:: Andare per treni e stazioni, Enrico Menduni, (il Mulino, 2016), a cura di Daniela Distefano

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Enrico Menduni è un mago della parola: in tv, alla radio, è uomo dal bucolico, fiorito linguaggio. Lo testimonia questo piccolo saggio per amanti del viaggio, per i drogati dei mezzi di trasporto, quelli che guardano dal finestrino di un treno e dimenticano che le fermate esistono per distrarci dai sogni ad occhi aperti. Campagna, città, periferie, alberi selvatici, tramonti piangenti, mattinate di nubi che necessitano di non essere spazzate via dalla velocità del tempo..
Qual è l’obiettivo dello scrittore? Raccontare le tappe di un itinerario comune, da Milano a Napoli, come se lo si vedesse per la prima volta. Il treno, le stazioni, evocano sintonie dell’anima, quei ricordi che si trasmutano in nostalgia, un’ epoca che non si vive più se non nella memoria.
Adesso abbiamo treni moderni, problemi irrisolti, un mondo da sempre diviso in classi. Ma chi si ricorda ancora delle valige sulla reticella, con l’etichetta di lontani alberghi, il venditore di cestini alimentari che grida la sua merce sul marciapiede, il fischio della partenza? Attraverso ‘un viaggio sentimentale’ scopriremo qualcosa di più sui treni remoti, sulle littorine, piccole e veloci, e su come gli emigranti sognavano di arrivare a Milano, la porta d’ingresso al Settentrione.
Godremo seduti su una poltrona – divenuta Clavilegno di Don Chisciotte – trasportati col pensiero alla ricerca delle prime ferrovie che nascevano in una città e terminavano in un’altra, senza alcun rapporto con eventuali altre linee. In una seconda fase, dopo la metà dell’Ottocento, le linee si collegarono fra loro e si costruirono stazioni più importanti, spesso con una facciata monumentale e classicheggiante.
La funzione di una Stazione? Era indicata dall’orologio che adornava il timpano dell’edificio, il tutto connesso al bisogno di puntualità del viaggiatore. Forse un giorno saremo tutti come Don Chisciotte su Clavilegno, in un trip mentale che ci porterà in pochi istanti sulla Luna, però – volete mettere? – che goduria questi treni che allungano le ore consentendoci di arrivare dove il pensiero non è ancora pronto a giungere.

Enrico Menduni insegna Cinema, fotografia, televisione all’Università di Roma Tre, è documentarista e autore radiotelevisivo.

Source: Libro inviato dall’Editore. Ringraziamo la dott.ssa Ida Meneghello dell’Ufficio Stampa “il Mulino”.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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