:: Morire senza salute, Gabriele Pagliariccio (Dissensi, 2016)

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Soldi e salute, un binomio quanto mai esplosivo, al centro di dibattiti, tavole rotonde, riflessioni di economisti e filantropi. Binomio che risolleva il dilemma etico se sia giusto lasciare la salute, la vita umana, in balia di mere regole di mercato. I ricchi si curano, e sopravvivono, hanno al loro servizio le migliori strutture ospedaliere, i più avveniristici strumenti di diagnosi e intervento, i migliori specialisti. I poveri muoiono abbandonati nelle corsie di luoghi a cui non possono accedere, privi di coperture assicurative, privi delle più elementari tutele. Questo sembra lo scenario a cui sembra condannato il nostro mondo civilizzato, globalizzato, sempre più di stampo liberista e attento ai bilanci, al profitto, al PIL, dominato da una sorta di privatizzazione selvaggia, e da un prevalere di una sorta di selezione naturale sempre più disumana, sempre più simile all’eugenetica economica. Scenario che emerge dal breve saggio Morire di salute, del chirurgo vascolare, docente universitario, volontario in numerose missioni umanitarie, Gabriele Pagliariccio. Agile volumetto che esce nelle edizioni Dissensi, con una prefazione combattiva e sanguigna di Don Luigi Ciotti. Comunque se questa è la tendenza, da cui Pagliariccio ci mette in guardia, quasi metà del libro è dedicata a un caso virtuoso, forse unico, a una lezione di civiltà medica che arriva da un paese lontano dell’America Latina, che non molto tempo fa avremmo potuto definire tranquillamente Terzo Mondo, l’Equador. Insomma il mondo sta prendendo una gran brutta piega, ma non tutto è perduto, sembra dirci Pagliariccio, con una certa veemenza, non priva della forza di chi ha imparato molto di quello che sa sul campo. Morire senza salute si compone di tre sezioni: “La salute nel mondo”, “Il quadro italiano”, e appunto “Un paese solidale: l’Equador”. Nella prima parte abbiamo un taglio di respiro storico, atta a darci un breve quadro generale, con termini tecnici, tendenze, e una focalizzazione verso i singoli sistemi sanitari: nei paesi poveri, nei paesi cosiddetti emergenti, nei paesi post URSS, negli Stati Uniti, e nei paesi con sistemi universalistici Beveridge e Bismarck. Nella seconda parte l’autore analizza più nel dettaglio il settore Italia, vittima della tendenza generale in atto nei paesi industrializzati di cui parlavo prima, ma anche vittima di suoi mali endemici, come gli sprechi, la corruzione, l’incapacità amministrativa, i partitismi, i privilegi e la grande disparità e disomogeneità dei nostri sistemi regionali, (nascere nelle regioni del nord, a volte è per i pazienti molto più “felice” che nascere nelle regioni del sud o delle isole). Nella terza e ultima parte l’autore ci presenta il sistema Equador, come una sorta di modello, non privo comunque di precise congiunture forse non ripetibili altrove come il lavoro e il seguito che è riuscito ad avere tra la popolazione, il presidente Correa, o la presenza di figure carismatiche come l’ex ministro della salute Davide Eduardo Chiriboga (di cui pubblica una breve intervista). Tra welfare “casalingo” e l’Operazione Mato Grosso, veniamo a conoscere che la presenza italiana non è marginale in questo circolo virtuoso. Di Pagliericcio colpisce la limpidezza di pensiero, sebbene si evinca una certa matrice ideologica, le sue riflessioni non sono dettate da cieco fanatismo. Vede i limiti, le cose non ancora fatte e migliorabili, non proclama lo statalismo immune da vizi e distorsioni. E questo ha reso senz’altro la sua testimonianza, viva e sentita, di maggior effetto ed efficacia. Buona lettura.

Gabriele Pagliariccio, medico italiano. Si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1988 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, si è specializzato in Chirurgia Generale presso l’Ateneo di Ancona nel 1993 e in Chirurgia Vascolare nel 1999 presso la stessa Facoltà. Ha seguito un Corso di Specializzazione in Diagnostica Vascolare GIUV nel 1993 ed ha conseguito il Diploma di Perfezionamento in Flebologia Clinica e Specialistica presso l’Università Cattolica. E’ professore a contratto dell’Università Politecnica delle Marche presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia generale. E’ docente della Scuola di Ecografia delle Marche della SIUMB.

Source: libro inviato dall’editore, ringraziamo Costanza dell’Ufficio Stampa Dissensi.

Disclosure: questo post contiene affiliate link di Libreriauniversitaria.

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