:: Un’ intervista con Diana Johnstone, autrice di “Hillary Clinton – Regina del caos” (Zambon, 2016)

indexBuongiorno Mrs Johnstone, dunque ha vinto il repubblicano Donald Trump. Una domanda abbastanza ovvia e scontata: se lo aspettava?

No. Ma sono ancora più sorpresa dallo shock, dal panico, dall’isteria e dal rifiuto di così tanti americani che gli si sono opposti. Questa è stata una elezione, non un colpo di Stato.

Dopo una campagna elettorale terribile, dai toni allucinanti, Hillary Clinton nonostante i suoi più di 62 milioni di voti ha perso la presidenza. In linea del tutto teorica i grandi elettori il 12 dicembre potrebbero ribaltare il voto. Pensa lo faranno?

Mentre scrivo, stanno raccogliendo denaro per un riconteggio nella speranza di invertire i risultati. Se un tale avvenimento straordinario avesse luogo, ciò porterebbe gli Stati Uniti più vicini a un nuovo tipo di guerra civile. Non dimenticate che i sostenitori di Trump tendono ad essere molto attaccati alla loro diritto di portare armi, e spesso sono in possesso di un vero e proprio arsenale.

Al grido di Not my President, molti americani sono scesi in strada per giorni e giorni, soprattutto giovani. Crede siano stati fenomeni spontanei o pilotati?

Diciamo che sono stati “pilotati” da anni di “correttezza politica”, che ha insegnato a molti giovani a valorizzare le loro sensazioni soggettive più della realtà. A molti insegnanti e professori negli Stati Uniti era proibito dire cose o assegnare testi che potevano “ferire i sentimenti” degli studenti sensibili. Questo è un mondo crudele, e questi giovani non sono preparati ad affrontarlo. Hillary Clinton è portata all’idea che i valori democratici siano ridotti ai “diritti delle minoranze”, e in particolare, secondo la moda degli ultimi mesi, ai diritti delle minoranze sessuali.
Molti giovani elettori creduloni hanno concluso che Trump fosse un mostro razzista, sessista, omofobo soprattutto a causa della sua iperbole concernente l’ espulsioni di immigrati messicani clandestini e le severe restrizioni all’ingresso di musulmani negli Stati Uniti. Entrambe queste cose esistono già, e al massimo le può intensificare un po’. Questi manifestanti di sinistra, motivati dalla politica identitaria, si trovano in oggettiva alleanza con globalisti e neocon, che odiano Trump per il suo protezionismo e l’atteggiamento amichevole verso Vladimir Putin. Gli Stati Uniti sono affetti da una sorta di schizofrenia politica, mescolando le questioni nazionali e internazionali in combinazioni insolite e contraddittorie.

La carriera politica di Hillary Clinton si può dire virtualmente finita. La donna vista solo l’altro giorno durante la serata di gala annuale organizzata dal Children’s Defense Fund, era una donna distrutta. Ormai Trump ha letteralmente campo aperto. Cosa si aspetta farà in questi quattro anni?

Il suo shock per la sconfitta era così eccessivo quanto la sua ambizione. Si può provare pena per lei, anche se è responsabile per la sua caduta. E ‘stata una campagna davvero molto brutta, con attacchi personali feroci su entrambi i candidati, e quasi nessun vero dibattito sui contenuti. Lo spettacolo di questa campagna elettorale dovrebbe essere sufficiente a scoraggiare qualsiasi persona normale dal voler entrare in politica. La democrazia americana difficilmente sembra essere il modello che tutto il mondo dovrebbe voler emulare.
Per quanto riguarda ciò che Trump farà, ha già fatto marcia indietro sugli eccessi retorici della sua campagna – che non dovevano essere presi sul serio, come invece hanno fatto i giovani che ora piangono per le strade. Sembra pronto a portare avanti tradizionali politiche di destra sulla maggior parte delle questioni interne. Le novità nel suo programma sono di riformare gli accordi commerciali internazionali e normalizzare le relazioni con la Russia. Questi sono proprio i punti che pongono l’intero establishment globalista e neoliberista contro di lui.

Molti commentatori ritengono che Trump abbia vinto perché è riuscito a catturare il voto della maggior parte della società bianca e impoverita, ma le sue promesse appunto rientrano unicamente nel gioco elettorale, insomma i suoi eccessi verranno normalizzati dalla macchina istituzionale, capace di possedere tutti gli anticorpi necessari perché il sistema tenga. E’ d’accordo? La pensa anche lei cosi?

Il voto a Trump sembra essere stato soprattutto una rivolta economica contro la disoccupazione e una rivolta ideologica contro la correttezza politica. Corteggiando le minoranze, i democratici clintoniani hanno gettato fortemente il sospetto su tutti i bianchi della classe operaia, maschi e eterosessuali, di essere gli oppressori, colpevoli di “odio”. La classe operaia bianca poteva sentirsi sia trascurata economicamente e che insultata psicologicamente. La sua promessa di creare posti di lavoro era il suo argomento più vincente. I suoi progetti infrastrutturali dovrebbero infatti essere in grado di creare posti di lavoro, ma è improbabile che sia in grado di invertire la tendenza verso la deindustrializzazione che ha di fatto chiuso molte fabbriche.

I primi contatti sembra averli avuti con la Russia di Putin e la Cina di Xi Jinping. E’ fiduciosa che venga istaurato un nuovo dialogo costruttivo e stabile con questi leader?

Io non sono sicura di niente. Ma questi incontri fanno nascere la speranza che gli Stati Uniti possano allontanarsi dalla loro automatica ostilità verso i “potenziali rivali” e cooperare nella costruzione di una struttura per la pacifica risoluzione dei conflitti.

Secondo alcuni analisti Donald Trump non si dimenticherà dei suoi oppositori politici, e in un certo senso la farà pagare a giornali, ong e grandi aziende, soprattutto del settore digitale che si sono opposte alla sua elezione. Da uomo pragmatico, pensa che agirà in questa maniera?

La prima cosa che ha fatto Trump è stata quella di rifiutare di portare avanti le indagini su Hillary Clinton, contraddicendo la sua replica durante un dibattito elettorale che lui l’ avrebbe mandata in galera. Alcuni dei suoi sostenitori lo criticano per essere troppo morbido con una donna che ritengono meriti ampiamente di essere perseguita. Dovrebbe essere chiaro che, come si suol dire, il suo abbaiare è peggio del suo morso. (Can che abbaia non morde, in italiano nel testo). Egli deve essere abbastanza pratico da rendersi conto che con tutti i nemici che ha, ha bisogno di essere prudente.

Premesso che non ha la palla di cristallo, Donald Trump secondo lei sarà portatore di una più grande instabilità internazionale? O il fatto che non sia un politico di mestiere è solo un bene?

La instabilità internazionale dipende molto di più da altri fattori che dal Presidente Americano, nonostante il fatto che negli ultimi dieci anni gran parte di quella instabilità internazionale è stata portata dagli sforzi degli Stati Uniti di imporre la propria volontà su situazioni complicate e ingestibili. Tali situazioni rimangono, ed è difficile immaginare come Trump possa fare di peggio. Se davvero abbandona il progetto neoconservatore di una incontrastata egemonia mondiale degli Stati Uniti e torna al tradizionale concetto di diritto internazionale della sovranità nazionale, potrebbe invece contribuire alla stabilità internazionale. Ma è troppo presto per fare serie previsioni.

Trump ha promesso che entro i primi cento giorni del suo mandato “cancellerà” l’accordo sul clima di Parigi siglato lo scorso dicembre e “bloccherà tutti i pagamenti fatti con soldi dei contribuenti americani ai programmi sul riscaldamento globale delle Nazioni Unite”. Non le fa paura un presidente che pensa che il riscaldamento climatico è uno scherzo cinese “creato da e per i cinesi con lo scopo di rendere poco competitivo il settore manifatturiero statunitense”?

Trump è perfettamente in grado di cambiare idea su questo, come su altre questioni, una volta che è alla Presidenza e ha un migliore accesso alle informazioni. Mi auguro che gli attivisti di sinistra siano preoccupati di prevenire la guerra, in particolare la guerra nucleare, come in questo momento lo sono per il cambiamento climatico. Le cause umane della guerra sono più ovvie rispetto alle cause umane dei cambiamenti climatici. Naturalmente, i modi di affrontare il cambiamento climatico devono essere chiariti per obiettivi di studio scientifico, e ogni governo deve avere a che fare con i fatti della natura. In ogni caso, i combustibili fossili devono essere eventualmente sostituiti. Il governo cinese ha fortemente investito in energia solare, per esempio. Le principali compagnie energetiche che si occupano di prodotti petroliferi sono anche coinvolte nello sviluppo delle energie rinnovabili, e la loro influenza è probabilmente maggiore di quella degli attivisti.
Non bisogna dimenticare che tutti gli altri problemi ambientali sono direttamente causati dalle attività umane, e devono essere affrontati.

Grazie della disponibilità, e la ringrazio anche di essere presente DOMENICA 11 dicembre 2016 a Roma, alla FIERA NAZIONALE DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA” “PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI” (Palazzo dei Congressi dell’Eur, p.le JF Kennedy, 1 – Sala Rubino, ore 11) assieme a Jean Bricmont (Università di Lovanio- Belgio) e Jean Toschi Marazzani Visconti (giornalista e saggista), per la presentazione del suo Hillary Clinton. Regina del caos (Zambon Editore).

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