:: La solitudine delle stelle lontane, Kate Ling (HotSpot, 2016), a cura di Elena Romanello

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Anno 84 della Missione, la nave spaziale Ventura è in viaggio infatti da ottantaquattro anni verso il sistema stellare Epsilon, da cui è arrivata una remota richiesta di contatto: ci arriverà tra duecentosessanta anni, con i discendenti dell’equipaggio di oggi, che non conosceranno mai cosa vuol dire vivere su un pianeta abitabile, sulla terraferma, ma solo il buio dello spazio.
In questa microsocietà strutturata e basata su rigide regole, dalla scuola alle unioni che bisogna fare per garantire una discendenza che un giorno arriverà forse a colonizzare un nuovo pianeta, la giovane Seren ha appena visto morire la nonna, l’ultimo essere sulla nave che ricordava ancora la Terra. Alla fine della scuola scopre che dovrà unirsi con Ezra Lomax, ragazzo che non sopporta, ma incontra Domingo Suàrez, un ragazzo con delle ombre nel suo passato per aver trasgredito alle regole di Ventura. Tra i due nasce l’amore, contro tutto e tutti, proprio mentre l’astronave arriva nelle vicinanze di un possibile pianeta abitabile, che potrebbe essere una soluzione di fronte ad un peregrinare senza fine e senza prospettive.
Sarebbe facile liquidare questo romanzo come l’ennesima storia young adult, che usa il fantastico come filtro per raccontare un triangolo: in realtà, per fortuna, nelle pagine de La solitudine delle stelle lontane c’è molto di più, e non solo una storia di formazione e di ricerca di una propria identità, ma anche una variante interessante su un genere che risorge sempre dalle proprie ceneri come la fantascienza.
I viaggi nello spazio sono, grazie a serie tv popolari come il sempre verde Star Trek, un tema principe del genere fantascientifico: in realtà, ipotizzare un viaggio nello spazio ha alcuni ostacoli insormontabili, a cominciare da quello, non risolto nemmeno nel futuro ipotizzato da Kate Ling, di non riuscire a superare la velocità della luce, e quindi dal dover pensare a astronavi generazionali di persone che dovranno per secoli vivere e riprodursi nello spazio in attesa che i discendenti di chi partì un giorno dalla Terra trovino un nuovo pianeta dove vivere.
Una prospettiva affascinante e angosciante, alla base di una distopia sull’astronave dove non si è costruita una società ideale come quella ipotizzata sull’astronave Enterprise, ma un mondo chiuso, basato su regole che alla lunga vanno strette e che forse bisogna pensare ad infrangere. La storia di una ribellione, certo, ma anche un modo per scampare a un destino ipotizzato da altri come scenario di un futuro possibile, in cerca di un mondo ideale talmente remoto da risultare impossibile.
La solitudine delle stelle lontane si rivolge ad un pubblico di adolescenti, ma non solo come del resto i libri della collana Hot spot di Castoro: gli appassionati di fantascienza più attempati troveranno tematiche e visioni che magari li hanno già affascinati decenni fa, nell’eterna ricerca di una casa e di una felicità fuori nel cosmo e nell’impossibilità oggi di realizzare in pieno questa utopia.

Kate Ling è nata e cresciuta a Londra, dove ha conseguito un master di scrittura creativa. Negli ultimi dieci anni ha lavorato come bibliotecaria nelle scuole di tre diversi continenti e come coordinatrice dei programmi di letteratura nelle scuole. Appassionata di fantascienza e viaggi, debutta con La solitudine delle stelle lontane. Il suo sito ufficiale è http://www.kateling.co.uk

Provenienza: libro inviato dall’editore, si ringrazia l’ufficio stampa Castoro.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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