:: Hélder Camara. Il dono della profezia, Marcelo Barros, (Edizioni Gruppo Abele, 2016), a cura di Daniela Distefano

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Un libro su un santo è sempre causa di afflizione per chi deve elaborarlo. Si corre spesso il rischio di cadere nella retorica, negli elogi sperticati, nelle descrizioni simboliche, negli aneddoti metaforici, insomma: fa paura. Una paura giustificata se la persona raccontata è un santo scomodo che ha scandalizzato più i benpensanti che i peccatori. Hélder Camara fu uno di questi geni al servizio del Signore.
Marcelo Barros mette le mani avanti nel tratteggiarne la figura ed il pensiero.
Non è un libro nostalgico e legato al passato, non è nemmeno un reportage né una relazione degli incontri, è semplicemente una testimonianza: come interagì col mondo un uomo del Cielo.
Lo chiamavano “il vescovo rosso”, era spinto fino all’estremo verso i più bisognosi, fino alla rabbia di non poter raddrizzare il legno storto delle disuguaglianze tra esseri umani. Per dom Hélder il cristiano

<non è un uomo migliore degli altri, ma ha più responsabilità degli altri, perché aver incontrato il Cristo è la massima responsabilità>.

Oggi il suo credo in difesa del prossimo è diventato il motto di Papa Francesco, Una Chiesa povera per i poveri, e non è solo uno slogan. Una Chiesa che non soffre persecuzione, ma che gode dei privilegi e dell’appoggio della terra, non è la vera Chiesa di Gesù Cristo. Questo l’assunto dell’agire terreno di Hélder Camara. Possiamo poi essere persone buone, sognatrici e piene di fede, ma senza ingenuità. Lo diceva il Signore: Semplici come colombe, prudenti come serpenti.
Da dove parte dom Hélder nel suo cammino verso il distaccamento terreno?  La base era la sua fede.

<< Chi non può il meno, può il più>>,

scriveva  nel suo diario nel 1964.
Quando in quell’anno arrivò a Recife, il Brasile entrava in un periodo terribile di dittatura. I militari non rispettarono il processo democratico e presero il potere. Allora lo spettro del comunismo metteva in allarme la Chiesa più dell’armatura scintillante dei militari senza scrupoli.
Ben presto si comprese che il peggiore nemico dell’umanità non era il comunismo. Era l’ingiustizia, la miseria dei due terzi dell’umanità.
Se il mondo fosse giusto e la ricchezza ripartita meglio, non ci sarebbe comunismo.
Non serve predicare il Vangelo se la parola di Dio non cambia effettivamente le strutture del mondo.
Il Vangelo deve essere applicato in modo da trasformare questo mondo; un mondo diviso non in destra e sinistra, ma  in ricchi e poveri, che sono  la moltitudine.
Ecco la buona Novella divulgata da dom Hélder: eliminare il seme della disparità, rivoluzionare le menti abbandonando la lotta dell’uomo contro uomo. Seguire il tracciato di quell’unico essere umano che ha dato vera dignità alla nostra specie.
Senza la croce di Cristo, senza la sua Resurrezione, oggi saremmo tutti pesci parlanti, cani spaesati, gufi addormentati.
Nel maggio 2015, l’arcidiocesi di Recife, con il permesso del Vaticano, ha aperto il processo di canonizzazione di Hélder Camara, un vero santo di Dio.

Marcelo Barros è benedettino, biblista, teologo della liberazione e scrittore; tra i fondatori del CEBI (Centro studi biblici), assessore della Commissione Pastorale della Terra e delle Comunità ecclesiali di base.

Source: libro inviato dall’Editore al recensore. Ringraziamo Christian dell’Ufficio stampa delle Edizioni Gruppo Abele.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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