendono il suo amore, ha una famiglia che la ama, una nonna che l’adora, amiche fidate, considerazione, Calligaris ne apprezza le doti investigative fino a chiedere il suo aiuto nelle indagini.
Insomma Alice Allevi è una vincente, ha servito in un piatto d’argento tutto ciò che le ragazze di oggi cercano con mille difficoltà: affermarsi nella carriera e trovare il vero amore. Aspirazioni forse antiche, (le aspirazioni di carriera forse lo sono meno) ma comunque attuali, con tutte le difficoltà che la vita ci mette in mezzo. Alice Allevi è una ragazza acqua e sapone, un’anima candida, buona, una pura se vogliamo, in un mondo che candido, buono e puro proprio non è, e questa è la sua forza, la sua inguaribile fiducia nella felicità, nel pensare che dei miti e degli umili sarà questa terra.
Insomma è anche una contraddizioni in termini, ma proprio per questo non ostante il suo mondo sembri lievitare nell’irrealtà, (sì, non sono romanzi esattamente realistici), questa via di fuga permette al lettore di distrarsi e sì di divertirsi. Di giocare con un umorismo mai feroce, mai cattivo, testimone di un mondo che forse vorremmo esistesse, almeno per un momento, senza eccessive derive zuccherose o edulcorate.
Nel mondo di Alice le Wally di questo mondo esistono, le carrieriste pronte a tutto pure, i professionisti che dietro vite socialmente perfette nascondono grettezza e avidità, c’è la guerra, Arthur lavora per enti umanitari in zone disagiate del pianeta, la gente muore, è razzista, islamofoba, viene uccisa, nasconde lati orrendi, è vittima e carnefice. Insomma la realtà filtra non ostante tutto, ma sempre mitigata e immunizzata dai toni della commedia, di una finzione frizzante e anche, perché no, poetica.
E ogni tanto sfuggono scampoli di verità, riflessioni, considerazioni di buon senso, lezioni di vita, che ancora più buffo ci vengano date da un personaggio così, e questa volta, inaspettatamente, anche da Claudio Conforti, che dopo tutto non è così superficiale o egoista come ama far credere. Certo questo suo fondo di bontà lo vede solo Alice, o forse solo a lei si manifesta, un’altra freccia all’arco di questa ragazza, saper fare emergere il meglio dalle persone.
Il romanzo comunque inizia con una proposta di matrimonio, e un desiderio di paternità. Sarà la volta che finalmente Alice Allevi crescerà e troverà quella stabilità affettiva ed emotiva, che sembra tanto mancarle? Lascio a voi scoprirlo. Buona lettura.

Alessia Gazzola, medico chirurgo specialista in medicina legale, è nata nel 1982 a Messina. L’allieva è il romanzo con cui nel 2011 ha esordito nella narrativa e che ha fatto conoscere e amare al pubblico italiano, e a quello dei principali Paesi europei dove è uscito, un nuovo e accattivante personaggio, Alice Allevi. Alice è ancora al centro dei romanzi Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014) e Una lunga estate crudele (2015). Nel 2016 ha pubblicato Non è la fine del mondo e Un po’ di follia in primavera, l’ultimo romanzo della serie L’Allieva.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Tommaso dell’Ufficio Stampa Longanesi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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